
(METEOGIORNALE.IT) Dando uno sguardo approfondito alla tendenza meteo del modello ECMWF per l’ultima decade di Marzo, emerge uno scenario decisamente interessante. Le carte indicano la possibile formazione di un robusto campo anticiclonico piazzato strategicamente tra il vicino Oceano Atlantico e l’area della Scandinavia.
Non è una cosa da poco. Si tratterebbe di una configurazione che, per intenderci, potrebbe sbloccare l’ingresso a masse d’aria fredda direttamente provenienti dall’Europa orientale. Insomma, una retrogressione che punterebbe dritta verso il bacino del Mediterraneo. Ma andiamo coi piedi di piombo e non diamo per certo il tutto.
Attenzione alla traiettoria
Naturalmente, e qui sta il punto, tracciare la rotta esatta di questa irruzione fredda è prematuro. È troppo presto. Tutti e due i principali modelli meteo sembrano allinearsi su questa dinamica, pur confermando che la distanza temporale è ancora elevata, complicando notevolmente i tentativi di definire l’intensità del fenomeno o dove, esattamente, colpirà la nostra penisola.
Bisogna maneggiare queste proiezioni con cura, senza farsi prendere da facili entusiasmi o allarmismi. Si tratta purtroppo di un errore molto comune tra meteo appassionati quando si maneggiano le tendenze a lungo termine. Non possiamo già sapere con precisione le isoterme o addirittura la quota neve tra 15 giorni.
Ritorno dell’inverno?
Chiaramente non possiamo parlare di inverno Come dicembre e gennaio. Ma comunque un buon sotto media, quello sì. Non sarebbe certo la prima volta. Episodi di freddo tardivo a marzo inoltrato o persino ad aprile se ne contano parecchi nella storia climatologica italiana. Basta semplicemente andare indietro nel 2017 o nel 2022. Senza contare il freddo di fine aprile del 2024.
In linea generale, a rischiare di più, qualora la traiettoria fosse quella ipotizzata, sarebbero le regioni affacciate sul versante adriatico, particolarmente esposte a eventuali fenomeni nevosi fino a quote collinari, o addirittura più in basso. È qui che la dinamica potrebbe lasciare il segno più profondo.
Cosa ne deduciamo?
In questo caso si nota una disposizione delle figure di alta e bassa pressione che favorirebbe instabilità diffusa e un clima più rigido sulla nostra penisola. Insomma, i segnali sono forti e concordi: maltempo e freddo tardivo potrebbero caratterizzare la seconda metà di marzolina.
Non entriamo in un ulteriore dettagli. Concludiamo dicendo che la seconda parte di questo mese non dovrebbe essere stabile e mite come la prima. Permetteteci di dirlo: com’è giusto che sia, dato che le condizioni meteo primaverili sono spesso fresche e capricciose.

