La monotonia meteorologica di questi giorni dovrebbe finalmente concludersi. I modelli hanno inquadrato, tra giovedì 5 e venerdì 6, la possibilità di un peggioramento. In questo caso però le previsioni meteo risultano quanto mai incerte. In questo articolo spieghiamo tutti i motivi.
Ciclone sulla Spagna
Abbiamo spiegato in questo articolo che un profondo ciclone sta stazionando sulla penisola iberica. Ci sono due ipotesi a riguardo. Ne consegue che un possibile spostamento verso est può coinvolgere maggiormente anche l’Italia, mentre una sua evoluzione verso nord non porterebbe precipitazioni da noi.
I due modelli principali sono in disaccordo. GFS vede piogge diffuse, rovesci e nevicate sui rilievi. Questo perché secondo lui il ciclone avanzerebbe verso nord-est. Il modello europeo invece è più cauto. Qualche precipitazione tra giovedì e sabato, ma senza grosse perturbazioni.

E il freddo?
È interessante ed evoluzione successiva. Allo stato attuale delle cose, non si può escludere un suo possibile ritorno a cominciare dal nove o dieci marzo. Un’ulteriore analisi prevista per mercoledì 11 marzo, sempre basata sul modello GFS, mostra in Europa un marcato blocco della circolazione atlantica.
Lungo il bordo meridionale della struttura in esame potrebbe attivarsi un richiamo di aria fredda orientale, capace di generare instabilità sul Mediterraneo e di riportare le temperature su valori inferiori rispetto a quelli attuali.
Qualche chiarimento
Come sempre, quando si parla di freddo da est bisogna sempre andare con le pinze e non cadere in facili entusiasmi. Le temperature potrebbero comunque calare al di sotto delle medie, magari anche di sei o otto gradi. Abbiamo mostrato una cartina qui sotto.
Ma gli effetti termici sarebbero piuttosto limitati nei bassi strati. In queste condizioni meteo il freddo si sente solo durante le precipitazioni e nelle nottate. Perché oramai i pomeriggi sono tiepidi. E nonostante tutto il clima rimane gradevole durante il giorno, qualora non piova.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE
