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      Home ยป Parte la stagione dei Temporali Tropicali: fenomeni meteo estremi con cui convivere
      A Scelta dalla RedazioneAd PremiereMeteo News

      Parte la stagione dei Temporali Tropicali: fenomeni meteo estremi con cui convivere

      Piogge torrenziali e autentiche tempeste di fulmini

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 21/04/2026
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      9 Min Lettura
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      Contents
        • Unโ€™introduzione
        • Ulteriori dettagli
        • Precipitazioni estreme
        • Unโ€™altra caratteristica importante
        • La ventilazione puรฒ essere estrema?
        • Rivediamo le caratteristiche rapidamente
      • CREDIT

      Siamo entrati in un periodo dove le condizioni meteo propongono i cosiddetti temporali tropicali. Puรฒ sembrare strano, ma accadono benissimo anche alle nostre latitudini. Purtroppo sono una conseguenza del riscaldamento globale.

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      Questo vuol dire che, a differenza dei temporali nostrani, hanno alcune peculiaritร  che andremo ad analizzare in seguito. Ultimamente Perรฒ quello che stupisce รจ che arrivino con enorme anticipo. Ciรฒ che รจ successo la sera e la notte del 19-20 aprile in Lombardia e in Emilia Romagna รจ stato qualcosa di impressionante. Un festival di temporali violenti e grandinate anche di medio grosse dimensioni, molto precoci sul calendario e altrettanto inquietante in vista di quello che ci aspetta nei prossimi mesi.

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      Unโ€™introduzione

      Intanto, cerchiamo di capire di che cosa stiamo parlando. Un temporale di stampo prettamente tropicale rappresenta una delle manifestazioni atmosferiche piรน energetiche del nostro pianeta. Caratterizzato da unโ€™intensitร  molto maggiore rispetto a quelli tradizionali e da una sbalorditiva rapiditร  di sviluppo, questo fenomeno meteo estremo รจ da sempre una caratteristica nelle zone tropicali ed equatoriali.

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      Aree geografiche come lโ€™America Centrale, il bacino dellโ€™Amazzonia, il Sud-Est Asiatico e vaste zone dellโ€™Africa continentale sono il palcoscenico naturale dove da sempre questi eventi si verificano. Oltretutto, il loro meccanismo รจ semplice. Ci vuole tantissimo vapore acqueo e temperature elevate.

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      Quando la radiazione solare scalda in maniera decisa (ricordiamo che siamo nella zona equatoriale) innesca potentissimi moti convettivi. A differenza di quanto accade con un temporale da fronte freddo, la quantitร  di precipitazione che cade รจ molto maggiore.

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      Ma non รจ tutto. Lโ€™altra caratteristica รจ che si sviluppano con estrema rapiditร , anche nel giro di 45 minuti. Cioรจ vale a dire che da una innocua nuvoletta a un muro dโ€™acqua impressionante nel giro di unโ€™oretta! Cosa che con i temporali tipici dellโ€™Italia non sarebbe possibile, perchรฉ il ciclo di formazione รจ molto piรน lento.

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      Ulteriori dettagli

      Tutto ha inizio attraverso un vigoroso processo di convezione. รˆ un processo fisico ben noto in campo meteorologico. Le masse dโ€™aria calda e satura di vapore acqueo iniziano a sollevarsi rapidamente verso gli strati piรน alti della troposfera. Durante lโ€™ascesa, lโ€™aria si espande e si raffredda, portando alla condensazione dellโ€™umiditร  e alla conseguente formazione di imponenti cumulonembi.

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      Si tratta di formazioni nuvolose che possono estendersi verticalmente per chilometri, spingendosi fino a superare i 15-18 chilometri di altezza allโ€™equatore, con punte di 20! Il processo di condensazione non รจ solo un effetto visivo, ma il vero carburante del sistema.

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      Tramite una serie di passaggi fisici, esso rilascia calore latente, che riscalda ulteriormente lโ€™aria circostante e accelera i moti ascensionali in un ciclo continuo che auto-alimenta la tempesta. E anche la durata puรฒ essere notevole. Proprio perchรฉ non si esaurisce in una mezzโ€™oretta. Come accade con un temporale nostrano.

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      Precipitazioni estreme

      Una volta che il sistema raggiunge la sua fase di maturitร , le precipitazioni sono di una violenza enorme. Intanto si tratta di gocce gigantesche, del diametro anche di diversi centimetri. Poi la loro incredibile frequenza fa sรฌ che venga scaricata in pochissimo tempo un immane quantitร  di pioggia.

