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Non finisce qui: altra ondata di freddo artico durante la settimana Santa

Inverno interminabile! Ecco l'altra ondata di freddo a cavallo tra Marzo e Aprile. Fiocchi di neve in collina.

Elisabetta Ranieri di Elisabetta Ranieri
25 Mar 2026 - 08:00
in A Scelta dalla Redazione, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Marzo ha cambiato volto improvvisamente, ma del resto era abbastanza chiaro che sarebbe andata così. Il final warming arrivato ad inizio mese ha creato molto scompiglio e l’inverno ha tutte le intenzioni di sparare ulteriori cartucce per qualche altra settimana, condizionando non solo il finale di marzo ma anche l’inizio di aprile.

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Perché arriverà un’altra ondata di freddo

Non è la prima volta che succede questo, anzi, in passato abbiamo già dovuto fare i conti con ondate di freddo fuori stagione, anche più intense di quelle prospettate per i prossimi giorni. Questo è uno dei periodi più pazzerelli e dinamici dell’intero anno, dove le residue ondate di freddo si alternano alle prime avvezioni calde (che in verità, al momento, non sono ancora arrivate).

 

Il final warming è un passaggio chiave della stagione fredda, una sorta di “atto finale” del vortice polare stratosferico che, tra marzo e aprile, va incontro al suo definitivo smantellamento. Si tratta di un riscaldamento molto rapido che avviene a quote elevate, ben oltre i 30 km di altezza, dove le temperature possono aumentare anche di decine di gradi nel giro di pochi giorni. Questo evento, di per sé naturale e ricorrente ogni anno, segna la fine dell’inverno alle alte quote, ma non coincide affatto con la fine del freddo alle basse quote, dove viviamo noi.

Quando questo riscaldamento arriva con largo anticipo, come accaduto quest’anno, gli effetti diventano molto più evidenti e disordinati. Il vortice polare perde compattezza in anticipo e comincia a frammentarsi, lasciando “sfuggire” masse d’aria fredda verso latitudini più basse. È un po’ come togliere il coperchio a una pentola ancora in ebollizione: il freddo, anziché restare confinato al polo, trova molte più vie di fuga e può scivolare verso Europa, Asia e Nord America con maggiore facilità.

 

Settimana santa: nuovo colpo di coda dell’inverno

Dopo l’ondata di freddo ormai in dirittura d’arrivo – quella che porterà freddo e maltempo tra giovedì, venerdì e sabato – si prospetta un altro brusco tonfo delle temperature.
Un’altra ondata di freddo fuori stagione diventa sempre più probabile all’inizio della settimana santa, subito dopo la domenica delle palme.

 

Ci sarà solo una piccola pausa, certamente la benvenuta, tra domenica 29 e lunedì 30 marzo: le temperature saliranno fino a 18-19°C su molte città da nord a sud, mentre il sole farà capolino tra le nubi.
Ma non basterà! Da martedì 31 arriverà una nuova frustata fredda di origine artica, pronta a rispedirci di nuovo in inverno.

Martedì 31 marzo, mercoledì 1 e giovedì 2 aprile saranno tre giornate improvvisamente più fredde, soprattutto sul versante adriatico e al sud. Al forte vento di tramontana corrisponderanno anche nubi, acquazzoni, temporali e nevicate fin sui 700-800 metri di quota. Più in basso arriveranno anche grandinate e gragnola, come in una tipica giornata invernale.

 

Il tempo dei prossimi giorni in breve:

  • breve pausa più mite tra domenica 29 e lunedì 30 marzo
  • nuova irruzione fredda da martedì 31 con maltempo diffuso

 

Ma questa, paradossalmente, potrebbe essere una “buona notizia”. Nei giorni successivi, ovvero tra venerdì 3 aprile, Pasqua e Pasquetta, il tempo potrebbe volgere al miglioramento ed anche le temperature potrebbero riprendersi. Questa tendenza, però, richiederà conferme nei prossimi aggiornamenti.

 

Le tendenze descritte sono basate sull’analisi dei principali modelli previsionali internazionali come GFS, ECMWF e i dati ufficiali messi a disposizione da NOAA. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aprilefreddogelomaltempometeometeo aprilemeteo Settimana Santaneveondata di freddo
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Elisabetta Ranieri

Elisabetta Ranieri

Docente di fisica e matematica nella scuola superiore, con una forte passione per la meteorologia. La mia tesi universitaria fu dedicata ai processi fisici che portano alla formazione delle nubi. Ho scelto di allontanarmi dai social network privilegiando i rapporti diretti e personali.

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