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      Home » Ultimo assalto freddo sull’Italia attorno a Sabato 25, poi meteo estivo
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      Ultimo assalto freddo sull’Italia attorno a Sabato 25, poi meteo estivo

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 19/04/2026
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      9 Min Lettura
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      Contents
      • Cambiamento abbastanza prolungato
      • Appena sopra di noi farà molto freddo
      • E l’Italia?
      • Attenzione a tutte le eventualità
      • Facciamo un riassunto

      La stagione primaverile in corso sta assumendo connotati di meteo praticamente estremo. Stiamo passando da ondate di mitezza precoci a nuovi rigurgiti invernali. Prepariamoci alla prossima settimana, che sarà ricca di sorprese. La svolta, attesa per l’ultima decade del mese, promette di spazzare via la monotonia anticiclonica che ci caratterizza oramai da alcune settimane. Si tratta, verosimilmente, dell’ultimo assalto freddo di stampo invernale.

       

      Cambiamento abbastanza prolungato

      Il fulcro di questo imponente cambiamento è previsto intorno al 25 aprile, data in cui i modelli matematici inquadrano una fortissima espansione di aria artico-marittima verso le zone orientali del nostro continente. Attenzione: non si tratta di una normale e rapida irruzione fredda, ma di una vera e propria discesa di un lobo del Vortice Polare. Una sorta di pezzo di polo che piomba a latitudini basse.

       

      Il gelo non si limiterà a scorrere in quota nella troposfera, ma farà davvero freddo fino al livello del suolo. La configurazione meteo prevede la formazione di un profondo minimo barico – ovvero un centro di bassa pressione principale – posizionato presumibilmente nel Golfo di Botnia, tra Svezia e Finlandia, per poi scivolare bruscamente verso i Balcani.

       

      Appena sopra di noi farà molto freddo

      Le conseguenze per l’Europa centrale e orientale saranno drastiche. L’aria fredda, scontrandosi con la preesistente mitezza primaverile, causerà un tracollo termico davvero impressionante. Si prevedono nevicate a quote insolitamente basse per la fine di aprile, che potrebbero spingersi addirittura fino in pianura in nazioni come la Polonia, la Germania, la Repubblica Ceca e nelle zone russe. Assisteremo, di fatto, a una vera e propria ondata di freddo primaverile, capace di riportare paesaggi e temperature prettamente invernali. E questo è davvero a due passi da noi: non stiamo parlando della Siberia.

       

      Questo colpo di coda dell’inverno sta diventando una caratteristica ricorrente nelle ultime stagioni primaverili europee, sebbene si ponga in netto contrasto con l’estrema mitezza sperimentata nelle settimane precedenti. Insomma, in un clima mediamente sempre più caldo, ecco che emergono estremi meteoclimatici notevoli.

       

      Ondata di freddo tardivo a tratti. La prima parte sarà una sventagliata rapida, per poi peggiorare di gran lunga attorno al 25 aprile.
      Ondata di freddo tardivo a tratti. La prima parte sarà una sventagliata rapida, per poi peggiorare di gran lunga attorno al 25 aprile.

       

      E l’Italia?

      Quale sarà il destino della nostra penisola di fronte a questa imponente colata gelida? In una prima fase, l’Italia sembra poter contare sulla sua tradizionale protezione orografica e geografica. La massiccia irruzione fredda, infatti, andrebbe ad appoggiarsi e a bloccarsi contro l’arco alpino, vero baluardo e barriera contro le ondate di freddo tipiche del cuore del continente. Inoltre, il bacino del Mediterraneo, già riscaldato dalle precedenti ondate di alta pressione, fungerà da amplificatore termico, smorzando ulteriormente il gelo che, comunque, non punta direttamente verso di noi.

       

      C’è però da dire una cosa importante. Potrebbe formarsi una debole depressione secondaria sui nostri mari, la quale, pur non portando il gelo siderale del Nord Europa, innescherà una dinamica di spiccata instabilità su gran parte della penisola. Non dobbiamo certamente aspettarci un periodo di maltempo prolungato, con cieli grigi e chiusi. Piuttosto, meteo capriccioso tipicamente primaverile.

