
(METEOGIORNALE.IT) Siamo nel cuore di una fase meteo davvero bizzarra sull’Europa. In questo articolo andiamo ad analizzare quello che sta accadendo a livello continentale e, soprattutto, come potrebbe evolvere il tempo sul nostro Paese.
Per comprendere fino in fondo di cosa stiamo parlando, è utile analizzare il culmine di una severa irruzione fredda nelle zone orientali. I modelli matematici la collocano attorno alla giornata di Venerdì 1° Maggio, momento che coinciderà con il picco più acuto della riduzione termica su scala continentale. Le novità che emergono dalle mappe del prestigioso Centro Meteo Europeo (ECMWF) non sono purtroppo positive per le zone orientali.
Ma in Italia…
Per un bizzarro gioco di incastri atmosferici, la situazione sarà quasi diametralmente opposta. Nel giorno in cui l’Europa orientale congelerà, sul nostro versante adriatico e in Sicilia avremo temperature sostanzialmente in linea con le medie climatologiche del periodo. Si registreranno temperature notturne in lieve calo, mentre le massime diurne saranno superiori alla norma su gran parte dell’Europa occidentale, Settentrione compreso.
Precisiamo ai nostri lettori che nel nostro Paese si avvertirà comunque un calo termico nei giorni immediatamente precedenti al 1° Maggio, semplicemente perché veniamo da una fase anomala in cui, in alcune aree, i termometri hanno superato di oltre 10°C la media del periodo. Non ritorna assolutamente l’inverno, né tantomeno un clima troppo freddo: si tratta solo di un semplice rientro nella norma dopo temperature da pieno Giugno.
Di nuovo temporali
A questo rimescolamento delle masse d’aria a livello europeo saranno fisiologicamente associati precipitazioni e instabilità atmosferica. I primi segnali di questo deterioramento del tempo, sotto forma di temporali anche piuttosto forti, cominciano a farsi sentire nella notte tra Lunedì e Martedì. Come spesso accade, in principio si tratta di fenomeni isolati sull’arco alpino, destinati a intensificarsi durante le ore notturne a causa di una goccia fredda che sorvola proprio le Alpi. A differenza di quanto paventato, però, non saranno piogge democratiche e durature, bensì rapidi rovesci e alcuni temporali in grado persino di scaricare un po’ di grandine.

L’evoluzione per i giorni successivi
Le elaborazioni indicano un’estensione dell’instabilità verso le regioni del versante tirrenico. Il tempo si manterrà nel complesso variabile, con refoli di aria fredda orientale che permetteranno la formazione di isolati temporali pomeridiani concentrati sulle zone interne del Centro-Sud, coinvolgendo a macchia di leopardo la Sardegna e la Sicilia, dove le ultime analisi confermano la possibilità di rovesci più frequenti. Al Nord Italia prevarrà generalmente un tempo ampiamente soleggiato, disturbato solo da innocui addensamenti sulle fasce alpine e prealpine, con qualche goccia qua e là ma assolutamente irrisoria.
Stessa conferma arriva anche da GFS. Avremo due masse d’aria – quella gelida orientale in esaurimento e una debole circolazione oceanica in avvicinamento da ovest – ma quest’ultima faticherà tantissimo ad arrivare da noi: le perturbazioni vere e proprie sembrano destinate a bloccarsi e a scaricare la loro energia tra la Francia e la Penisola Iberica. Sull’Italia settentrionale si avranno tutt’al più temporali alpini capaci, di tanto in tanto, di sconfinare verso la pianura, con qualche piovasco anche piuttosto duraturo, ma nulla di organizzato rispetto a quanto paventato anche solo qualche giorno fa dai principali modelli meteo.

Siccità al Nord Italia? Non ancora, ma…
Per adesso non siamo di fronte a una situazione idrica grave. Ciò non toglie che, arrivati a questo punto, sia doveroso fare un richiamo alla realtà idrica del nostro Paese. Restiamo in attesa di poter finalmente registrare una perturbazione duratura per il Nord Italia. È vero che ha piovuto in più occasioni, anche con nubifragi di una certa intensità. Ma come abbiamo scritto più volte, sebbene un temporale possa scaricare decine di millimetri portando quasi alla media mensile, il problema è che si tratta di una precipitazione estremamente irregolare e una buona fetta di acqua non riesce a penetrare in profondità. Un grosso problema.
C’è poi un altro nodo da considerare. A tratti le previsioni a lungo termine indicano una tendenza atlantica, ma tali segnali restano deboli e mancano di affidabilità. Puntualmente, a ogni aggiornamento dei modelli meteo, le piogge estese e ben organizzate vengono smentite o rimandate sempre più avanti nel tempo. Questo continuo posticipare il maltempo strutturale è oggettivamente grave, perché significa che i segnali sono tutt’altro che solidi. Servirebbero ben altri indici meteorologici, ma per ora non se ne vedono.

Credit: (METEOGIORNALE.IT)