
(METEOGIORNALE.IT) Il ritorno in pieno inverno sarà brusco e improvviso, e colpirà inizialmente le regioni del nord. Il tutto dopo che sfioreremo i 20-21°C su diverse città della Val Padana nel corso di mercoledì! In effetti il cambiamento sarà davvero repentino, tanto che passeremo da un assaggio di primavera ad una parentesi pienamente invernale nell’arco di qualche ora. Addirittura, contro ogni aspettativa, potrebbe arrivare la neve in pianura.
Dal tepore alla neve in pianura
Per farla breve, giovedì 26 marzo serviranno ombrelli, cappotti, sciarpe e guanti, oltre che le catene da neve a bordo. Infatti non nevicherà solo in montagna sulle Alpi e l’appennino, ma i fiocchi bianchi potrebbero spingersi fino in collina o addirittura in pianura su alcune nostre regioni. Questa della neve in pianura è una novità dell’ultima ora, assolutamente plausibile considerando che, man mano che ci avviciniamo al presunto episodio invernale, l’affidabilità previsionale dei modelli matematici aumenta sempre di più e di conseguenza subentrano dettagli che fino a qualche giorno fa non erano ancora prevedibili.
Dove può arrivare la neve in pianura
La neve in pianura potrebbe arrivare in concomitanza con l’impatto dell’aria fredda sulle regioni del nord. Le correnti polari sbatteranno sull’arco alpino, dopodiché daranno vita a una depressione insidiosa sulla Val Padana e sarà proprio questa depressione a dar vita a un fronte ricco di piogge e temporali: queste precipitazioni colpiranno essenzialmente nella notte di giovedì 26 marzo, solo per qualche ora, dopodiché l’intera perturbazione si sposterà e si concentrerà per un paio di giorni sulle regioni del centro-sud.
Però basteranno quelle poche ore per far precipitare lo zero termico e riproporre la neve a bassa quota o addirittura in pianura su diversi territori. Si svilupperanno rovesci e temporali con tuoni e fulmini, dovuti essenzialmente al fortissimo divario di temperatura che ci sarà tra le pianure e le altissime quote.
Come specificato ad inizio articolo la Val Padana vivrà un mercoledì abbastanza tiepido con massime oltre i 20 °, specie su Veneto, Friuli Venezia Giulia, Emilia-Romagna e bassa Lombardia. Tra mercoledì sera e la notte di giovedì arriveranno temperature fino a -34°C a 5500 metri di quota, un nucleo davvero gelido tipico delle forti ondate di freddo di stampo artico, che inevitabilmente andrà a scontrarsi con questo cuscinetto più tiepido presente nei bassi strati.

Ne verranno fuori moti convettivi davvero importanti che daranno luogo a temporali intensi con grandinate e forti acquazzoni. In presenza di questi temporali la temperatura precipiterà improvvisamente in pianura e di conseguenza anche la quota neve crollerà repentinamente portandosi a quote bassissime o a quote pianeggianti su Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige ed Emilia-Romagna.
I fiocchi bianchi potrebbero davvero raggiungere le bassissime quote di Friuli Venezia Giulia, Veneto, Trentino Alto Adige, Emilia-Romagna.
Occhi puntati su città come Padova, Rovigo, Venezia, Vicenza, Treviso, Pordenone, Trieste, Udine, Gorizia, Trento, Bolzano, Bologna, Ravenna.
Poi il maltempo si sposta al centro-sud
Questo improvviso guasto del tempo durerà solo poche ore e difatti già dalla mattinata di giovedì il tempo potrebbe migliorare su gran parte del nord-est, considerando che il ciclone freddo si sposterà sul centro-sud Italia. Anche qui avremo a che fare con rovesci e temporali diffusi, però la quota neve presumibilmente non scenderà quasi mai al di sotto dei 500 m, eccezion fatta per violenti temporali che potrebbero provocare l’arrivo momentaneo dei fiocchi di neve un po’ più in basso tra Marche, Abruzzo e Molise.
Questa analisi è stata realizzata attraverso il confronto dei principali modelli meteorologici globali, tra cui il modello americano GFS del NOAA e il modello europeo ECMWF, strumenti fondamentali per individuare il rischio di neve in pianura e l’evoluzione del meteo sull’Italia. (METEOGIORNALE.IT)
