
(METEOGIORNALE.IT) Sembra quasi incredibile, dopo giorni di piattume totale, non credete? Eppure, nonostante tutto, doppia sorpresa meteo in arrivo. In primis la possibilità di precipitazioni diffuse. E successivamente l’arrivo di un freddo tardivo. Ma andiamo per gradi e cerchiamo di analizzare per bene la situazione sul nostro paese nei prossimi giorni.
L’incognita del ciclone iberico
Il fulcro è la questione piogge è un profondo ciclone che se ne sta bello piazzato sulla Spagna. È molto profondo e coinvolge anche il Marocco e il Portogallo. In quelle regioni fa cadere tantissima pioggia. Gli esperti analizzano molto attentamente il suo movimento.
Ci sono due ipotesi principali sul tavolo. Detta brutalmente: se riesce a venire agganciato dal flusso atlantico si sposta verso est e l’Italia si deve preparare a ombrelli e giacche. Se invece punta verso nord, da noi non arriverebbe praticamente nulla. Solo qualche pioviggine e tante nubi sterili.
È proprio qui che i giganti della modellistica si scontrano apertamente. Il modello americano GFS sposa la linea dura, con intenso maltempo su molte regioni, in particolare quelle occidentali. Al contrario, il modello europeo, ci va un pelo più piano. Qualche pioggia e rovescio sarà comunque possibile in ogni caso, ma sarebbe qualcosa di abbastanza isolato e irregolare. Meteo capriccioso ma nessuna vera e propria perturbazione approfondita sull’Italia.

Freddo tardivo: un miraggio o realtà?
Ma la partita non finisce qui. Le sorprese non mancano. La domanda è: può ritornare il freddo quasi invernale? Ovviamente la risposta è sì. Sappiamo che la primavera è una stagione decisamente capricciosa. Lungo il bordo meridionale di una imponente struttura che si verrebbe a creare in Europa, si potrebbe attivare un richiamo di aria fredda orientale, proprio quella russa, capace di generare instabilità sul Mediterraneo.
Senza contare che farebbe crollare le temperature, soprattutto durante le nottate serene e nel caso di precipitazioni pomeridiane. Ricordiamo che, in linea generale, in primavera, quando c’è aria di matrice orientale, il freddo si sente soprattutto durante le precipitazioni da rovesciamento. Perché se c’è sole limpido comunque la radiazione solare scalda.

Neve marzolina? Diamoci cauti…
Come sempre accade con questi scampoli invernali tardivi, quando si parla di freddo da est, bisogna andarci cauti. Certamente non sbandierare ai quattro venti la possibilità di neve. Ricordiamo che, nonostante la mappa che vi abbiamo mostrato, gli effetti termici si sentirebbero poco nei bassi strati.
È proprio la dinamica atmosferica che ce lo dice. Il sole comincia a scaldare e quindi il cuscino freddo praticamente non si crea più. L’unica possibilità per avere neve a quote basse è tramite temporali nevosi. Ovviamente è impossibile sapere se si verificheranno.
L’altra opzione è avere nevicate per omotermia, grazie a sacchi di aria fredda tra le vallate Alpine. Rendiamoci conto. Le reali possibilità sono queste. Impossibile vedere condizioni meteo di neve diffusa. Non capitava un tempo e a maggior ragione ora con i cambiamenti climatici.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)



