METEO GIORNALE
    Facebook X-twitter Instagram Rss
    • Home
    • Previsioni Meteo
    • Cronaca Meteo
    • Mappe
    • Diretta Meteo
    • Magazine
    • Viaggi
    • Old news
    • Chi siamo
    • Contatti
    Font ResizerAa
    METEO GIORNALE METEO GIORNALE
      Search
      • Home
      • Previsioni Meteo
      • Cronaca Meteo
      • Mappe
      • Diretta Meteo
      • Magazine
      • Viaggi
      • Old news
      • Chi siamo
      • Contatti
      Follow US
      Home » Meteo: da Giovedì 26 irruzione artica sull’Italia, i giorni peggiori dell’Inverno
      A La notizia del giornoAlla Prima Pagina MeteoMeteo News

      Meteo: da Giovedì 26 irruzione artica sull’Italia, i giorni peggiori dell’Inverno

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 25/03/2026
      Condividi
      9 Min Lettura
      Condividi
      Seguici su Google

      Contents
        • Prima un’analisi del pattern
        • Ecco la data cardine
        • Che calo!
        • Diamo qualche dato
        • E allora dov’è l’eccezionalità?
        • I giorni peggiori…a livello teorico
      • Credit

       

      Calendario alla mano, l’inverno è un capitolo chiuso. Oramai alla fine di marzo nessuno pensa più a condizioni meteo di stampo invernale, con brinate, neve diffusa e nebbie persistenti. Non a caso, i parametri sono ben altri. Le giornate si allungano, la luce ruba progressivamente spazio al buio. Eppure, a guardare fuori dalla finestra, la situazione è decisamente un’altra. Aria di primavera? Diciamolo francamente, non sembra proprio. Soprattutto guardando le tendenze!

       

      Fino a oggi le giornate molto miti sono state Piuttosto poche. Intendiamoci bene. Non c’è niente di anomalo. Perché è giusto che le giornate con valori sui 25 gradi non siano appannaggio di questo periodo dell’anno. Però la tendenza dice ben altro. Cari lettori, allacciate le cinture, sta per arrivare una fase fredda pungente, forse la più cattiva degli ultimi mesi. Almeno per quanto riguarda le mappe.

       

      Prima un’analisi del pattern

      Pronti a queste sensazioni? Anche con qualche timido raggio di sole, l’aria taglia la faccia su quasi tutta l’Italia. La colpa è tutta delle correnti fredde in arrivo dai Balcani, che continuano a spazzare il bacino del Mediterraneo senza pietà. Entrano di gran carriera verso sud, e lo fanno perché, molto semplicemente, manca uno scudo. Quell’alta pressione che di solito ci protegge è letteralmente sparita dai radar. Non la si vedrà mai. Se ne starà molto distante tra le isole britanniche e la Scandinavia

       

      Una posizione anomala, figlia di una profonda crisi del Vortice Polare, che sta scombussolando l’intera circolazione atmosferica. Le perturbazioni hanno letteralmente il via libera scorrazzare in Europa e di prolungare questa coda invernale fuori tempo massimo.

       

      Ecco la data cardine

      Mancano poche ore. La giornata del cambiamento è giovedì 26, quando l’alta pressione metterà le tende tra il Nord Atlantico e la Gran Bretagna. Un vero e proprio invito alla discesa di aria fredda di estrazione polare, pronta a tuffarsi verso l’Europa centrale, sui Balcani e, inevitabilmente, sulla nostra penisola.

       

      L’ondata di freddo dovrebbe durare dal 26 al 29 marzo. E comunque ha dell’incredibile. In pieno inverno abbiamo avuto mesi particolarmente miti, con temperature che solo per un periodo sono state molto fredde (nella fattispecie metà mese di gennaio).

       

      Adesso, con la primavera appena sbocciata, ci prepariamo a battere i denti. Un paradosso? Sembra proprio di sì, ma ricordiamo che è una delle conseguenze dell’estremizzazione meteo. E non scordiamo che a inizio mese si è verificato un Stratwarming, un riscaldamento anomalo i cui effetti, come un’onda lunga, si fanno sentire pesantemente proprio ora.

       

      Irruzione artica veramente notevole per il periodo. Nulla di epocale però, è qualcosa che rientra comunque nei ranghi della prima parte della primavera.

       

      Che calo!

      A partire da giovedì 26 i termometri andranno a picco, prima sulle regioni settentrionali, poi giù lungo tutto lo stivale. Il culmine di questo sbalzo è atteso per la giornata di venerdì, con maltempo diffuso nelle regioni centro-meridionali, anche se senza gli eccessi di febbraio.

       

      In queste aree arriveranno precipitazioni intense, accompagnate da nevicate che potrebbero imbiancare le zone collinari tra Marche, Abruzzo e Molise. Tutto questo perché una poderosa saccatura colma di aria freddissima ci piomberà addosso. La sua traiettoria punterà dritta verso sud, schiantandosi contro la barriera alpina.

