
(METEOGIORNALE.IT) La meteorologia è una scienza veramente complessa, sicuramente una delle più complesse in assoluto perché governata da una miriade di variabili che combinate tra loro possono portare ad altrettanti risultati
Capire esattamente come sarà il tempo da qui a una settimana, lo sappiamo, è davvero difficile a meno che non si stia commentando uno scenario estivo o comunque la presenza dell’alta pressione. Ecco, l’alta pressione è forse l’unica fase meteo climatica che è facile prevedere. Su questo anche i modelli previsionali difficilmente sbagliano.
Ben altro discorso quando si devono prevedere le ondate di maltempo, ancor peggio quando si deve prevedere un’ondata di freddo. In quelle circostanze è davvero difficile farsi un’idea precisa di eventuali accadimenti in un arco temporale superiore ai tre giorni. Anzi, in passato è successo di sbagliare previsioni anche a un giorno.
Ed ecco quindi che quando il meteo non va bene si cerca sempre un colpevole. Spesso e volentieri il colpevole è colui che fa le previsioni o che stila le linee di tendenza, invece ci si dovrebbe ricordare che costoro non fanno altro che provare a interpretare ciò che vedono i modelli e nelle varie mappe di previsione.
Se arriva l’errore è perché alla base c’è un’estrema variabilità modellistica, della quale chiaramente non si può fare a meno. Non si può eliminare l’errore, errore ci sarà sempre ma si può provare a ridurlo e quindi far sì che le probabilità previsionali crescano esponenzialmente.
Senza scordarsi poi che l’Italia è immersa nel Mediterraneo, un mare che spesso e volentieri dà il suo contributo in termini di difficoltà previsionali per tutta una serie di motivi che magari un giorno andremo ad approfondire. Fatto sta che quando il meteo non va bene non si dovrebbe cercare un colpevole ma semplicemente accettare la realtà dei fatti. (METEOGIORNALE.IT)
