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Sotto l’Antartide c’è acqua calda: la rivelazione che cambia le previsioni

Sacche di acqua calda intrappolate in canali nascosti sotto le piattaforme di ghiaccio potrebbero scioglierle molto più rapidamente del previsto. Una nuova ricerca norvegese avverte: i modelli climatici rischiano di sottostimare la fragilità dell'Antartide orientale e la velocità di innalzamento del livello del mare globale.

Giovanni De Laurentis di Giovanni De Laurentis
16 Mag 2026 - 18:40
in A La notizia del giorno, A Scelta dalla Redazione, Cambiamento climatico
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Trovate acque calde sotto l’Antartide: perché questa scoperta riguarda anche noi.

Il mistero delle calde acque sotto l’Antartide 

(METEOGIORNALE.IT) Le sacche di acqua calda nascoste sotto l’Antartide potrebbero sciogliere i ghiacci del continente molto più rapidamente di quanto gli scienziati avessero previsto. Secondo una nuova ricerca, che individua una causa finora trascurata della perdita di ghiaccio antartico, il livello globale del mare potrebbe aumentare a un ritmo superiore rispetto alle stime precedenti. Lo studio suggerisce che l’acqua oceanica più calda stia erodendo le piattaforme di ghiaccio antartiche dal basso con un’efficienza ben maggiore del previsto.

Le piattaforme di ghiaccio sono gigantesche estensioni galleggianti dei ghiacciai che contribuiscono a rallentare il movimento di enormi masse di ghiaccio verso l’oceano. I ricercatori norvegesi hanno ora identificato un processo che potrebbe indebolire queste barriere naturali: lunghe formazioni simili a canali, presenti sotto le piattaforme, sono in grado di intrappolare acqua di mare relativamente calda, intensificando drasticamente la fusione in aree specifiche.

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Se queste piattaforme dovessero assottigliarsi e perdere stabilità, i ghiacciari retrostanti potrebbero riversarsi in mare più rapidamente, accelerando l’innalzamento del livello del mare ben oltre molte delle proiezioni attuali.

Gli scienziati hanno già osservato dinamiche simili in altre parti dell’Antartide. L’IPCC (Gruppo intergovernativo sui cambiamenti climatici) ha identificato l’instabilità delle piattaforme di ghiaccio polari come una delle principali preoccupazioni climatiche, sebbene il processo rimanga difficile da comprendere e modellare nella sua interezza.

 

Canali nascosti sotto le piattaforme di ghiaccio antartiche

Il team si è concentrato sulla piattaforma di ghiaccio Fimbulisen nell’Antartide orientale per comprendere meglio come avviene la fusione sottomarina. I risultati hanno dimostrato che la forma della parte inferiore della piattaforma influenza notevolmente la circolazione dell’acqua oceanica al di sotto di essa.

Nelle zone in cui la base del ghiaccio presenta dei canali, il movimento dell’acqua può generare piccoli sistemi di circolazione che trattengono l’acqua più calda contro il ghiaccio, impedendone la dispersione. Questo calore persistente intensifica la fusione in quelle regioni.

I ricercatori hanno scoperto che i tassi di scioglimento all’interno di questi canali possono aumentare localmente di circa un ordine di grandezza. In termini semplici, la geometria della piattaforma di ghiaccio determina dove si concentra il calore oceanico e quanta fusione può innescare.

 

“Abbiamo scoperto che la forma della parte inferiore della piattaforma di ghiaccio non è solo una caratteristica passiva. Può intrappolare attivamente il calore oceanico proprio nei punti in cui lo scioglimento supplementare è più importante”, spiega Tore Hattermann, autore principale dell’iC3 Polar Research Hub di Tromsø, in Norvegia.

La piattaforma di ghiaccio di Fimbulisen si trova nell’Antartide orientale, un’area generalmente considerata più fredda e meno vulnerabile rispetto ad altre parti del continente.

“Abbiamo osservato sotto la piattaforma di ghiaccio Fimbulisen che anche piccole quantità di acqua più calda possono aumentare notevolmente la fusione all’interno dei canali”, afferma Tore Hattermann. “Di conseguenza, i canali possono ingrandirsi e, nel peggiore dei casi, indebolire la stabilità dell’intera piattaforma di ghiaccio.”

