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Home A Scelta dalla Redazione

Estate 2026 con possibile EL NINO: che rischi corriamo

Davide Santini di Davide Santini
20 Feb 2026 - 10:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Vi ricordate l’estate 2022? Quella della terrificante siccità? Ecco, non è stato un caso. Sebbene sia stata qualcosa a livello continentale e non globale, diversi segnali meteo climatici suggeriscono che, proprio da quell’anno, ci sia stato un cambiamento. Nonostante la presenza di fattori teoricamente raffreddanti, come La Niña e una PDO-, le temperature globali hanno continuato a salire.

 

Come si spiega

Con un ruolo molto particolare degli oceani. L’energia in eccesso accumulata nelle nostre enormi masse d’acqua esercita una forza sempre più dominante. Essi, agendo come enorme serbatoio termico, assorbono gran parte del surplus di calore legato ai gas serra, rilasciandolo gradualmente all’atmosfera.

 

Se nemmeno fasi oceaniche (relativamente) fredde riescono a contenere la crescita delle temperature, significa che l’inerzia del sistema è ormai orientata verso un equilibrio più caldo. E questo è un grandissimo problema. Il problema che verrà sempre più fuori nelle stagioni calde del futuro.

 

Verso una fase di El Niño

Le proiezioni indicano inoltre un possibile passaggio a condizioni di El Niño tra estate e autunno 2026. Dopo una fase (seppur molto debole) di La Niña, spesso considerata un fattore moderatamente raffreddante, l’ingresso in Niño tende ad amplificare il segnale termico globale. Il riscaldamento anomalo del Pacifico equatoriale modifica la circolazione tropicale e produce effetti che si propagano fino alle medie e alte latitudini.

 

E questo è un altro grosso problema. Perché già è una teleconnessione che implica un caldo superiore alla media. In più se nemmeno nelle fasi di freddo riusciamo ad avere un clima meno caldo, va da sé che le prossime estati potrebbero risultare veramente un problema.

 

Un possibile punto di non ritorno?

È quello che gli scienziati chiamano Tripping Point. L’estate 2026 e in generale i prossimi anni potrebbero risultare una sorta di punti di svolta. Non si tratterebbe soltanto di stabilire eventuali nuovi record qua e là, cosa pertanto altamente probabile, ma di constatare che il sistema climatico sta andando verso il non ritorno.

 

Diciamo che, senza troppi giri di parole, il clima planetario si sta dirigendo verso un nuovo stato di equilibrio meteo climatico, caratterizzato da temperature più alte e da una diversa distribuzione delle masse d’aria su scala globale. Anche questo febbraio 2026, così mite ma estremamente piovoso, altro non è che un nuovo ed ennesimo esempio.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: anomalie termicheAROMEARPEGEcambiamento climaticoclima futurocopernicusdistribuzione masse d’ariaECMWFEl Ninoestate 2022estate 2026fenomeni estremigas serraICONIPCCJMALa NinameteorologiaNASANOAAoceaniPDOprevisione meteoproiezioni climaticheriscaldamento globalesiccitàteleconnessioni climatichetemperatura globaletripping point climaticoWMO
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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