
(METEOGIORNALE.IT) In questo articolo trattiamo la possibilità di avere un evento di El Niño strong. Per chi non lo sapesse, si tratta di una teleconnessione meteoclimatica che è capace di stravolgere le dinamiche atmosferiche globali. Le proiezioni del modello autorevole ECMWF puntano dritte verso un’anomalia termica di oltre 2 gradi tra la fine di agosto e i primi di ottobre del 2026. Se tale opzione dovesse rivelarsi reale, avremmo a che fare con un episodio veramente forte. Scopriamo qualche dettaglio extra.
Cosa accade nell’oceano
Oggi navighiamo ancora nelle acque (relativamente!) fresche della La Niña. Un mare leggermente più freddo del normale che domina il settore orientale. Eppure il sistema sta cambiando faccia con grande rapidità. Sotto la superficie del Pacifico occidentale si è accumulata una quantità enorme di energia termica, pronta a esplodere verso oriente.
La questione è molto complicata e non vogliamo annoiare i nostri lettori. Però possiamo evidenziare un dettaglio molto interessante. Che non passa inosservato agli occhi degli esperti. La distribuzione di questo calore anomalo ricorda da vicino le configurazioni più estreme degli ultimi decenni.
La mente corre subito agli anni storici, quelli del 1997 e del 2015. Episodi di Niño talmente violenti da riscrivere la storia della climatologia. Stiamo andando in quella direzione? Ovviamente è ancora molto presto prima di dare risposte certe. Intanto però gli indizi, a piccoli passi, aumentano…
Le conseguenze sul clima globale
Diamo per certo che ci sia una fase meteo climatica piuttosto forte di El Niño, le conseguenze sarebbero notevoli sulla circolazione atmosferica su scala planetaria. Nell’Atlantico tropicale, per esempio, si osserva spesso un netto calo degli uragani. Meno tempeste violente da una parte, ma precipitazioni del tutto squilibrate altrove.
Ma c’è di più. L’oceano, quando si scalda in questo modo, trasferisce una quantità enorme di calore all’atmosfera sovrastante. Ecco perché gli anni dominati dal fenomeno, e in particolar modo quelli immediatamente successivi, segnano spesso dei record assoluti di temperature medie planetarie.
Qualche esempio
È successo nel 1998, si è ripetuto nel 2016. I due anni più caldi di sempre quando c’è stata una fase di Nino molto forte. Chiariamo Comunque il seguente fatto. Un record termico globale non significa che ovunque si battono record.
Le dinamiche regionali seguono logiche a sé stanti, regalando spesso anomalie termiche addirittura opposte al trend generale. Ma il quadro d’insieme punta sempre di più verso un pianeta caldo. Anzi bollente. Le condizioni meteo climatiche del futuro potrebbero dare timori, se accompagnate a fasi di Nino molto forti…
