
(METEOGIORNALE.IT) Siamo nell’ennesima fase meteo di blocco. Gli esperti lo chiamano blocked pattern. Per comprendere appieno cosa ci aspetta nelle prossime settimane, è fondamentale analizzare ciò che accade a livello continentale. In questo articolo andiamo a capire quando finiranno questi periodi bloccati e potranno ritornare le precipitazioni diffuse di stampo atlantico.
Ricordiamo che, a livello italiano, queste ultime sono quelle che portano precipitazioni diffuse e, almeno in questa fase primaverile, assenza (o quasi) di fenomeni meteo estremi. Diversamente invece da quando arrivano le correnti fredde orientali che producono tanti temporali, piove male e grandina spesso.
Cosa sta succedendo attualmente
Oramai da diverse settimane, la circolazione atmosferica sull’Europa è letteralmente incastrata in uno schema rigido. Un vasto e robusto promontorio di alta pressione ha stabilito i suoi massimi di geopotenziale tra l’Europa occidentale e il vicino Oceano Atlantico.
Questa imponente struttura meteorologica, estremamente stabile e particolarmente calda, funge da vero e proprio muro per nazioni come la Penisola Iberica e parte della Francia. In quelle zone sta piovendo pochissimo, dopo aver avuto un inverno fuori scala, con precipitazioni record. Ne consegue che l’Italia, anche se è collocata sul bordo orientale di questo mostro anticiclonico, non riesce a ricevere piogge democratiche.
Ed è proprio quello che sta accadendo: lungo questa sorta di confine invisibile scorrono correnti decisamente più fresche provenienti dai quadranti settentrionali. Purtroppo però arrivano su un suolo già caldo e i contrasti termici vengono enfatizzati. Oltretutto, il clima è sempre più umido e quindi aumentano le condizioni idonee allo sviluppo di forti temporali. Esattamente come già successo tra il 19 e il 21 aprile.
Fino ai primi di maggio
Le mappe meteo a lungo termine, a cura degli autorevoli modelli ECMWF e GFS, suggeriscono che questa specifica configurazione meteo di blocco è destinata a persistere almeno fino al 6-7. Ma forse anche dopo. Non avremo a che fare con un anticiclone capace di abbracciare con forza tutto il bacino del Mediterraneo. Però continuerà a esserci una sorta di Braccio di Ferro. Ci saranno parentesi asciutte e ampiamente soleggiate, momenti in cui l’alta pressione riuscirà a far sentire un po’ la sua forza, con un clima stabile, soleggiato e nettamente caldo.
Le fasi di sereno saranno frequentemente interrotte dallo sviluppo di nuvolosità cumuliforme. Durante le ore centrali della giornata, il forte riscaldamento del suolo farà salire aria calda e umida che, incontrando le correnti fresche in quota, darà vita a improvvisi e a volte intensi acquazzoni o temporali pomeridiani.
Ma attenzione che ci saranno diversi rapidi ma intensi passaggi di aria più fredda da nord-est, i quali potranno abbassare repentinamente le temperature ma soprattutto creare forti temporali con la concreta possibilità di rovesci, nubifragi e persino alcune intense grandinate locali. E questo non è certo un bel segnale in vista dei mesi che ci accompagneranno durante l’estate.


Un possibile punto di svolta?
Spingendo lo sguardo oltre, dopo il 10 maggio, dobbiamo andare solamente tramite livelli statistici. Se analizziamo le mappe dell’autorevole modello ECMWF, sempre molto preciso e puntuale quando si tratta di tendenze meteo a lungo periodo, ci potrebbero essere alcune novità interessanti.
La possente roccaforte di alta pressione occidentale potrebbe, almeno in parte, perdere la sua forza.
Per una volta, e questa sarebbe sicuramente una buona notizia, il suo baricentro sembra destinato ad arretrare ulteriormente nell’Oceano. Questo passaggio rappresenterebbe davvero una svolta tanto ambita.
L’apertura della porta atlantica segnerebbe il ritorno in grande stile di una circolazione molto più instabile e umida. Sicuramente è ancora largamente prematuro. Ciò non toglie che i segnali cominciano leggermente a prendere piede. Ne conseguirebbero precipitazioni decisamente meno violente e più estese e diffuse. Nonché persistenti.
Più piogge della media?
Le precipitazioni durante la prima decade di maggio potrebbero risultare localmente superiori alla norma climatologica del periodo. Si tratterebbe di piogge non più relegate al solo pomeriggio o alle zone montuose, ma di precipitazioni diffuse e preziose, un vero toccasana per le falde acquifere, per i bacini idrici e per l’intero settore agricolo in vista dei caldi mesi estivi.
Oltretutto, la maggior parte dei fronti atlantici deriva da fronte caldo, questo vuol dire che ci sono meno scontri e le piogge sono più diffuse. Poi è chiaro, siamo sempre parlando di un clima abbastanza mite e quindi la possibilità di temporali ci sarà comunque. Ma non certo i fenomeni così violenti che a volte ci possono essere con i più cruenti fronti freddi.

Cautela però!
Come sempre accade in questi casi, avvisiamo i nostri lettori di una cosa importante. Quando analizziamo il tempo che farà a distanza di 10-15 giorni, stiamo parlando esclusivamente di tendenze e non di previsioni in senso stretto.
Non potremo mai dire con precisione se è tra due settimane la località X riceverà pioggia e quella Y no. Sebbene il segnale di un possibile sblocco atlantico sia concreto, i dettagli esatti sull’intensità e sulla distribuzione delle piogge necessiteranno di essere ricalibrati e confermati. Ecco perché invitiamo i lettori a seguire sempre i nostri aggiornamenti meteo per capire l’evoluzione del tempo e le tendenze a più lungo termine.