
Primavera 2026: il Vortice Polare scuoterà il meteo in Europa, neve in pianura a nord delle Alpi e svolta del tempo in arrivo sull’Italia
Una primavera 2026 anomala: così è cominciato tutto
(METEOGIORNALE.IT) Un aspetto che sta contraddistinguendo la stagione primaverile 2026 in Italia è che continuiamo ad avere temperature sopra la media. Per capire meglio cosa ci riserva il futuro, andiamo alle origini.
Abbiamo avuto un inizio di primavera cominciata addirittura a metà febbraio, con temperature già superiori alla media, mentre qualche giorno prima i modelli matematici prospettavano ancora ondate di gelo in Italia. A febbraio invece scoppiò la primavera, o meglio, una primavera d’inverno: le temperature iniziarono a salire con decisione, soprattutto nelle regioni settentrionali, dove non è affatto normale avere 15°C come massima quotidiana in quel periodo.
Una stagione dalla durata molto ampia, che è stata comunque interrotta da fasi di freddo, sebbene non così intense come quelle degli anni scorsi. Ci sono state inoltre aree interessate da precipitazioni abbondanti: le grandi nevicate in Abruzzo e in Molise, le alluvioni avvenute a quote basse nelle medesime regioni, e quelle in Calabria. Lo stesso si è verificato nella Sardegna orientale. In sostanza, vogliamo evidenziare come questa stagione primaverile risulti del tutto anomala.

Il Vortice Polare si espanderà sull’Europa
Ora abbiamo una linea di tendenza assolutamente nuova, una vera e propria svolta: il Vortice Polare, quello della troposfera, cioè delle quote basse, si sta espandendo sull’Europa e si prevede che prevalga sul tempo europeo addirittura sino alla fine del mese, puntando verso le regioni settentrionali italiane ma anche, ancora una volta, verso la Penisola Iberica. Questo crea una situazione favorevole a una risalita di aria calda verso il Medio Oriente, compresa la Grecia e il Mar Ionio, con possibili riflessi sulle regioni meridionali estreme e sulla Sicilia sotto forma di fasi di caldo con temperature superiori alla media. Questo viene prospettato dai vari modelli matematici, tra cui quello europeo (ECMWF).
Neve in pianura a nord delle Alpi verso il 25 aprile
È da considerare anche che una fortissima espansione di aria fredda è prevista verso il 25 aprile sul centro-nord dell’Europa, con un Vortice Polare che interessa tutte le quote, da una bassa pressione in troposfera fino al livello del suolo, con un minimo barico nel Golfo di Botnia e un secondo minimo barico sul Golfo Ligure, vista l’intrusione di aria fredda che andrebbe ad appoggiarsi sull’arco alpino.
L’Italia, però, anche in questa circostanza non sembra essere direttamente coinvolta, come se fosse protetta da un caldo Mediterraneo. Tuttavia, questa situazione appare come una vera svolta, perché andrebbe a interferire in modo deciso sul tempo italiano, innescando condizioni atmosferiche favorevoli a una marcata instabilità, che si traduce ovviamente in fasi temporalesche e perturbate a carattere sparso.
Non sono previste, nell’arco di due settimane, perturbazioni robuste e insistenti, bensì banale nuvolaglia sparsa con precipitazioni associate e, con il calare della temperatura dovuto alla discesa di aria fredda, nevicate a quote molto basse, addirittura in pianura a nord delle Alpi, fino in Polonia, Germania, Repubblica Ceca, Slovacchia e persino Ungheria: una vera ondata di freddo primaverile appena a nord delle Alpi.
Un fenomeno ormai piuttosto ricorrente nelle ultime stagioni primaverili, ma che possiamo comunque definire come una vera e propria svolta, perché fino ad oggi ci siamo trovati con estesi anticicloni. Ciononostante, l’Europa centrale, più di una volta nel corso di questa primavera precoce, ha visto intrusioni di aria fredda, mentre l’Italia è rimasta quasi sempre interessata solo in modo marginale.

