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Il modello GFS vede Anticiclone a oltranza: pessimo segnale meteo

Purtroppo i run del modello americano vertono verso assenza di piogge

Davide Santini di Davide Santini
28 Apr 2026 - 10:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Meteo: Temperature al ribasso, entro Giovedì si torna in media

Dietrofront dei modelli meteo: poche piogge, ma rischio forti temporali

(METEOGIORNALE.IT) Davvero brutte notizie per quanto riguarda le ultime emissioni del modello meteo Global Forecast Systems, ovvero il famoso GFS. Se all’inizio avevano paventato l’ipotesi del ritorno diffuso di alcune precipitazioni a carattere areale, adesso la previsione è cambiata in maniera sostanziale. Non ci dovrebbero essere piogge di alcun tipo nei primi giorni di maggio, se non alcuni veloci temporali sulle aree orientali e meridionali.

 

Cosa è successo

Nonostante un paio di giorni sia stata prevista la possibilità di piogge, al momento l’ipotesi più certa è quella di un ritorno dell’anticiclone africano in grande stile. Le ultime emissioni suggeriscono, in particolare intorno alla giornata del 6 maggio, la formazione di un ennesimo e solido blocco atmosferico. Questo provocherebbe un ulteriore, e per molti versi inquietante, ritardo nell’arrivo delle piogge sulla nostra penisola. Che comincia a essere piuttosto preoccupante.

 

Attenzione all’uscita del modello europeo

ECMWF disegna un quadro in parte opposto e decisamente più dinamico. Questa simulazione ritiene infatti possibile un netto cedimento dell’alta pressione a partire dal 5 maggio. In questo scenario alternativo, una rapida saccatura atlantica riuscirebbe a fare breccia, investendo in un primo momento il Nord Italia con un carico di piogge diffuse, temporali e rovesci.

 

Ma sarebbe qualcosa di molto passeggero. Non risolverebbe il problema in sé e per sé. Sarebbe una saccatura di stampo estivo, con rapidi temporali (magari pure di una certa intensità), ma che non risolverebbero affatto il problema della penuria d’acqua.

 

I segnali sono preoccupanti

Ma perché affermiamo ciò? Per il semplice motivo che, oramai da fine febbraio, piove decisamente male sull’Italia. Le regioni in assoluto più penalizzate sono quelle del Nord e toscana e Lazio. Questo perché le correnti sono state spesso sfavorevoli in marzo e aprile. Ne consegue che ha piovuto male e tutto concentrato in poche occasioni. Certo, piuttosto che non piova affatto va bene così, ma questo è un pattern meteo estivo non primaverile…

 

Forte anticiclone nei primissimi giorni di maggio? Il modello americano punta di nuovo verso questa tendenza.

 

Concludiamo dicendo che

Perdere i peggioramenti atlantici in questa fase dell’anno rappresenterebbe un vero problema, soprattutto per i mesi a venire. Abbiamo già scritto più volte che le piogge primaverili sono di importanza vitale: servono a rimpinguare gli invasi idrici prima della stagione estiva, offrono un supporto idrico indispensabile alle colture agricole e sono fondamentali per l’intero arco alpino, limitando il periodo di fusione della neve.

 

In alta quota, infatti, queste precipitazioni si traducono in nevicate tardive, essenziali per creare un manto bianco protettivo sui nostri ghiacciai prima dell’arrivo del caldo estremo. Che tanto sapremo esserci con il meteo estivo…

 

Credit

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

  • World Meteorological Organization – Climate Reports

  • Copernicus Climate Change Service – Monthly Bulletins

  • National Oceanic and Atmospheric Administration – GFS Models

  • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – Forecasts

  • Nature Communications – Hydrological Cycle Studies (METEOGIORNALE.IT)

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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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