
(METEOGIORNALE.IT) Siamo nel cuore di una fase meteo molto mite. Sebbene il ponte del 25 aprile sia caratterizzato dal clima decisamente quasi estivo grazie a un robusto anticiclone, questa calma atmosferica ha ormai le ore contate. Prepariamoci al ritorno di un nuovo colpo di scena. Con annesso un grosso problema. L’arrivo di temporali di forte intensità.
Il ritorno delle correnti orientali
Entro la giornata di martedì 28 aprile assisteremo a un vero e proprio ribaltone meteo su tutti i fronti. Tornerà a imporsi prepotentemente quella stessa configurazione barica capricciosa che ha già dominato e caratterizzato buona parte della metà di questo mese.
Dal punto di vista tecnico, le principali mappe dei modelli GFS ed ECMWF sono chiare. Evidenziano un vistoso sbilanciamento dell’alta pressione, che tenderà a migrare in modo anomalo e massiccio verso le latitudini più alte del nord Europa. Una dinamica già vista in molte occasioni nelle scorse settimane.
Questo imponente movimento di blocco lascerà il bacino del Mediterraneo e la nostra Penisola scoperti. In questo corridoio depressionario si insinueranno insidiose correnti fresche provenienti dai quadranti orientali. Queste masse d’aria, scivolando al di sotto della massiccia cupola anticiclonica nordeuropea, andranno a pescare aria più fredda direttamente dai Balcani. Insomma, prepariamoci di nuovo alla concreta possibilità di fenomeni localmente intensi.

Temporali pomeridiani
Il risultato immediato sarà un drastico e marcato accentuarsi delle condizioni di instabilità atmosferica. Non assisteremo a perturbazioni continue di stampo autunnale, ma piuttosto a una marcata variabilità tipicamente primaverile.
Ormai il sole scalda molto e gli strati più vicini al suolo risultano assai caldi. Se arriva aria fredda in quota, si amplia il gradiente termico tra basse e alte altitudini. Ne consegue che si creano le condizioni perfette per lo sviluppo di imponenti temporali. Quello che è successo tra il 19 e il 21 aprile è stato purtroppo un triste assaggio.
Quanto durerà?
Questa spiccata instabilità ci accompagnerà senza sosta per tutto l’arco temporale compreso tra il 28 e il 30 aprile. Il calo termico non sarà granché elevato: viene stimato nell’ordine dei 5-6°C rispetto ai valori quasi caldi registrati tra il 25 e il 27. Però ciò non toglie che il cambiamento del clima un po’ si sentirà.
Dove colpiranno i fenomeni più intensi? Come accade sempre puntualmente in questi casi in Valle Padana, che è la zona di gran lunga più a rischio fenomeni intensi dell’intera Italia nel periodo primaverile. Stavolta però pure il Sud ne sarà parzialmente coinvolto, con un’instabilità che si accanirà con particolare riferimento ai settori interni della Campania e lungo tutta la dorsale appenninica. Qualcosa anche tra Calabria e Sicilia, ma stiamo parlando di fenomeni molto irregolari. E comunque non particolarmente violenti.

Primi di maggio
Resta infine un fondamentale punto interrogativo. L’evoluzione per la giornata della Festa dei Lavoratori. La configurazione “bloccata” ci traghetterà verso l’inizio del nuovo mese, ma l’evoluzione successiva presenta ancora ampi margini di incertezza.
Possiamo dire che, analizzando i due autorevoli modelli citati sopra, potrebbe esserci una sorta di tempo a metà. Nella giornata del Primo Maggio potrebbero esserci temporali abbastanza a macchia di leopardo soprattutto al nord. Successivamente però la fase di maltempo tra il 3 e il 4 potrebbe essere piuttosto acuta. Ne riparleremo, pertanto vi invitiamo a seguire i nostri aggiornamenti meteo quotidiani.

CREDIT
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National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) – https://www.noaa.gov/
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European Centre for Medium-Range Weather Forecasts (ECMWF) – https://www.ecmwf.int/
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Met Office (UK National Weather Service) – https://www.metoffice.gov.uk/
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Météo-France – https://meteofrance.com/
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Deutscher Wetterdienst (DWD) – https://www.dwd.de/ (METEOGIORNALE.IT)
