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      Home » Caos meteo sull’Europa, Italia nel mirino di una colata gelida per più giorni
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      Caos meteo sull’Europa, Italia nel mirino di una colata gelida per più giorni

      Giuseppe Proietti
      Giuseppe Proietti
      Pubblicato: 24/03/2026
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      11 Min Lettura
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      Contents
        • L’avanzata del fronte verso sud
        • Bacino del Mediterraneo colpito e affondato
        • Cosa accade in Italia
        • La neve da rovesciamento
        • Il colpo di coda dell’inverno al Centro-Sud
        • Le gocce fredde
        • Uno sguardo verso le festività pasquali
      • CREDIT

       

      Europa al freddo. Ma non una toccata e fuga. Un vero e proprio colpo di coda invernale. Condizioni meteo crude, di maltempo, neve a bassa quota e forte vento. Da martedì 24 il fronte freddo ha accelerato improvvisamente la sua marcia, prendendo vigore e invadendo l’intero territorio europeo. Le correnti provenienti dalle alte latitudini non scherzano, insomma, portano un crollo termico drastico, di quelli belli forti.

       

      Si tratta di una dinamica atmosferica piuttosto tipica del periodo, ma particolarmente forte quest’anno. Affascinante sì, ma – è facile capire – altrettanto insidiosa, e spesso legata alla decisa e forte instabilità del vortice polare. L’inverno, a quanto pare, non ha ancora intenzione di cedere il passo alla bella stagione. Vuole dare l’ultimo colpo di treni per poi salutarci, dicendoci arrivederci al periodo freddo.

       

      L’avanzata del fronte verso sud

      Nella giornata di mercoledì la saccatura gelida ha toccato i confini della Francia, per poi andare a schiantarsi con tutta la sua straripante energia contro la possente barriera naturale delle Alpi. In queste ore c’è una fortissima ventilazione settentrionale, quella che porta il vento di favonio in Valle Padana. Temuto e fastidioso, ma almeno pulisce abbondantemente l’atmosfera.

       

      Il cielo si diverte palesemente a fare i capricci, in effetti. Si passa da giornate tiepide a vento forte e improvvisi acquazzoni. Magari anche con piccoli episodi di grandi nel locale. È la tipica irrequietezza primaverile, certo, ma in questo frangente portata all’estremo limite da una massa d’aria davvero molto fredda in quota. Anche se, giova ricordare, che gli effetti climatici al suolo risultano ben diversi rispetto a quello che sarebbe capitato se fossimo stati nel cuore di gennaio.

       

      la colata artica in tutto il suo splendore.

      Bacino del Mediterraneo colpito e affondato

      In queste ore e fino a sabato 28 registriamo scarti termici pesantissimi, anomalie negative che in alcune vallate e pianure si spingono fino a 9-10 gradi sotto le medie climatologiche abituali di questo periodo. Avete mai visto la neve tonda (graupel in gergo tecnico) cadere copiosa e rumorosa dal cielo scuro? Si forma quando le intense correnti convettive spingono in alto i cristalli di ghiaccio dentro cumulonembi particolarmente sviluppati in ambiente non troppo caldo.

       

      Città illustri, abituate a ben altri climi primaverili ed eleganti come Monaco di Baviera, Ginevra, Vienna e la magica Innsbruck, si tingono improvvisamente e silenziosamente di bianco. Un paesaggio fiabesco, senza dubbio, che indica come la primavera possa essere anche fonte di condizioni meteo di stampo invernale. Almeno per qualche ora.

       

      Cosa accade in Italia

      Al di là di quello che succede Oltralpe, a noi interessa il meteo in Italia. Ci saranno diverse zone. Parliamo delle Regioni nord-occidentali. L’aria sta arrivando come un classico vento di caduta, cioè come il noto favonio. Esso, per leggi fisiche, si riscalda notevolmente per compressione scendendo a rotta di collo dai ripidi pendii montuosi alpini. Il risultato? Cieli tersi, limpidi, visibilità eccezionale ma raffiche furiose e turbolente.

       

      Come detto, non ci sono assolutamente precipitazioni degne di nota sul catino padano occidentale, se non direttamente sull’arco alpino vicino al crinale di confine, che ovviamente sarebbero nevose, coreografiche e anche (solo localmente) piuttosto abbondanti. Però, badate bene a questo dettaglio focale, non è una situazione meteorologica che porta storicamente fortissime nevicate sulle regioni del nord.

       

      Irruzione artica veramente notevole per il periodo. Nulla di epocale però, è qualcosa che rientra comunque nei ranghi della prima parte della primavera.

       

      La neve da rovesciamento

      Precipitazioni nevose copiose e addirittura vere e proprie tormente di neve sferzanti vengono prospettate da da tutti i modelli meteo sull’intero Appennino settentrionale, con un focus speciale sul settore tosco emiliano. La zona in assoluto più coinvolta in questo caso. In questi casi la quota neve è estremamente volubile. Sulla carta è attorno a 400-800 metri, ma sappiamo che in caso di temporali nervosi può scendere anche molto al di sotto di quello che ci aspettiamo.