       

      Questo scontro accenderà fenomeni atmosferici marcati sui versanti esposti. Piemonte, Liguria e buona parte della Lombardia saranno ai margini. Questo perché le Alpi faranno da barriera. Forte ventilazione di favonio e cielo sereno. Sul Triveneto, Emilia Romagna e su parte della Lombardia orientale, invece, la musica cambierà in modo brusco.

       

      Molto fredda in quota che piomba dritta verso l’Italia.

       

      Diamo qualche dato

      All’alba di giovedì 26 il fronte freddo attraverserà rapidamente l’Emilia Romagna. In queste zone si registreranno rovesci e un calo drastico delle temperature, con la neve che si farà vedere a quote comprese tra i 200 metri e i 700 metri. Qualche fiocco in pianura lungo le coste? Non è da escludere. Soprattutto grazie al famoso fenomeno del rovesciamento.

       

      Nel pomeriggio, la perturbazione atlantica scivolerà verso sud est, mettendo nel mirino il medio e basso Adriatico. Marche, Abruzzo, Molise e Puglia faranno i conti con acquazzoni, venti forti settentrionali e possibili mareggiate. Sull’Appennino i fiocchi cadranno diffusamente sotto gli 800 metri, anche se – giova ricordarlo – non saranno nevicate molto estese, ma piuttosto irregolari.

       

      Clima davvero molto freddo in quota, anche se gli effetti al suolo saranno diversi rispetto, a titolo di esempio, al mese di gennaio.

       

      E allora dov’è l’eccezionalità?

      A parte il fatto di avere nevicate tardi, la vera eccezionalità sta in quota. La portata di questa irruzione fredda è estremamente notevole se si guardano le temperature in alta atmosfera. Tra la notte di Mercoledì e le prime ore di Giovedì, prepariamoci a temporali e grandinate.

       

      Questo perché il sole comincia già a scaldare i terreni e i moti convettivi saranno molto esasperati da un’aria in quota gelida, con valori prossimi ai 33°C sotto zero a 5000 metri di altitudine. Un blocco gelido che farà crollare le temperature anche al suolo, portando imbiancate temporanee in pianura, destinate poi a dissolversi in poche ore.

       

      Farà davvero molto freddo in quota, dove non ci sono ostacoli di montagne e non esiste la rugosità del terreno.

       

      I giorni peggiori…a livello teorico

      Evidenziamo un fatto importante. Nel nostro titolo abbiamo citato che ci saranno i giorni peggiori dell’intero inverno. Ma come è possibile? Questo è vero se parliamo di quello che accade in altissima quota. A circa 5000 metri la massa d’aria sarà effettivamente la più fredda dell’intero inverno.

       

      Ma non dimentichiamoci un fattore importante. Siamo già a fine marzo e quindi le giornate risultano molto lunghe e i terreni ben più caldi rispetto a dicembre o gennaio. Ecco perché, se in alta quota il freddo sarà il più intenso da molti mesi, nei bassi strati risulterà ben diverso l’effetto.

       

      Soprattutto laddove ci sarà favonio, ovvero quel vento mitigatore che secca tantissimo l’aria. Discorso diverso invece dove ci saranno precipitazioni, le quali risulteranno nevose anche a quote molto basse per il periodo. Nulla di epocale però. Non stiamo parlando di un’ondata di gelo di livello estremo.

       

      Ecco perché sulla carta saranno le condizioni meteo peggiori dell’anno. Ma gli effetti al suolo saranno diversi rispetto a quelli di gennaio. Proprio perché oramai siamo alle porte di aprile e il pattern europeo e la radiazione solare remano contro una fase meteo pienamente invernale nei bassi strati

       

      Credit

      • Dati sulle anomalie circolatorie: World Meteorological Organization

      • Monitoraggio delle correnti atlantiche: National Oceanic and Atmospheric Administration

      • Modelli di previsione a medio termine: European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

      • Studi sulle alterazioni del clima: Nature Climate Change

      • Analisi sul final warming: American Meteorological Society

      Seguici su Google
      TAG:alta pressionecorrenti freddeirruzione freddamaltempo diffusoneve bassa quotaperturbazione atlanticavortice polare
      Condividi questo articolo
      Facebook Whatsapp Whatsapp LinkedIn Reddit Telegram Threads Copy Link

      MeteoGiornale.it è un portale di divulgazione meteorologica attivo dal 2000, fondato sull’esperienza maturata online fin dal 1996 nel settore dell’informazione meteo.

      Link veloci
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      • Chi siamo
      • Contatti
      • Privacy Cookie
      Seguici
      Facebook X-twitter Instagram Rss

      Credit immagini: le immagini utilizzate su questo sito sono con licenza e copyright di Adobe Stock, Canva, Shutterstock, Dreamstime e Freepik.

      © 2026 - Innovazione Scienza S.r.l. unipersonale P.IVA/C.F. 10463560960- Milano (MI)

      Welcome Back!

      Sign in to your account

      Username or Email Address
      Password

      Lost your password?