
(METEOGIORNALE.IT) Ci risiamo. Maggio entra nel vivo e il modello GFS (Centro Meteo Americano) mostra una fase che, diciamolo subito, di stabile ha davvero poco. La proiezione fino a metà mese disegna un’altalena fra correnti atlantiche, brevi tregue anticicloniche e un finale che profuma già d’estate. Insomma, una tendenza tipicamente primaverile, con qualche sorpresa nel mezzo.
Lo scenario di partenza
Il quadro sinottico iniziale, secondo GFS (Centro Meteo Americano), parla chiaro. Una saccatura nordatlantica scivola verso il bacino centrale del Mediterraneo nelle giornate di domenica 3 maggio e lunedì 4 maggio, accompagnata da aria più fresca alle medie quote. Il risultato? Cieli irregolarmente nuvolosi, rovesci sparsi e qualche temporale, soprattutto sull’arco alpino e lungo l’Appennino centro-settentrionale.
L’aria che scende in quota, a 850 hPa, mostra valori in calo rispetto alla media stagionale. Sul Nord Italia si parla di temperature attorno ai 5°C, 7°C a quella quota, segno evidente di una massa d’aria di matrice oceanica e leggermente fredda. Niente di drammatico, sia chiaro. Però quel tanto che basta per far rispolverare la giacca, soprattutto la sera.
Il ruolo dell’instabilità nei primi giorni
Le prime 72 ore della tendenza, secondo GFS (Centro Meteo Americano), restano segnate dal transito di nuclei instabili. Martedì 5 maggio e mercoledì 6 maggio il flusso umido continuerà a interessare il Settentrione e parte del Centro Italia, con accumuli pluviometrici localmente significativi sulle Alpi occidentali e sul versante tirrenico tosco, ligure.
In effetti, i campi di precipitazione cumulata indicano valori che, sui rilievi alpini, potrebbero superare i 60, 80 millimetri in 48 ore. Non sono cifre da emergenza, ma su terreni già saturi qualche disagio idrogeologico locale non è da escludere. Le raffiche di vento, in particolare da scirocco, spazzeranno i versanti tirrenici con valori prossimi ai 60, 70 chilometri orari nelle fasi più attive.
Al Sud Italia e sulle Isole, viceversa, la fase risulta più asciutta. La Sicilia e la Sardegna vivranno qualche annuvolamento di passaggio, ma le piogge appariranno marginali. C’è chi prenderà l’occasione per godersi le prime giornate di mare, forse non proprio caldissime, ma sufficientemente miti.
Una tregua che vale poco
Verso giovedì 7 maggio e venerdì 8 maggio, GFS (Centro Meteo Americano) prospetta una breve pausa anticiclonica. L’alta pressione delle Azzorre prova a estendere un cuneo verso il Mediterraneo, garantendo giornate più stabili e miti. Le temperature recuperano, soprattutto al Centro Sud, dove si toccheranno punte oltre i 24°C, 25°C nelle aree interne.
È una tregua corta, però. Una di quelle promesse non mantenute che la primavera, in fondo, ci ha abituati a ricevere.
La svolta della seconda decade
Dal sabato 9 maggio in avanti, lo scenario inizia a cambiare pelle. GFS (Centro Meteo Americano) intravede l’avanzata di un promontorio subtropicale, con radici nordafricane, che progressivamente avvolge il Mediterraneo. Si tratta del classico anticiclone africano, ormai ospite sempre più frequente delle nostre stagioni di transizione.
L’effetto si traduce in un aumento marcato delle temperature. Il geopotenziale a 500 hPa risale fino a valori prossimi ai 580, 585 dam, una soglia tipicamente estiva. Le anomalie termiche al suolo virano decisamente verso il rosso, con scarti positivi di 4°C, 7°C rispetto alla media climatologica del periodo.
Tradotto in pratica? Da lunedì 11 maggio a mercoledì 13 maggio, larga parte d’Italia vivrà giornate spiccatamente calde. In Pianura Padana e nelle zone interne del Centro i valori massimi potranno raggiungere e superare i 28°C, 30°C. Sulle Isole, e in particolare sulla Sardegna, non si esclude qualche punta vicina ai 32°C, un assaggio d’estate decisamente prematuro.
Cosa aspettarsi nel finale di periodo
L’evoluzione successiva, naturalmente, si fa più incerta. I modelli a lungo termine hanno la memoria corta, lo sappiamo. Eppure GFS (Centro Meteo Americano) suggerisce che attorno a giovedì 14 maggio e venerdì 15 maggio una nuova perturbazione atlantica potrebbe insidiare il dominio dell’anticiclone, scalfendone il bordo settentrionale.
Le prime avvisaglie arriverebbero sull’arco alpino, sotto forma di temporali pomeridiani anche intensi. Sui rilievi più elevati, oltre i 2.500, 3.000 metri, non è esclusa qualche residua spruzzata nevosa. La copertura nevosa al suolo prevista, comunque, resterà minima e confinata alle quote più alte, com’è naturale in questa fase del calendario.
Verso il fine periodo, fra sabato 16 maggio e lunedì 18 maggio, lo scenario si fa nebuloso. GFS (Centro Meteo Americano) propone una possibile rottura del campo anticiclonico, con ingresso di correnti più fresche da nord ovest. Il calo termico potrebbe risultare anche brusco, in particolare sulle regioni settentrionali, dove le temperature massime tornerebbero in linea con la media o leggermente al di sotto.
Un mese, tante facce
Quello che emerge, leggendo nel complesso la tendenza GFS (Centro Meteo Americano), è il ritratto di un maggio dal volto cangiante. Non c’è una stagione ben definita: si naviga fra spifferi atlantici, strappi anticiclonici e fiammate africane. Una primavera, insomma, che nel suo cuore mostra un carattere capriccioso, quasi adolescenziale.
Per chi pianifica gite, escursioni o weekend al mare, l’invito è semplice. Tenere d’occhio gli aggiornamenti. Perché, com’è normale a queste latitudini e in questa stagione, le carte si rimescolano in fretta. E un giorno di sole pieno può trasformarsi, nel giro di qualche ora, in un pomeriggio di rovesci.
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