 

Qin Zhou, che ha co-diretto lo studio, aggiunge: “Ciò che colpisce è che anche modesti afflussi di acqua profonda più calda possono avere un grande effetto quando la base della piattaforma è canalizzata. Questo significa che alcune piattaforme di ghiaccio che gli scienziati di solito considerano fredde potrebbero essere più fragili del previsto.”

 

Modellazione dello scioglimento dei ghiacci antartici

Per studiare il fenomeno, i ricercatori hanno combinato una mappa dettagliata della parte inferiore della piattaforma Fimbulisen con un modello computerizzato ad alta risoluzione della cavità oceanica sottostante.

Il team ha confrontato simulazioni con basi più lisce con versioni che includevano canali realistici, sia in condizioni oceaniche più fredde sia leggermente più calde. Questo approccio ha permesso di isolare l’effetto dei canali sulla circolazione, il mescolamento e la fusione dell’acqua.

Il lavoro ha inoltre integrato precedenti osservazioni sul campo provenienti dalla regione. I ricercatori sottolineano che combinare misurazioni a lungo termine con modelli avanzati è fondamentale per comprendere le caratteristiche su piccola scala nascoste sotto le piattaforme di ghiaccio antartiche. Lo stesso Hattermann ha trascorso centinaia di giorni a condurre ricerche sul campo sulle piattaforme di ghiaccio dell’Antartide.

 

Perché uno scioglimento più rapido dei ghiacci antartici è importante

Gli scienziati avvertono che una fusione più intensa all’interno dei canali potrebbe innescare un pericoloso circolo vizioso. Man mano che i canali si approfondiscono e si allargano, alcune parti della piattaforma di ghiaccio potrebbero assottigliarsi in modo non uniforme, indebolendone la struttura complessiva.

Una piattaforma meno solida è meno in grado di frenare i ghiacciai retrostanti, consentendo potenzialmente a una maggiore quantità di ghiaccio terrestre di riversarsi nell’oceano.

 

“Gli attuali modelli climatici non tengono conto di questo effetto”, avverte Tore Hattermann. “Ciò significa che rischiano di sottovalutare la sensibilità delle piattaforme di ghiaccio ‘fredde’ lungo la costa dell’Antartide orientale a piccole variazioni o al Riscaldamento Globale delle acque costiere. Tali variazioni sono già state osservate e si prevede che aumenteranno in futuro.”

I risultati potrebbero avere importanti implicazioni per la scienza del clima e la pianificazione costiera. I ricercatori affermano che i modelli climatici e delle calotte glaciali devono tenere maggiormente conto di questi processi di fusione su piccola scala per migliorare le proiezioni future del livello del mare. I cambiamenti nel flusso dell’acqua di fusione potrebbero inoltre influenzare la circolazione oceanica e gli ecosistemi marini che circondano l’Antartide.

Lo studio, intitolato La topografia canalizzata amplifica la sensibilità allo scioglimento delle fredde piattaforme di ghiaccio antartiche, è stato pubblicato sulla rivista Nature Communications.

 

Ulteriori approfondimenti nel Meteo Giornale: Sotto il ghiaccio: correnti nascoste accelerano lo scioglimento dell’Antartide – Polinia antartica: il buco nel ghiaccio che sconvolge il clima – Tracce di giganteschi iceberg antichi nel Mare del Nord – I mari si sono davvero alzati nel 2024? – Scioglimento dei ghiacci antartici e riduzione delle emissioni di carbonio

 

Credit: Nature Communications – Studio originale – EurekAlert! – Comunicato istituzionale – Phys.org – Analisi dello studio – IPCC AR6 – Rapporto sulla scienza fisica del clima – NSIDC – National Snow and Ice Data Center (METEOGIORNALE.IT)

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Giovanni De Laurentis

Dopo aver frequentato il liceo scientifico, ha proseguito il proprio percorso accademico nel Regno Unito, dove si è laureato in Fisica presso l’University of Manchester all’età di 23 anni. Affascinato dalle dinamiche dell’atmosfera e dalle interazioni tra scienza e ambiente, ha poi conseguito un Dottorato (PhD) in Meteorologia presso l’University of Reading, uno dei principali poli di ricerca europei in questo ambito. Attualmente vive e lavora in Italia, dove si occupa di consulenza scientifica e supporto tecnico per applicazioni meteorologiche e fisiche nell’ambito industriale, collaborando con aziende e centri di ricerca per progetti che spaziano dalla modellistica ambientale alla progettazione di soluzioni innovative per l’industria.

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