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      Parliamo ad esempio di decine di millimetri dโ€™acqua in pochissimi minuti. Le gocce di pioggia, eccezionalmente voluminose, cadono con una furia tale da ridurre la visibilitร  a poche decine di metri. Questo volume dโ€™acqua impressionante si traduce frequentemente in allagamenti improvvisi (flash floods).

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      Inoltre, in condizioni ottimali su acque oceaniche molto calde, questi agglomerati di temporali possono organizzarsi fino a diventare lโ€™embrione per la nascita dei cosiddetti cicloni equatoriali. Quindi la caratteristica รจ principalmente la quantitร  dโ€™acqua. 50 mm in 10 minuti si tratta di una pioggia monsonica, non comune nel nostro paese e anzi particolarmente rara fino a pochi decenni fa.

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      Unโ€™altra caratteristica importante

      Il paesaggio visivo e sonoro di un temporale tropicale รจ dominato da unโ€™attivitร  elettrica incessante. Le potenti correnti interne al cumulonembo causano una netta separazione delle cariche elettriche, generando fulmini spettacolari e particolarmente pericolosi per chi si trova allโ€™aperto.

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      A differenza dei temporali di stampo classico, quelli tropicali scaricano unโ€™enorme quantitร  di fulmini nube-suolo. Risultano quindi estremamente pericolosi, perchรฉ quando cade un fulmine dopo pochi attimi ne puรฒ cadere un altro e poi un altro ancora. Se ci fate caso, nei temporali di una volta le scariche erano una al minuto o una ogni due tre minuti.

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      Adesso invece ce ne sono una ogni due tre secondi! E nei casi estremi, soprattutto nei cosiddetti fulmini nube-nube, puรฒ capitare che ci sia una fulminazione al secondo. O magari due o tre ogni secondo! Capite che differenza rispetto a quelli di una volta?

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      La ventilazione puรฒ essere estrema?

      La risposta ovviamente รจ sรฌ, anche se a differenza delle altre caratteristiche, questa non รจ una peculiaritร . In alcuni casi il vento puรฒ giocare un ruolo altrettanto distruttivo. Le violente correnti discensionali collidono con il suolo espandendosi orizzontalmente a velocitร  estreme.

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      Queste raffiche possono facilmente superare la soglia dei 100 km/h, abbattendo alberi e danneggiando le infrastrutture locali. Ma non รจ detto, perchรฉ capitano veri e propri muri dโ€™acqua anche con lโ€™aria piuttosto ferma. Questo dipende soprattutto dallo scontro delle correnti ascensionali.

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      Se la differenza di temperatura tra aria preesistente e area post-frontale รจ elevata, allora si creano forti venti lineari (i celebri downburst). Se invece non cโ€™รจ una grande divergenza di temperature, allora puรฒ venire giรน una cascata dโ€™acqua anche verticale.

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      Rivediamo le caratteristiche rapidamente

      A margine di queste dinamiche, la forte instabilitร  puรฒ innescare anche la formazione di fenomeni vorticosi estremamente violenti, come trombe dโ€™aria o tornado. Pur avendo una durata breve, concentrano una forza distruttiva inaudita in unโ€™area localizzata.

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      La prima caratteristica รจ lo sviluppo estremamente rapido. Cumulonembi che si innalzano oltre i 15 km di quota nel giro di meno di unโ€™ora. Si vede proprio la convenzione esplosiva in questi casi. In secondo luogo le piogge estreme. Si tratta di scrosci torrenziali con gocce enormi, fulmini continui (anche diversi al secondo) e solo occasionalmente raffiche di vento oltre i 100 km/h. Questo ovviamente se ci sono scontri di masse dโ€™aria ben diverse.

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      E la grandine? In realtร  in quelli tropicali e meno frequente, proprio perchรฉ cโ€™รจ molto meno shear del vento. La grandine รจ tornato si formano quando cโ€™รจ un taglio netto delle Correnti in quota. Se perรฒ la corrente รจ molto verticale e piรน o meno con la stessa linearitร , allora รจ difficile che si creino.

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      Ciรฒ non toglie che comunque in casi particolari possono originarsi. Ricordiamo che, per concludere, pericoli maggiori sono le alluvioni lampo. Ciรฒ non toglie che rimangano lo stesso fenomeni meteo estremi, con cui convivere nei prossimi anni.

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      CREDIT

      • World Meteorological Organization

      • National Oceanic and Atmospheric Administration

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

      • Nature Climate Change

      • American Meteorological Society

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