
(METEOGIORNALE.IT) Abbiamo da poco superato la metà di maggio ma la primavera non vuole assolutamente decollare una volta per tutte. Gli altri anni le alte pressioni subtropicali già facevano la voce grossa su tutta Italia e gran parte d’Europa, tanto da parlare di inizio anticipato dell’estate già dalla fine di aprile, ma è chiaro che questo 2026 si sta muovendo in una direzione decisamente diversa. Caldo e bel tempo non ne vogliono assolutamente sapere e al loro posto prevalgono le perturbazioni e anche le residue correnti fredde polari a spasso per il nostro emisfero.
L’alta pressione ci proverà
Un tentativo dell’alta pressione arriverà la prossima settimana, ma pare proprio che potrebbe trattarsi dell’ennesimo fuoco di paglia. Sarà l’alta pressione delle Azzorre a riproporsi sull’Europa occidentale e anche su parte della nostra penisola soprattutto attorno al 20 maggio, ma pare proprio che non durerebbe a lungo secondo gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli matematici come l’autorevole ECMWF.
Il modello europeo traccia una strada abbastanza chiara: nel corso della settimana entrante l’alta pressione si riproporrà su più di mezza Italia lasciando il fianco orientale scoperto e facilmente perforabile dalle correnti più fredde provenienti dall’est Europa.
Chiariamoci: non arriveranno ondate di freddo fuori stagione o nevicate a bassa quota, bensì correnti fredde in alta quota che inevitabilmente andranno un po’ a smuovere le acque e a destabilizzare la bassa troposfera. In poche parole torneranno i temporali pomeridiani su molte regioni che già nelle ultime due settimane hanno dovuto fare i conti con tantissima instabilità termoconvettiva.
Le regioni più miti nella prossima settimana:
- Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta e Lombardia
- Toscana, Emilia Romagna, Veneto e Sardegna
L’alta pressione sarà un po’ più efficace sulle regioni del nord e il medio-alto Tirreno per buona parte della settimana, pertanto avremo anche temperature più alte su regioni come Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta, Lombardia, Sardegna, Toscana, Emilia Romagna, Trentino Alto Adige e Veneto.
Le massime potrebbero addirittura spingersi oltre i 25 °C su questi territori e su città come Torino, Milano, Bologna, Olbia, Cagliari e Firenze. Clima tardo primaverile, in poche parole.
Maltempo sempre dietro l’angolo
Ma non ci sono solamente buone notizie per gli amanti del bel tempo. Questo grosso anticiclone, come detto poc’anzi, mostrerà il fianco orientale scoperto e potrebbe addirittura collassare totalmente nel periodo compreso tra il 23 e il 28 maggio.
Nell’ultima decade del mese, dunque, aumentano sensibilmente le probabilità di un nuovo collasso dell’alta pressione con l’arrivo di perturbazioni da est e da nord che inevitabilmente porterebbero altre nubi, altre piogge e altri temporali.
Cosa potrebbe provocare il nuovo peggioramento:
- temporali intensi e nubifragi improvvisi
- grandinate con chicchi di grosse dimensioni
Questo è senza dubbio il periodo ideale per l’arrivo dei fenomeni estremi soprattutto in presenza di correnti molto fredde in alta quota che vanno a scorrere sull’aria molto più calda che va ad accumularsi nelle ore mattutine sulle pianure e sulle valli.
Ormai a fine maggio è chiaro che l’effetto del sole sui nostri terreni aumenta sensibilmente e permette l’accumulo di tanta energia che viene prontamente utilizzata dai temporali per produrre acquazzoni intensi, nubifragi e chicchi di grandine di grosse dimensioni.
Perché i temporali di fine maggio possono diventare estremi
Nella seconda metà di maggio il sole raggiunge un’altezza molto elevata e riesce a scaldare rapidamente il terreno durante le ore diurne. Questo comporta un forte accumulo di calore e umidità nei bassi strati dell’atmosfera, tutta energia preziosa per i temporali, che non vedono l’ora di sfruttare per potenziarsi.
Quando sopraggiungono correnti fredde in quota provenienti dal nord Europa o dall’Atlantico, il contrasto termico diventa molto marcato e favorisce lo sviluppo di temporali particolarmente violenti. È proprio in questo periodo che possono nascere supercelle, grandinate intense, downburst e nubifragi lampo soprattutto sulle pianure del nord e nelle aree interne del centro Italia.
Questa ondata di maltempo pare possa coinvolgere principalmente il centro e il nord Italia in questa terza decade di maggio, soprattutto dopo il 25 del mese.
E poi potrebbe arrivare l’estate
Poi tutto ad un tratto potrebbe improvvisamente palesarsi l’estate. Da un momento all’altro è probabile che l’alta pressione subtropicale si muova verso il Mediterraneo piantando poi le radici per diversi giorni consecutivi: tutto questo potrebbe accadere tra la fine di maggio e l’inizio di giugno, per un inizio dell’estate meteorologica a gonfie vele e con la marcia ingranata.
Fonti e credits
Le elaborazioni meteo di questo approfondimento sono state realizzate utilizzando gli aggiornamenti dei principali centri internazionali, tra cui ECMWF (https://www.ecmwf.int), GFS (https://www.ncei.noaa.gov/products/weather-climate-models/global-forecast) e NOAA (https://www.noaa.gov), fondamentali per monitorare l’evoluzione della primavera e il possibile ritorno dell’estate sul Mediterraneo. (METEOGIORNALE.IT)