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Minacciosa espansione del gelo della Siberia: effetti meteo in Italia

Federico De Michelis di Federico De Michelis
02 Mar 2026 - 18:30
in A La notizia del giorno, Ad Premiere, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News, Zoom
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Gelo in espansione verso ovest

(METEOGIORNALE.IT) A fine febbraio abbiamo assistito a un fenomeno atmosferico più comune in una stagione avanzata, tipico addirittura della fine di maggio: vi parlo delle alte pressioni africane esplosive. Quella che ci riguarda potrebbe esserlo a tutti gli effetti. Infatti, i modelli matematici non prevedevano un’alta pressione così intensa e così persistente come quella che stiamo osservando: un’alta pressione che però ora sta cominciando a indebolirsi, soprattutto sull’Italia, per effetto di una bassa pressione che si sta formando sulla penisola iberica, dove peraltro sono in vigore allerte meteo in varie regioni, così come in Portogallo. Tra le altre cose, nell’isola di Madeira è prevista la neve sopra i 1.500 m di quota, più o meno sulle cime dell’isola, che raggiungono poco più di 1.800 m. Un’isola subtropicale – lascia davvero perplessi – e si tratta di una previsione emessa per marzo. Questa previsione, rilasciata dal servizio meteorologico nazionale del Portogallo, e non divulgata da un social network, tanto per intenderci, evidenzia come, nonostante il Riscaldamento Globale, si possano verificare eventi meteo estremi, con nevicate fuori stagione a quote insolite, persino in regioni a clima subtropicale come quella di Madeira.

 

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Cerchiamo di analizzare i fatti. Innanzitutto, il mese di marzo è appena iniziato sotto questa campana di alta pressione; tuttavia l’alta pressione, a sorpresa, benché i modelli matematici ne avessero già dato un cenno, sta mostrando un cedimento nella parte sud-sudovest, dove si sta formando questa bassa pressione che andrà a interessare la penisola iberica, con conseguenti episodi di maltempo. L’instabilità atmosferica, peraltro, ha già portato i primi rovesci di pioggia anche sulle regioni del nord Italia, dove in alcune località di montagna sono attese nevicate. Piogge anche copiose si stanno verificando in alcune aree del centro Italia, e questo è un cambiamento atmosferico che avviene in un campo di alta pressione, evidenziando come l’alta pressione stia presentando debolezze legate anche alla propria durata.

 

C’è da dire, però, che quest’alta pressione sembra essere molto insidiosa, figlia del nuovo clima che vede l’Amplificazione Artica sempre più acuta come effetto collaterale del Cambiamento Climatico. Ed è sempre l’Amplificazione Artica quella che accentua gli scambi di masse d’aria secondo i meridiani, ovvero da nord verso sud e viceversa, alimentando così sia ondate di calore sia ondate di freddo, e allo stesso tempo ne accentua la durata e la persistenza, dando vita alle cosiddette situazioni di blocco atmosferico.

 

Cosa vuol dire blocco atmosferico? In poche parole, è ciò che stiamo osservando ormai da una decina di giorni: un’alta pressione che si è espansa rapidamente, in modo addirittura esplosivo, sull’Europa, portando temperature decisamente sopra la media, in particolare sulla Francia e su parte della Spagna, così come sull’Europa centrale, in Germania ad esempio, dove appena pochi giorni prima nevicava. Le temperature, da quelle parti, sono aumentate di oltre 15°C in pochissimi giorni, mentre in Italia l’ondata di calore è stata tutto sommato sensibilmente attutita, forse anche dall’influenza del Mar Mediterraneo.

 

Questo ci porta a sottolineare il fatto che sembrerebbe iniziata la stagione delle alte pressioni – quelle che definirei «esclusive» – quelle che all’inizio sembrano modeste, temporanee, un semplice passaggio tra una perturbazione e l’altra, e invece si insediano e persistono perché le situazioni di blocco le fanno sopravvivere a lungo, condizionando il tempo atmosferico per settimane. È ciò che sta accadendo in questi giorni, e ciò che succede ormai da parecchio tempo durante le stagioni invernali, ma anche d’estate, quando si instaura una situazione di blocco con alte pressioni provenienti inizialmente dal nord Africa, che poi si stabiliscono sull’Italia e sull’Europa, determinando quel fenomeno atmosferico chiamato – heat dome – ovvero lo schiacciamento dell’aria verso i bassi strati, che così si surriscalda. Ed è proprio questo che, tra le altre cose, nonostante siamo in pieno inverno, ha prodotto un’ondata di calore particolarmente intensa sulla Spagna e sulla Francia centro-meridionale.

