
(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo chiaramente, quando le masse d’aria artica decidono di scendere verso il Mediterraneo, non ce n’è per nessuno, Primavera compresa. Veri e propri colpi di coda invernali, con la neve che cade a quote collinari o addirittura in pianura, mentre le temperature crollano drasticamente ben al di sotto delle medie del periodo. Insomma, un vero e proprio ribaltone che ci ricorda quanto la natura sia imprevedibile, nonostante il Riscaldamento Globale sempre più incalzante.
Quel memorabile Aprile 1991
Tra gli eventi più intensi che ricordiamo, spicca senza dubbio l’irruzione gelida che colpì l’Europa e l’Italia tra il 17 e il 18 Aprile del 1991. In quei giorni, un massiccio afflusso di aria artica marittima proveniente dal nord Europa fece irruzione sulle regioni settentrionali, favorendo rovesci nevosi che di primaverile avevano ben poco.
La Pianura Padana si svegliò sotto una copiosa nevicata, una scena quasi surreale per la metà del mese di Aprile. A Cuneo caddero al suolo 35 centimetri di neve, mentre sulla fascia pedemontana della Lombardia e dell’Emilia la neve raggiunse i 20 centimetri.
Persino a Milano caddero 5 centimetri di coltre bianca. Il crollo delle temperature fu spaventoso, superiore ai 15°C nel giro di pochissime ore, paralizzando il traffico e lasciando tutti a bocca aperta per quello che resta uno degli episodi tardivi più intensi della storia recente.
Le bufere del 2003 e i record sull’Appennino
Se il 1991 è storia sulle regioni settentrionali, l’Aprile del 2003 è rimasto scolpito nei ricordi degli abitanti delle regioni centro-meridionali. In quel caso, una massa d’aria di origine continentale proveniente dai Balcani investì il versante adriatico con una violenza inaudita.

Tra il 7 e l’8 Aprile, si verificarono vere bufere di neve sull’Appennino centrale, con il termometro che scese fino a -14°C a Campo Imperatore. Sulle Marche e in Abruzzo si accumularono tra i 20 e i 30 centimetri di neve, che raggiunse incredibilmente persino le coste. Fiocchi addirittura a Napoli, un evento eccezionale, quasi magico, se non fosse stato per i danni pesanti alle colture già fiorite (un colpo durissimo per l’agricoltura locale).
Altri episodi di gelo fuori tempo massimo
Questi citati non sono stati però gli unici casi in cui il Vortice Polare ha deciso di farci visita fuori stagione. Molti ricorderanno l’Aprile del 2017, caratterizzato da gelate tardive diffuse su tutta l’Italia settentrionale con minime che scesero costantemente sotto lo zero, accompagnate da nevicate locali come il centimetro di neve caduto a Urbino, a circa 450 metri di quota.
Andando a ritroso nel tempo, verso la fine di Aprile del 1989, un’altra irruzione fredda interessò la dorsale appenninica, portando un clima pienamente invernale nel cuore della primavera. Oppure, come dimenticare Giovedì 25 Aprile del 1972, quando un fronte freddo portò la Neve fino a Torino, in un contesto termico che definire anomalo sarebbe un eufemismo.
Questi eventi ci ricordano che, nonostante le proiezioni stagionali, il tempo meteorologico in Italia può sempre riservare colpi di scena, trasformando in poche ore un pomeriggio mite in una gelida giornata di pieno inverno.
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