
(METEOGIORNALE.IT) Davvero brutte notizie per quanto riguarda le ultime emissioni del modello meteo Global Forecast Systems, ovvero il famoso GFS. Se all’inizio avevano paventato l’ipotesi del ritorno diffuso di alcune precipitazioni a carattere areale, adesso la previsione è cambiata in maniera sostanziale. Non ci dovrebbero essere piogge di alcun tipo nei primi giorni di maggio, se non alcuni veloci temporali sulle aree orientali e meridionali.
Cosa è successo
Nonostante un paio di giorni sia stata prevista la possibilità di piogge, al momento l’ipotesi più certa è quella di un ritorno dell’anticiclone africano in grande stile. Le ultime emissioni suggeriscono, in particolare intorno alla giornata del 6 maggio, la formazione di un ennesimo e solido blocco atmosferico. Questo provocherebbe un ulteriore, e per molti versi inquietante, ritardo nell’arrivo delle piogge sulla nostra penisola. Che comincia a essere piuttosto preoccupante.
Attenzione all’uscita del modello europeo
ECMWF disegna un quadro in parte opposto e decisamente più dinamico. Questa simulazione ritiene infatti possibile un netto cedimento dell’alta pressione a partire dal 5 maggio. In questo scenario alternativo, una rapida saccatura atlantica riuscirebbe a fare breccia, investendo in un primo momento il Nord Italia con un carico di piogge diffuse, temporali e rovesci.
Ma sarebbe qualcosa di molto passeggero. Non risolverebbe il problema in sé e per sé. Sarebbe una saccatura di stampo estivo, con rapidi temporali (magari pure di una certa intensità), ma che non risolverebbero affatto il problema della penuria d’acqua.
I segnali sono preoccupanti
Ma perché affermiamo ciò? Per il semplice motivo che, oramai da fine febbraio, piove decisamente male sull’Italia. Le regioni in assoluto più penalizzate sono quelle del Nord e toscana e Lazio. Questo perché le correnti sono state spesso sfavorevoli in marzo e aprile. Ne consegue che ha piovuto male e tutto concentrato in poche occasioni. Certo, piuttosto che non piova affatto va bene così, ma questo è un pattern meteo estivo non primaverile…

Concludiamo dicendo che
Perdere i peggioramenti atlantici in questa fase dell’anno rappresenterebbe un vero problema, soprattutto per i mesi a venire. Abbiamo già scritto più volte che le piogge primaverili sono di importanza vitale: servono a rimpinguare gli invasi idrici prima della stagione estiva, offrono un supporto idrico indispensabile alle colture agricole e sono fondamentali per l’intero arco alpino, limitando il periodo di fusione della neve.
In alta quota, infatti, queste precipitazioni si traducono in nevicate tardive, essenziali per creare un manto bianco protettivo sui nostri ghiacciai prima dell’arrivo del caldo estremo. Che tanto sapremo esserci con il meteo estivo…
Credit
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE