
(METEOGIORNALE.IT) Nel Nord America possono avvenire fenomeni che in Europa, per fortuna, non succedono, soprattutto a est delle Montagne Rocciose. Vi mostriamo una mappa che indica una discesa di aria estremamente gelida proveniente dal Canada e capace di raggiungere latitudini estremamente meridionali.
Questo fenomeno, ormai imminente, succederà proprio a inizio della prossima settimana ed è causato dal sollevarsi verso nord – fenomeno che anche da noi avviene – di un Anticiclone esattamente sulle Montagne Rocciose, che quindi traghetterà verso sud aria gelida, associato a una Bassa Pressione che si formerà sul Labrador, generando un sensibile abbassamento della temperatura nei settori coinvolti.
Questa irruzione fredda, tra l’altro, sarà accompagnata da instabilità atmosferica e da precipitazioni che assumeranno anche carattere nevoso. Quindi bufere di neve sono attese nella regione dei Grandi Laghi e poi ancora molto più a sud, a latitudini che giungono addirittura sino a 30° Nord, in aree che attualmente registrano temperature massime superiori ai 25°C.
Ribadisco: questi fenomeni sono abbastanza comuni in America Settentrionale, in quanto non ci sono barriere montuose che ostacolano la discesa di aria fredda dalla regione del Canada e, soprattutto, il Canada non è una superficie marina come il nostro Atlantico Settentrionale. Infatti, una configurazione atmosferica assimilabile da noi non provocherebbe niente del genere, mentre da loro questo stesso fenomeno sinottico – perché parliamo di fisica atmosferica – genera tempeste di neve e crolli termici incredibili, che in questo caso andranno ben oltre i 30°C. Molto curioso, vero?
Ecco, questo è il meteo estremo americano, un meteo estremo favorito soprattutto da un’orografia che si presta in maniera incredibile a questo genere di fenomeni. Infatti, come detto prima, è sufficiente che si formi l’Alta Pressione nell’ovest del Nord America e una Bassa Pressione a est: quindi l’aria fredda del Canada scivola rapidamente verso sud e, anche nel giro di appena 24 ore, si possono avere crolli di oltre 30°C.
Questo fenomeno può capitare generalmente d’inverno, in primavera e in autunno. A volte si verifica ancora più a ovest, verso le Montagne Rocciose, portando nevicate addirittura in piena estate in alcune località del Wyoming e dell’estremo nord degli Stati Uniti d’America. Si tratta, in questo caso, comunque di eventi meteo estremi.
Indubbiamente anche quello che vediamo in questa cartina è un evento meteorologico estremo, ma per loro, tutto sommato, è abbastanza comune. Pensate un po’ se avvenisse da noi, in Europa, qualcosa del genere: non saremmo sicuramente preparati a cambiamenti atmosferici così vigorosi. La costa occidentale del Nord America, invece, è di gran lunga più mite e non vede fenomeni simili. Qui, anzi, purtroppo si osservano spesso siccità e un clima decisamente molto più mite. Infatti, alla stessa latitudine, tra costa ovest e costa est ci sono notevolissime differenze di temperatura durante la stagione invernale.
Al contrario, durante la stagione estiva, la costa occidentale, quella del Pacifico – ad esempio San Francisco, a una latitudine neppure molto settentrionale – ha un clima molto più fresco rispetto alla costa orientale, in quanto qui discende una corrente marina fredda da nord.
Peraltro, anche nella costa orientale scende una corrente marina abbastanza fredda, chiamata Corrente del Labrador, ma non ha la stessa efficacia, evidentemente anche perché i venti prevalenti da ovest surriscaldano le terre emerse, mentre nella costa ovest la prevalenza dei venti occidentali, dovuta alla Forza di Coriolis, mantiene piuttosto fresche le stagioni estive, un po’ come succede in Europa, anche se generalmente non si raggiungono gli estremi che abbiamo nel nostro continente.
Infatti, facciamo un esempio: Parigi, che ormai è sovente interessata da ondate di calore terrificanti, si trova a una latitudine estremamente settentrionale, più a sud di una regione del Labrador, esattamente a 48,51° Nord, cioè più o meno alla stessa latitudine compresa tra il Maine e il Vermont, negli Stati Uniti d’America, oppure all’altezza di una città chiamata Medicine Hat, in Canada, che raramente raggiunge temperature così elevate.
A proposito invece di inverno, di freddo e di gelo, pensate che New York è posta alla stessa latitudine di Napoli, quindi decisamente più a sud di Parigi, e ben sapete che cosa può capitare durante l’inverno a New York rispetto a Napoli, che vede la neve esclusivamente durante le ondate di freddo più estreme.
Queste caratteristiche sono favorite anche dal fatto che il nostro Atlantico è mitigato dalla Corrente del Golfo. Insomma, una serie di fattori favorisce questo clima così diverso.
Chiudo l’articolo segnalando che appena qualche giorno fa, nella zona dei Grandi Laghi, si è verificata una serie di tornado e ci sono state anche vittime; più a sud, invece, nell’Illinois e nel Texas, si sono verificate terrificanti grandinate e addirittura numerosi tornado con vittime. Ebbene, queste aree saranno interessate da un’ondata di gelo nei prossimi giorni, anche con nevicate.
Questo è il clima del Nord America, così estremo. Ciò ha portato quasi sicuramente gli Stati Uniti d’America a organizzare uno dei servizi meteorologici più efficienti del pianeta e poi a distribuire i dati di previsione a tutti i Paesi del mondo: ciò è previsto dalla costituzione americana. In Europa, invece, le previsioni meteorologiche realizzate dai modelli matematici sono distribuite solo parzialmente.
Crediti: NOAA, ECMWF, Environment and Climate Change Canada. (METEOGIORNALE.IT)



