
(METEOGIORNALE.IT) Non facciamoci prendere da facili entusiasmi. C’è molta incertezza. Però il titolo ha ben di più che un fondo di verità. A dettare legge sarà il pattern meteo sull’Europa. Sussistono due pesanti blocchi di alta pressione, uno piazzato sul Nord Atlantico e l’altro sulla Russia.
Il problema, insomma, è che queste due strutture lasceranno un varco scoperto proprio sopra l’Europa centrale, una sorta di corridoio spalancato alle correnti gelide provenienti dalle regioni polari, in particolare dalla Groenlandia.

Cosa dicono i modelli
Si prevede la formazione di una saccatura, molto ben organizzata, che dal Mare del Nord si allungherà verso il cuore del continente, finendo forse per coinvolgere anche l’Italia. E qui sta il punto, capire se e quanto il Mediterraneo verrà agganciato.
Se l’evoluzione verrà confermata, ci aspetta un ritorno a condizioni di spiccata instabilità, se non addirittura maltempo organizzato. E magari condito persino da neve a bassa quota.
In effetti, se il flusso principale si confermerà nord-occidentale, come suggeriscono le ultime simulazioni, le regioni più esposte saranno quelle del Centro e del Sud. Perché in codesti casi le regioni del settentrione in particolare nord-occidentale risulterebbero ben protette dallo sbarramento alpino.

Ma usiamo il condizionale
Nulla è certo. Soprattutto quando trattiamo di tendenze meteo a 7 giorni di stampo primaverile. Le analisi probabilistiche, i cosiddetti cluster previsionali, riferiti al periodo tra il 23 e il 25 marzo, mostrano almeno quattro scenari differenti.
E allora perché ve ne mostriamo solo uno? Intanto perché il modello in esame è l’autorevole europeo ECMWF. E in secondo luogo perché quest’ultimo sta puntando con decisione proprio verso quelle tendenze. Non è detto con certezza che arrivi un periodo molto freddo. Ma è quasi sicuro che non avremo condizioni meteo di stampo primaverile con caldo anticipato.
