
(METEOGIORNALE.IT) Possibile colpo di scena a cominciare dalla terza decade di aprile. Mancano ancora alcuni giorni E ovviamente in questo articolo tratteremo le reali possibilità di avere una parte finale del mese piuttosto perturbata. Chi si aspettava un consolidamento definitivo della primavera dovrà con ogni probabilità rivedere le proprie teorie. Questo perché le ultime analisi dei principali centri di calcolo meteorologico sono chiare. Non ci annoieremo nelle prossime settimane!
Cosa succederà
A partire dal 20 aprile, l’alta pressione di matrice africana, che ci farà godere di temperature anche sui 25-26 gradi, mostrerà inequivocabili segni di cedimento. Anche piuttosto forte. Non ci saranno poche conseguenze anzi. Così facendo, lascerà campo aperto al ritorno prepotente di correnti fredde di estrazione settentrionale e a una marcata instabilità atmosferica che potrebbe condizionare il meteo davvero per parecchi giorni.
Aprile, pertanto, continua la sua inarrestabile altalena di mese pazzerello, saltando in maniera incredibile tra timidi assaggi primaverili e crudi, quanto inaspettati, ritorni di stampo prettamente invernale. Ovvio, non dobbiamo aspettarci temperature da qua di gennaio. Sia chiaro. Però lo volevamo comunque rimarcare.
Quello che potrebbe accadere sarà un calo termico, proprio quando tutta l’Italia non potrà più accendere i caloriferi. Avevamo trattato di questo grottesco e assurdo problema in questo nostro interessante approfondimento che vi invitiamo caldamente a leggere.
Ma torniamo alla sinottica
Facciamo un excursus sul pattern meteo europeo. Che cosa emerge? Gran parte dei modelli matematici prevede, infatti, una complessa manovra. Un anomalo e vigoroso sbilanciamento dell’anticiclone verso le latitudini più alte, proprio dal 20-21 in poi.
Sarà una vera e propria migrazione dell’alta pressione, la quale, così facendo, originerà quello che in gergo tecnico viene spesso definito “blocco anticiclonico”. La conseguenza? La creazione di un corridoio preferenziale per la massiccia discesa di masse d’aria di origine polare, prevista sul Vecchio Continente per gli ultimi giorni di aprile.
Tale configurazione esporrà in modo diretto sia l’Europa centrale che l’intero bacino del Mediterraneo all’inserimento di un profondo vortice freddo. Non stiamo parlando di un semplice e fugace passaggio perturbato, ma qualcosa di molto duraturo. Una ferita profonda che non dovrebbe certo rimarginarsi nel giro di qualche ora. Il meteo potrebbe essere compromesso addirittura fino ai primi di maggio!
Oltre all’anomalia delle temperature, questa dinamica comporterà evidenti e prolungati risvolti perturbati, le cui conseguenze si faranno sentire particolarmente sulle zone orientali del nostro paese. Tali masse d’aria prediligono infatti le adriatiche e le regioni del Triveneto. Ma ovviamente, mancando ancora parecchi giorni, è impossibile dire con precisione la distribuzione delle piogge.

Quello che è sicuro è il crollo termico
Osservando la quota di riferimento dei 500 hPa (circa 5500 metri di altitudine, una quota fondamentale in meteorologia per capire i movimenti delle masse d’aria e la genesi delle figure di bassa pressione), si nota un enorme area di freddo che potrebbe puntare dritta verso di noi.
La vera fase clou di questa irruzione si concretizzerà nei giorni successivi. In particolare da mercoledì 22 e probabilmente per l’intero ponte del 25 aprile. Le conseguenze dal punto di vista pluviometrico sono facilmente immaginabili: assisteremo alla genesi di un minimo depressionario in grado di dispensare precipitazioni diffuse. Sebbene si tratti di una dinamica che andrà assolutamente confermata, proprio perché mancano tanti giorni e le manovre a livello europeo andranno ovviamente riviste dai vari modelli.
Ciò non toglie che l’aspetto più eclatante di questa ondata di maltempo sarà il vero e proprio crollo delle temperature. Analizzando i valori previsti alla quota isobarica di 850 hPa (circa 1500 metri di quota in libera atmosfera, un parametro vitale per stimare la massa d’aria escludendo il riscaldamento indotto dal suolo), aspettiamoci valori praticamente da inverno. Ovviamente al suolo i riscontri saranno diversi rispetto al cuore di gennaio. Ma la dinamica è la stessa!

