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Fine mese dal meteo scoppiettante, grazie all’eredità del Vortice Polare

Davide Santini di Davide Santini
17 Apr 2026 - 15:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Il Vortice Polare ci ha lasciato un’eredità meteo non indifferente. Ricordiamo ai nostri lettori che altro non è che l’immensa struttura depressionaria, ricolma di aria gelida, che domina le alte latitudini artiche soprattutto durante i freddi mesi invernali.

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Il suo declino è un processo atmosferico lento ma inarrestabile: sta progressivamente perdendo la sua forza, la sua velocità e, soprattutto, la sua compattezza. Non è un fenomeno anomalo, anzi. È proprio la normalità: si sta traghettando verso la sua consueta scomparsa stagionale, un evento che segna il vero e proprio passaggio di consegne tra l’inverno e la stagione calda.

 

Facciamo un’analisi

In ambito meteo, questo specifico fenomeno è conosciuto con il termine tecnico di Final Warming, traducibile in italiano come il riscaldamento finale della stratosfera polare. È un appuntamento fisso del calendario che si verifica puntualmente ogni anno, proprio tra fine marzo e metà aprile. La progressiva ripresa dell’irraggiamento solare sopra il Circolo Polare Artico, dopo i lunghi mesi di buio totale della notte polare, ne è la causa principale.

 

Chiaramente, a causa di questi fattori così determinanti, la struttura barica e termica del vortice si indebolisce a tal punto da non riuscire più a sostenere e alimentare quel nastro di venti veloci e vorticosi che, tra ottobre e marzo, hanno ruotato con costanza proprio sopra l’Artide.

 

A cominciare dal giorno 20 ci potrebbe essere un periodo abbastanza instabile sull’Italia. Non stiamo parlando di piogge diffuse, ma semplicemente di rovesci e acquazzoni passeggeri che dovrebbero disturbare un pochettino il tempo.

 

Che cosa accade sull’Europa

Gli effetti di questa gigantesca rottura si trasferiscono inesorabilmente fino a influenzare in modo ben percepibile la troposfera. Stiamo parlando dello strato di atmosfera più vicino al suolo, dove si verificano i fenomeni meteo che viviamo quotidianamente. Quando avviene questo passaggio di consegne tra le alte e le basse altitudini, capitano diversi colpi di scena.

 

A titolo di esempio, le ripercussioni sul nostro clima potrebbero farsi sentire in modo evidente a partire dalla terza decade del mese. Dopo il 20, infatti, le mappe meteo suggeriscono movimenti interessanti.

 

In primo luogo, l’alta pressione potrebbe spingersi in modo anomalo e marcato verso le alte latitudini settentrionali, posizionando i suoi massimi di pressione proprio tra l’area della Groenlandia e l’Islanda. Una manovra che, a dirla tutta, si è già vista durante l’inverno più di una volta.

 

Italia al freddo?

Ne conseguirebbe una discesa di aria fredda. Masse d’aria decisamente più fresche, o persino fredde per la stagione primaverile, vengono costrette a scivolare lungo i meridiani verso sud, spesso puntando dritto verso il bacino del Mediterraneo.

 

Infine, tale meccanismo riporterà con molta probabilità una marcata instabilità atmosferica alle nostre latitudini, traducendosi in possibili e prolungate fasi di tempo instabile, ma non di stampo autunnale. Vorrebbe dire una serie di piogge e temporali senza però essere continuamente bersagliati da cieli grigi e precipitazioni battenti.

 

Prepariamoci quindi a un’ultima parte del mese davvero ricca di sorprese, tra clima più fresco, instabilità diffusa e condizioni meteo che non saranno volte verso il caldo. Continuate a seguirci!

 

Colata fredda in arrivo dopo il 25 aprile? Mancano ancora parecchi giorni. E bisognerà ovviamente analizzare i vari aggiornamenti meteorologici per capire se effettivamente sarà così.

Credit:

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • The Watchers – Polar vortex disrupted as major sudden stratospheric warming develops
  • Copernicus Climate Change Service
  • World Meteorological Organization (WMO)

  • American Meteorological Society (AMS)

  • Nature Geoscience (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: cambiamento climaticocorrenti d'ariafinal warminginstabilità atmosfericaprevisioni aprilestratosferavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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