       

      Il cielo sarà spesso solcato da una nuvolosità irregolare, a tratti minacciosa, che darà vita a piogge sparse e, soprattutto, diversi temporali. I forti contrasti termici tra l’aria fresca in ingresso in quota e il calore latente accumulato nei bassi strati del Mediterraneo forniranno l’energia necessaria per lo sviluppo di eventi temporaleschi di una certa intensità. Nulla a che vedere, ovviamente, con le bombe estive; ciò non toglie che potrebbero esserci i primi colpi di tuono, capaci di generare anche qualche nubifragio e locali grandinate.

       

      Tempo piuttosto incerto con possibili rovesci e temporali anche di una certa intensità. L’area prediletta risulterà il Triveneto, ma saranno possibili fenomeni temporaleschi un po’ su tutto l’arco appenninico e le zone adriatiche.

       

      Attenzione a tutte le eventualità

      Come sovente accade in questi casi, gli esperti non si limitano ad analizzare un singolo scenario meteo. I modelli previsionali sono numerosi e ciascuno ha le proprie uscite modellistiche. È una materia difficile: non dobbiamo pensare di leggere semplicemente una nuvoletta o un sole su un’applicazione del telefono – quella è una semplificazione enorme. Per comprendere a fondo l’evoluzione attesa e i suoi margini di incertezza, è fondamentale capire come lavorano i moderni modelli matematici di previsione, come l’europeo ECMWF o l’americano GFS, notoriamente i più performanti a livello mondiale.

       

      Alla base di questi modelli ci sono potentissimi supercomputer che elaborano ogni giorno il cosiddetto “run ufficiale” – o previsione deterministica – che rappresenta la simulazione ritenuta più probabile sulla base dei dati iniziali più accurati. Ecco perché una singola mappa meteorologica può risultare anche piuttosto diversa da un modello all’altro, e soprattutto può cambiare parecchio a distanza di qualche giorno.

       

      Basti pensare che, in linea generale, vengono generate oltre 50 simulazioni alternative, alterando deliberatamente e in modo infinitesimale i parametri iniziali di partenza. Questo serve a capire quanto l’atmosfera sia “caotica” e sensibile alle piccole variazioni. Si capisce, quindi, quanto sia difficile una previsione meteo a diversi giorni di distanza.

       

      Vale la pena sottolineare un aspetto. In una minoranza di queste simulazioni, l’aria fredda non si ferma sulle Alpi, ma giunge sull’Italia in modo diretto, configurando una vera e propria ondata di freddo tardiva. È buona regola non fermarsi all’uscita ufficiale, ma analizzare i vari casi: questo è compito degli esperti.

       

      Concludendo questo capitolo con un’osservazione importante: questa ondata di gelo è oramai praticamente certa. La colata fredda a livello continentale ci sarà; il dubbio rimane sull’esatta traiettoria meridionale che assumerà la massa d’aria. Se si abbatterà sull’Italia con forza, se sarà una semplice toccata e fuga, o se finirà tutto sui Balcani.

       

      Ondata di gelo veramente notevole attorno al 25-26 aprile. La sua traiettoria è molto incerta. Non è granché probabile che ci colpisca, perché al suo posto potrebbe esserci una rimonta africana.

       

      Facciamo un riassunto

      Dal 20 al 24 aprile si aprirà un periodo capriccioso sull’Italia. Assisteremo a un deciso abbassamento termico, con condizioni decisamente più fresche e turbolente, con il potenziale picco di anomalia intorno al 25 aprile. Ricordiamo che al momento partiamo da temperature molto al di sopra della media: è normale, quindi, che si avverta maggiormente il freddo.

       

      Oltretutto, non abbiamo ancora affrontato il seguente aspetto. Quando si verificano rovesci di pioggia o grandine di forte intensità, le precipitazioni tendono a trascinare fisicamente verso il basso lo strato di aria gelida presente in quota. In campo meteo si tratta di un fenomeno noto come “rovesciamento dell’aria fredda dall’alto”; le famose precipitazioni da rovesciamento. Questo processo può abbassare le temperature al suolo in modo brusco e repentino durante i fenomeni, ben oltre quanto stimato dai modelli. Anche se poi la temperatura, una volta cessato il temporale, tende a risalire, soprattutto nel periodo estivo.


      Credit:

      • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
      • ECMWF – Previsioni stagionali
      • ECMWF – Previsioni sub-stagionali
      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF)

      • National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA)

      • World Meteorological Organization (WMO)

      • Météo-France

      • Deutscher Wetterdienst (DWD)

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