La concordanza dei modelli
Tutti i vari modelli globali concordano nel vedere questa irruzione fredda puntare, almeno in gran parte, verso le nostre latitudini meridionali. Anche l’analisi ensemble, ovvero la media probabilistica degli scenari, ci dà molte novità e conferme in merito.
L’impressione generale che emerge dalle ultime e più aggiornate letture è inequivocabile: dal 20-22 aprile l’alta pressione faticherà enormemente a mantenere il controllo del tempo sul Mediterraneo centrale. Proprio perché traslerà con forza verso nord e saremo avvolti letteralmente da masse d’aria fredde.
Oltretutto, estendendo lo sguardo verso il periodo del 24-25 aprile, la configurazione instabile viene non solo confermata, ma pure addirittura ingigantita. Potrebbe originarsi una vera e propria colata gelida rara a vedersi in questo periodo dell’anno. Ciò non toglie che, siccome stiamo parlando di tendenze a una decina di giorni, non possiamo dare alcun tipo di dettaglio, ma prendiamo tutto col beneficio dell’inventario.
E in Italia come sarà il tempo?
Abbiamo parlato a lungo di questo pattern meteo europeo. Ma adesso trattiamo dell’Italia. Avevamo detto poco sopra che le zone più interessate sarebbero state quelle orientali. C’è da far però un’importante precisazione, legata alle dinamiche probabilistiche.
È possibile che, più che un attacco diretto e verticale lungo i meridiani, ci sia l’opzione per un parziale sfondamento delle correnti perturbate dai quadranti occidentali. Questo vuol dire che la massa d’aria riuscirebbe ad aggirare le Alpi e a tuffarsi dalla porta del Rodano.
In questo frangente, cambierebbe completamente il regime delle piogge. Questa variante alla sinottica si tradurrebbe in conseguenze piovose concentrate quasi esclusivamente tra le regioni settentrionali e parte di quelle centrali, lasciando invece scoperte le altre.
Come vedete, un bel cambiamento di regime! Ciò non toglie che, al di là di quello che potrebbe accadere in campo pluviometrico, sotto il profilo termico pare chiaro. Nessun tipo di alta pressione in vista l’ultima decade di aprile!

Che cosa emerge da questa analisi
Cari lettori, facciamo il punto della situazione. Dopo il passaggio del recente ciclone, che ha sì portato piogge sparse, ma si è fatto notare soprattutto per le ingenti quantità di sabbia sahariana trasportata dai venti meridionali, aprile sembra voler mantenere a tutti i costi un andamento meteorologico particolarmente altalenane.
È bene ricordare che le precipitazioni più generose, benefiche per contrastare la siccità e rimpinguare le falde, si attivano generalmente solo quando la circolazione atmosferica è sostenuta da fronti organizzati e intensi complessi temporaleschi.
Per adesso, nonostante diversi fronti, non ci sono ancora state occasioni di precipitazioni deboli e Sparse. Sono stati più fenomeni temporaleschi, anche i forti, ma con rimonta calde abbastanza rapide. Ciò non toglie che, arrivati a questo punto, sarebbe meglio avere meno freddo sul finire del mese e più piogge benevole.
Queste masse d’aria in arrivo risultano molto secche e si caricano di umidità solo grazie al mare. Nelle zone dove non riescono a sorvolare i mari, capite bene che non arrivano a scaricare molta acqua. E quindi il rischio della siccità di lungo periodo potrebbe pian piano emergere. Continuiamo quindi a seguire gli aggiornamenti meteo per capire se effettivamente l’ultima parte del mese di aprile possa essere davvero dinamica e piovosa.