L’Italia tra il mite Mediterraneo, ma rischio irruzione fredda
Così potrebbe ancora essere, ma il rischio che questo Vortice Polare, prima dello scoppiare della vera estate, possa sganciare un’incursione fredda più a sud rimane concreto. È già avvenuto in passato, anche recente, e potrebbe quindi introdurre aria più fredda fin nel cuore del Mar Mediterraneo. Del resto, le previsioni a lungo termine sulle fasi di freddo non sono estremamente affidabili e sono soggette a un margine di errore, soprattutto per quanto riguarda la rotta di queste masse d’aria. In sostanza, la massa fredda che viene individuata a ridosso dell’arco alpino potrebbe scavalcare le Alpi e giungere nel cuore del Mar Mediterraneo.
Non siamo in grado di escludere questa eventualità, dato che il tempo atmosferico è eccessivamente variabile in questa primavera, dove prevalgono le correnti secondo i meridiani – ovvero aria calda verso nord e aria fredda verso sud – con situazioni di blocco che si esprimono in eventi atmosferici duraturi. L’alta pressione avuta a Pasqua, ad esempio, era prevista durare qualche giorno ma è invece persistita per almeno una settimana, con temperature esageratamente elevate, determinate proprio dalla compressione dell’aria nei bassi strati causata dalla persistenza del fenomeno.
Cosa ci dicono i modelli matematici
Come ho detto, vediamo una svolta, un cambiamento vero e proprio: quello del Vortice Polare, che storicamente tende molto spesso, in primavera, a invadere anche il Mar Mediterraneo. Dobbiamo quindi osservare accuratamente l’evoluzione indicata dai modelli matematici, compreso ciò che non viene mostrato o previsto.
Tenete conto che i modelli matematici elaborano il cosiddetto run ufficiale, ovvero la previsione principale, ma attorno a essa esiste una serie di previsioni parallele – anche oltre 50 – in alcune delle quali si osserva come l’aria fredda giunga sull’Italia in modo molto diretto, realizzando addirittura una vera ondata di freddo. Ovviamente ci si deve attenere al run ufficiale, ovvero alla previsione considerata più attendibile dal centro meteo che la emette – in questo caso il Centro Meteo Europeo o quello americano. Tuttavia, non si deve trascurare ciò che emerge a margine di questa previsione, perché rappresenta comunque una probabilità, assegnata dal modello, che quell’evento si possa verificare, nonostante sia stata considerata meno probabile rispetto alla via principale.
Spero di aver spiegato bene il concetto: il rischio è che quella massa fredda prevista appena a nord delle Alpi – situazione che non è affatto certa – possa introdursi più a sud. Allo stesso tempo, va detto che, sebbene in maniera marginale, vi è anche la possibilità che il Vortice Polare non si espanda verso l’Europa nella misura massiccia prospettata dal run ufficiale. Questa è una possibilità marginale, perché le previsioni parallele dei modelli matematici non la rilevano come attendibile.
Le previsioni meteo per la seconda metà di aprile
La seconda parte di aprile ci porterà dunque dapprima verso un aumento delle temperature, fino a circa il 19 del mese, per poi virare verso un deciso abbassamento, con condizioni abbastanza fresche nel periodo tra il 20 e il 24 aprile. Ciò approssimativamente, perché bisogna sempre considerare che si parla di aria fredda in un contesto di stagionalità estremamente instabile, e che le precipitazioni, qualora ci fossero, possono trascinare verso il basso lo strato d’aria fredda, abbassando ulteriormente le temperature. Ecco perché in passato abbiamo osservato nevicate a maggio sino a quote collinari: cito ad esempio il 2019.
La svolta sembra dunque concretizzarsi, ed è un cambiamento considerevole, tenuto conto che da metà febbraio osserviamo una primavera quasi ininterrotta, con l’esplosione della fase calda di Pasqua e una nuova fase mitissima attesa nei prossimi giorni. Questa situazione, prospettata a partire dal 20-21 aprile, è a tutti gli effetti una svolta – almeno al momento, in attesa di conferma dai modelli.
Credit
- ECMWF – Seasonal Forecasts – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Raggio
- ECMWF Science Blog – El Niño 2026 – Analisi scientifica sulle previsioni stagionali 2026
- AER Polar Vortex Blog – Atmospheric and Environmental Research, analisi del Vortice Polare
- The Watchers – Polar Vortex Disruption 2026 – Aggiornamenti sullo Stratwarming e il Vortice Polare
- Copernicus Climate Change Service – Servizio europeo per il cambiamento climatico