
(METEOGIORNALE.IT) Facciamo un resoconto di come sta piovendo in questo periodo. Le condizioni meteo dello scorso inverno sono state davvero molto generose: ci siamo lasciati alle spalle una stagione particolarmente ricca di precipitazioni. Anche se è nevicato praticamente solo in montagna, l’oro blu non è certo mancato. Attenzione, però: da Marzo è cambiato tutto. Le piogge sono diventate irregolari, a strappi. L’esordio della stagione primaverile ha segnato una svolta radicale per il nostro clima: la cosiddetta “porta atlantica” (ovvero il flusso vitale di correnti umide e perturbate provenienti dall’oceano) si è chiusa.
Piogge irregolari
Da circa un mese e mezzo, le classiche perturbazioni oceaniche sono diventate grandi latitanti sullo scacchiere meteorologico europeo. In questo contesto di persistente stallo, le uniche e sporadiche precipitazioni a cui stiamo assistendo derivano dalla formazione di isolate depressioni di matrice mediterranea o, come accade proprio in questi giorni, da situazioni di forte instabilità temporalesca.
Si tratta di dinamiche che generano acquazzoni e temporali improvvisi, i quali, anche se scaricano molta acqua, lo fanno in maniera brutale e discontinua. Piogge “a macchia di leopardo”, del tutto incapaci di risolvere un eventuale deficit idrico. Per ora non stiamo parlando di siccità grave, ma è bene rimanere in allerta.

Le prospettive per fine aprile: non buone
In generale, solamente il transito di vaste e strutturate perturbazioni atlantiche, magari rinvigorite da secondarie ciclogenesi sui nostri mari, è in grado di garantire piogge democratiche, diffuse e persistenti su tutte le regioni – o comunque su buona parte di esse. Purtroppo, analizzando nel dettaglio le mappe meteo elaborate da GFS ed ECMWF, due autorevolissimi modelli mondiali, non ci sono buone notizie.
La porta atlantica rimane chiusa. Non a caso, l’Italia continuerà a essere interessata da correnti più secche orientali, con l’inserimento, al massimo, di qualche blanda area depressionaria confinata nel bacino del Mediterraneo. Questo significa che ci saranno comunque dei temporali, in alcune occasioni anche piuttosto diffusi, capaci di scaricare decine di millimetri in meno di un’ora. Ma molte altre zone rimarranno a secco: non si può dire, quindi, che pioverà per bene ovunque.
Lo sguardo a maggio
Cosa dobbiamo aspettarci per i primi giorni di Maggio? Ci sarà l’atteso sblocco circolatorio? Al momento, i modelli matematici non offrono certezze granitiche. Anzi, spesso potrebbe imporsi la presenza dell’anticiclone, il che significa che, nel prossimo mese, dovrebbe piovere a scatti.
Non dobbiamo dimenticare un aspetto fondamentale del clima mediterraneo: per le nostre latitudini, la stagione estiva rappresenta per antonomasia il periodo più caldo e secco dell’anno. Se i terreni, le falde acquifere e gli invasi non fanno il pieno di pioggia entro Maggio, il rischio che la natura, i boschi e l’intero comparto agricolo vadano incontro a un grave stress idrico è assolutamente reale.
Ecco perché sarebbe opportuno il ritorno di condizioni meteo di matrice atlantica, capaci di portare precipitazioni diffuse e regolari, invece dei (sempre più violenti) temporali. Per adesso non stiamo parlando certamente di siccità di lungo periodo, anche perché ha piovuto tantissimo in inverno. Ma se dovesse continuare questo pattern meteo fino a settembre, è chiaro che una buona fetta di Italia potrebbe patire un poco di siccità (soprattutto superficiale) a cominciare da metà estate.

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