       

      Sappiamo tutti molto bene, per esperienza visiva diretta, che in presenza di rovesci di forte intensità il fiocco bianco può agevolmente cadere e attecchire a quote enormemente inferiori rispetto allo zero termico. È un meraviglioso fenomeno meteo tipico delle grandi irruzioni fredde di stampo primaverile. O anche invernale al Sud.

       

      Il colpo di coda dell’inverno al Centro-Sud

      Spiegato quello che accade al settentrione passiamo a ciò che accade altrove. Nelle regioni centrali e in quelle meridionali stiamo vivendo una discesa massiccia e strutturata che va interrompere bruscamente il clima caldo in atto. Si tratta quindi un colpo di coda che si sta rivelando, esattamente come accennato dalle nostre previsioni, piuttosto importante, assai incisivo. E non una semplice toccata e fuga.

       

      Chiariamo subito un concetto importante. Quella che abbiamo sulle nostre teste è una massa d’aria estremamente fredda soprattutto in quota. In questa stagione di mezzo, in questo specifico periodo di transizione dell’anno solare, l’aria molto fredda che scorre alle alte altitudini può essere insidiosa. Perché?

       

      Quando parliamo di situazioni di aria molto fredda ai piani alti della nostra atmosfera, questa diventa inevitabilmente la complice perfetta di contrasti termici particolarmente forti non appena incontra e si scontra con il primo tepore latente accumulato nei bassi strati dal sole primaverile sempre più alto sull’orizzonte. Ecco perché è la prima volta dove abbiamo un’energia in gioco maggiore rispetto a quella dell’inverno. E qui entriamo in una dinamica importante.

       

      Farà davvero molto freddo in quota, dove non ci sono ostacoli di montagne e non esiste la rugosità del terreno.

       

      Le gocce fredde

      Eccoci qui, cari lettori, dopo mesi Ne parliamo. Ricorderete bene quante volte, nel corso della stagione estiva, ne abbiamo lungamente discusso nei nostri vari approfondimenti didattici. Le infide gocce d’aria fredda vanno poi a generare dinamiche meteo estremamente complesse e sfuggenti ai modelli. In gergo tecnico si chiama Cutoff.

       

      Si tratta, per spiegarlo in parole povere, di aree di bassa pressione chiuse, le quali si staccano e si isolano prepotentemente dal sistema depressionario principale principale. Per quanto riguarda una metafora efficace, possiamo assimilarle a una sorta di trottole cicloniche isolate, ovviamente in quota.

       

      A volte non è detto che abbiano il corrispettivo minimo al suo. Ma attenzione. Potrebbero in alcuni casi tuffarsi nel tiepido e umido bacino chiuso del mediterraneo. Così facendo, possono degenerare rapidamente pattern meteo piuttosto cattivi, bloccati e stazionari per giorni, portando condizioni di acutissimo maltempo prolungato e potenzialmente dannoso. Fortunatamente, almeno in questo caso il ciclone in quota sarà molto rapido e rimarrà comunque una circolazione instabile, ma nulla a che vedere con il forte maltempo dei mesi scorsi.

       

      Uno sguardo verso le festività pasquali

      Ci sembra doveroso dare uno sguardo anche a questo. Manca poco a oramai periodo di Pasqua. Ricordiamo che parliamo di inizio aprile, quindi un periodo meteorologicamente instabile e capriccioso. Di diretta conseguenza, la festività di Pasqua non può e non deve avere il caldo da maniche corte come garanzia. Anzi spesso è stato persino più capriccioso del periodo natalizio.

       

      A differenza di quest’ultimo però, durante il periodo Pasquale molti cittadini vogliono approfittare di spensierate gite fuori porta e ponti lunghi lontano dal caos cittadino. Questo avviene anche e soprattutto perché le giornate si allungano a vista d’occhio e si percepisce la bellezza della stagione primaverile. Mentre in quella invernale solitamente si sta più chiusi in casa.

       

      Nei giorni immediatamente precedenti alla festa, purtroppo, c’è il rischio concreto che ci sia di nuovo un’irruzione fredda. Stiamo parlando di un nuovo affondo di aria di matrice polare nuovamente in rapida e fluida discesa dalle isolate regioni artiche continentali.

       

      Con inevitabile e annessa la ciclica formazione di un’ulteriore e profonda area di bassa pressione gravida di fresca pioggia, venti sostenuti e nubi minacciose. Stiamo ancora parlando a una decina di giorni abbondanti e quindi non sono vere e proprie previsioni meteo ma tendenze. Certo è che non si vedono lunghissime fasi stabili nella prima parte di aprile.

       

      Possibilità di una nuova fase di freddo intenso sull’Europa nei primi giorni di aprile? I modelli fiutano questa ipotesi.

       

      CREDIT

      • World Meteorological Organization

      • European Centre for Medium-Range Weather Forecasts

      • Met Office

      • Météo-France

      • National Oceanic and Atmospheric Administration

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      TAG:aria articacrollo temperaturegelate tardivemaltempo italianeve bassa quotaraffiche ventovortice polare
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