
(METEOGIORNALE.IT) Calendario alla mano, l’inverno è un capitolo chiuso. Oramai alla fine di marzo nessuno pensa più a condizioni meteo di stampo invernale, con brinate, neve diffusa e nebbie persistenti. Non a caso, i parametri sono ben altri. Le giornate si allungano, la luce ruba progressivamente spazio al buio. Eppure, a guardare fuori dalla finestra, la situazione è decisamente un’altra. Aria di primavera? Diciamolo francamente, non sembra proprio. Soprattutto guardando le tendenze!
Fino a oggi le giornate molto miti sono state Piuttosto poche. Intendiamoci bene. Non c’è niente di anomalo. Perché è giusto che le giornate con valori sui 25 gradi non siano appannaggio di questo periodo dell’anno. Però la tendenza dice ben altro. Cari lettori, allacciate le cinture, sta per arrivare una fase fredda pungente, forse la più cattiva degli ultimi mesi. Almeno per quanto riguarda le mappe.
Prima un’analisi del pattern
Pronti a queste sensazioni? Anche con qualche timido raggio di sole, l’aria taglia la faccia su quasi tutta l’Italia. La colpa è tutta delle correnti fredde in arrivo dai Balcani, che continuano a spazzare il bacino del Mediterraneo senza pietà. Entrano di gran carriera verso sud, e lo fanno perché, molto semplicemente, manca uno scudo. Quell’alta pressione che di solito ci protegge è letteralmente sparita dai radar. Non la si vedrà mai. Se ne starà molto distante tra le isole britanniche e la Scandinavia
Una posizione anomala, figlia di una profonda crisi del Vortice Polare, che sta scombussolando l’intera circolazione atmosferica. Le perturbazioni hanno letteralmente il via libera scorrazzare in Europa e di prolungare questa coda invernale fuori tempo massimo.
Ecco la data cardine
Mancano poche ore. La giornata del cambiamento è giovedì 26, quando l’alta pressione metterà le tende tra il Nord Atlantico e la Gran Bretagna. Un vero e proprio invito alla discesa di aria fredda di estrazione polare, pronta a tuffarsi verso l’Europa centrale, sui Balcani e, inevitabilmente, sulla nostra penisola.
L’ondata di freddo dovrebbe durare dal 26 al 29 marzo. E comunque ha dell’incredibile. In pieno inverno abbiamo avuto mesi particolarmente miti, con temperature che solo per un periodo sono state molto fredde (nella fattispecie metà mese di gennaio).
Adesso, con la primavera appena sbocciata, ci prepariamo a battere i denti. Un paradosso? Sembra proprio di sì, ma ricordiamo che è una delle conseguenze dell’estremizzazione meteo. E non scordiamo che a inizio mese si è verificato un Stratwarming, un riscaldamento anomalo i cui effetti, come un’onda lunga, si fanno sentire pesantemente proprio ora.

Che calo!
A partire da giovedì 26 i termometri andranno a picco, prima sulle regioni settentrionali, poi giù lungo tutto lo stivale. Il culmine di questo sbalzo è atteso per la giornata di venerdì, con maltempo diffuso nelle regioni centro-meridionali, anche se senza gli eccessi di febbraio.
In queste aree arriveranno precipitazioni intense, accompagnate da nevicate che potrebbero imbiancare le zone collinari tra Marche, Abruzzo e Molise. Tutto questo perché una poderosa saccatura colma di aria freddissima ci piomberà addosso. La sua traiettoria punterà dritta verso sud, schiantandosi contro la barriera alpina.
Questo scontro accenderà fenomeni atmosferici marcati sui versanti esposti. Piemonte, Liguria e buona parte della Lombardia saranno ai margini. Questo perché le Alpi faranno da barriera. Forte ventilazione di favonio e cielo sereno. Sul Triveneto, Emilia Romagna e su parte della Lombardia orientale, invece, la musica cambierà in modo brusco.

Diamo qualche dato
All’alba di giovedì 26 il fronte freddo attraverserà rapidamente l’Emilia Romagna. In queste zone si registreranno rovesci e un calo drastico delle temperature, con la neve che si farà vedere a quote comprese tra i 200 metri e i 700 metri. Qualche fiocco in pianura lungo le coste? Non è da escludere. Soprattutto grazie al famoso fenomeno del rovesciamento.
Nel pomeriggio, la perturbazione atlantica scivolerà verso sud est, mettendo nel mirino il medio e basso Adriatico. Marche, Abruzzo, Molise e Puglia faranno i conti con acquazzoni, venti forti settentrionali e possibili mareggiate. Sull’Appennino i fiocchi cadranno diffusamente sotto gli 800 metri, anche se – giova ricordarlo – non saranno nevicate molto estese, ma piuttosto irregolari.

E allora dov’è l’eccezionalità?
A parte il fatto di avere nevicate tardi, la vera eccezionalità sta in quota. La portata di questa irruzione fredda è estremamente notevole se si guardano le temperature in alta atmosfera. Tra la notte di Mercoledì e le prime ore di Giovedì, prepariamoci a temporali e grandinate.
Questo perché il sole comincia già a scaldare i terreni e i moti convettivi saranno molto esasperati da un’aria in quota gelida, con valori prossimi ai 33°C sotto zero a 5000 metri di altitudine. Un blocco gelido che farà crollare le temperature anche al suolo, portando imbiancate temporanee in pianura, destinate poi a dissolversi in poche ore.

I giorni peggiori…a livello teorico
Evidenziamo un fatto importante. Nel nostro titolo abbiamo citato che ci saranno i giorni peggiori dell’intero inverno. Ma come è possibile? Questo è vero se parliamo di quello che accade in altissima quota. A circa 5000 metri la massa d’aria sarà effettivamente la più fredda dell’intero inverno.
Ma non dimentichiamoci un fattore importante. Siamo già a fine marzo e quindi le giornate risultano molto lunghe e i terreni ben più caldi rispetto a dicembre o gennaio. Ecco perché, se in alta quota il freddo sarà il più intenso da molti mesi, nei bassi strati risulterà ben diverso l’effetto.
Soprattutto laddove ci sarà favonio, ovvero quel vento mitigatore che secca tantissimo l’aria. Discorso diverso invece dove ci saranno precipitazioni, le quali risulteranno nevose anche a quote molto basse per il periodo. Nulla di epocale però. Non stiamo parlando di un’ondata di gelo di livello estremo.
Ecco perché sulla carta saranno le condizioni meteo peggiori dell’anno. Ma gli effetti al suolo saranno diversi rispetto a quelli di gennaio. Proprio perché oramai siamo alle porte di aprile e il pattern europeo e la radiazione solare remano contro una fase meteo pienamente invernale nei bassi strati
Credit
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Dati sulle anomalie circolatorie: World Meteorological Organization
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Monitoraggio delle correnti atlantiche: National Oceanic and Atmospheric Administration
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Modelli di previsione a medio termine: European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
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Studi sulle alterazioni del clima: Nature Climate Change
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Analisi sul final warming: American Meteorological Society (METEOGIORNALE.IT)
