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Ribaltone meteo: GELO tardivo, Italia sotto zero ad Aprile

Le irruzioni di aria artica possono colpire anche nel cuore della Primavera, riportando neve a quote basse e temperature sotto zero su diverse regioni

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
03 Mar 2026 - 14:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Cronaca Meteo, Meteo News
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Vi è mai capitato di tirare fuori le magliette leggere al primo raggio di sole di Aprile, per poi ritrovarvi a spalare la neve sul vialetto di casa? Succede, eccome se succede. Questi eventi gelidi nel cuore della stagione primaverile sono episodi rari, certo, ma sono capaci di lasciare un segno profondo nella memoria collettiva e nelle statistiche in Italia.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Diciamolo chiaramente, quando le masse d’aria artica decidono di scendere verso il Mediterraneo, non ce n’è per nessuno, Primavera compresa. Veri e propri colpi di coda invernali, con la neve che cade a quote collinari o addirittura in pianura, mentre le temperature crollano drasticamente ben al di sotto delle medie del periodo. Insomma, un vero e proprio ribaltone che ci ricorda quanto la natura sia imprevedibile, nonostante il Riscaldamento Globale sempre più incalzante.

 

Quel memorabile Aprile 1991

Tra gli eventi più intensi che ricordiamo, spicca senza dubbio l’irruzione gelida che colpì l’Europa e l’Italia tra il 17 e il 18 Aprile del 1991. In quei giorni, un massiccio afflusso di aria artica marittima proveniente dal nord Europa fece irruzione sulle regioni settentrionali, favorendo rovesci nevosi che di primaverile avevano ben poco.

 

La Pianura Padana si svegliò sotto una copiosa nevicata, una scena quasi surreale per la metà del mese di Aprile. A Cuneo caddero al suolo 35 centimetri di neve, mentre sulla fascia pedemontana della Lombardia e dell’Emilia la neve raggiunse i 20 centimetri.

 

Persino a Milano caddero 5 centimetri di coltre bianca. Il crollo delle temperature fu spaventoso, superiore ai 15°C nel giro di pochissime ore, paralizzando il traffico e lasciando tutti a bocca aperta per quello che resta uno degli episodi tardivi più intensi della storia recente.

 

Le bufere del 2003 e i record sull’Appennino

Se il 1991 è storia sulle regioni settentrionali, l’Aprile del 2003 è rimasto scolpito nei ricordi degli abitanti delle regioni centro-meridionali. In quel caso, una massa d’aria di origine continentale proveniente dai Balcani investì il versante adriatico con una violenza inaudita.

 

Tra il 7 e l’8 Aprile, si verificarono vere bufere di neve sull’Appennino centrale, con il termometro che scese fino a -14°C a Campo Imperatore. Sulle Marche e in Abruzzo si accumularono tra i 20 e i 30 centimetri di neve, che raggiunse incredibilmente persino le coste. Fiocchi addirittura a Napoli, un evento eccezionale, quasi magico, se non fosse stato per i danni pesanti alle colture già fiorite (un colpo durissimo per l’agricoltura locale).

 

Altri episodi di gelo fuori tempo massimo

Questi citati non sono stati però gli unici casi in cui il Vortice Polare ha deciso di farci visita fuori stagione. Molti ricorderanno l’Aprile del 2017, caratterizzato da gelate tardive diffuse su tutta l’Italia settentrionale con minime che scesero costantemente sotto lo zero, accompagnate da nevicate locali come il centimetro di neve caduto a Urbino, a circa 450 metri di quota.

 

Andando a ritroso nel tempo, verso la fine di Aprile del 1989, un’altra irruzione fredda interessò la dorsale appenninica, portando un clima pienamente invernale nel cuore della primavera. Oppure, come dimenticare Giovedì 25 Aprile del 1972, quando un fronte freddo portò la Neve fino a Torino, in un contesto termico che definire anomalo sarebbe un eufemismo.

 

Questi eventi ci ricordano che, nonostante le proiezioni stagionali, il tempo meteorologico in Italia può sempre riservare colpi di scena, trasformando in poche ore un pomeriggio mite in una gelida giornata di pieno inverno.

 

Credit:

ECMWF

GFS

UKMO (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aprile 2003aprile freddofreddo tardivogelo tardivoneve aprileneve tardivaondata di gelo tardivo
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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