 

Questo fenomeno atmosferico si vive con grande disagio soprattutto durante la stagione estiva, poiché ci troviamo di fronte a ondate di calore persistenti che ci fanno davvero soffrire e che hanno tolto a molte persone il piacere di vivere appieno la bella stagione. L’aspetto che trovo più negativo è che questi anticicloni si manifestano anche in stagioni in cui non dovrebbero, come quella invernale, dove dovremmo avere alte pressioni che, anziché schiacciare l’aria verso i bassi strati riscaldandola, dovrebbero invece raffreddarla. Hanno infatti una struttura che determina valori di pressione atmosferica elevatissimi in quota, appesantendo l’intera colonna d’aria e surriscaldandola verso il basso: è come se si verificasse un effetto di compressione adiabatica, e questo è solo per dare un’idea, poiché non è il caldo africano a produrre queste temperature così elevate, bensì proprio lo schiacciamento dell’aria verso i bassi strati. Un fenomeno non certo nuovo, già verificatosi in passato, che ora però stiamo osservando addirittura in primavera.

 

L’auspicio è che marzo lo veda dissolversi, ma i modelli matematici non sono molto chiari nel determinare quando cesserà la presenza di questa alta pressione in Europa, dove percepiscono, più che altro, una condizione di blocco. Gli stessi modelli, soprattutto per l’Italia e l’Europa centrale, rilevano una presenza anticiclonica difficilmente sgretolabile: avrà certamente dei momenti in cui perderà intensità e, entro una decina di giorni, dovrebbe attenuarsi, senza però scomparire del tutto, poiché potrebbe ripresentarsi in seguito.

 

C’è però da aggiungere che, allo stesso tempo in cui quest’alta pressione ha mostrato una vulnerabilità nel settore sudoccidentale della sua struttura, verso la penisola iberica, potrebbe presentare una debolezza anche nel nord-nordest, dove tra qualche giorno potremmo assistere all’espansione dell’alta pressione russo-siberiana: tale fenomeno potrebbe intaccare l’alta pressione nel settore nordorientale della sua struttura ed espandersi verso l’Europa centrale, abbassando sensibilmente i valori termici anche in Italia. Non sappiamo ancora se in Italia si potrebbe verificare una vera e propria ondata di freddo: purtroppo sia le ondate di freddo sia le fasi di caldo stanno diventando, specialmente nelle stagioni intermedie, difficilmente prevedibili nel lungo termine, in quanto derivano da condizioni bariche davvero improvvise, o meglio esplosive. Quest’alta pressione, inizialmente prevista molto debole nel sudovest della Spagna, si è invece espansa a gran parte dell’Europa: questo era ciò che si prevedeva, e poi invece ciò che si è concretamente realizzato.

 

Ora abbiamo questa crisi sulla penisola iberica, che secondo gli ultimi aggiornamenti dovrebbe persino accentuarsi, portando maltempo a partire dalla Sardegna, poi verso il Tirreno, espandendosi ad altre regioni e causando instabilità atmosferica lungo la penisola italiana, con possibili temporali; ma anche questa previsione necessita di essere confermata. Sarà comunque opportuno osservare, ancora una volta, dato che siamo in una fase di transizione dall’inverno alla primavera, cosa accade nel nord-est dell’Europa e verso la Scandinavia, per cui direi di non chiudere il capitolo del rischio ondate di freddo, tenuto conto di quanto detto in precedenza: in isole come Madeira è prevista neve sui 1.500 m, e si tratta, lo ricordo, di un’isola dal clima subtropicale. Tra le altre cose, in questi giorni è caduta la neve anche sui rilievi più elevati delle Isole Canarie, principalmente a Tenerife, sul vulcano Teide.

 

Insomma, per concludere: avrete notato che c’è molta incertezza. Tale incertezza, in questo momento, la focalizzerei su due elementi principali: le situazioni atmosferiche esplosive, sia per quanto riguarda il maltempo, come quello previsto sulla penisola iberica dove è in vigore un’allerta meteo, sia le improvvise ondate di calore causate dagli anticicloni africani. Siccome però questa fase è già in atto e non dovrebbe aumentare ulteriormente di intensità, ciò che dovremmo osservare con attenzione è l’evoluzione di quel nucleo di freddo che andrà a espandersi verso la Russia europea, proveniente dalla Siberia: questo potrebbe rivelarsi un fenomeno in grado di interessare anche l’Italia, sebbene al momento non sia possibile conoscerne con precisione l’evoluzione e la rotta. Tutto ciò rende ovviamente opportuno seguire i prossimi aggiornamenti.

 

 

Credit: (METEOGIORNALE.IT)

  • ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
  • WMO – World Meteorological Organization
  • NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
  • Met Office – UK National Weather Service
  • NASA Climate Change
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Tags: alta pressione africanaamplificazione articaanticiclone esplosivoblocco atmosfericoheat domemaltempo penisola ibericaneve madeiraondate di calore
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Federico De Michelis

Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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