
(METEOGIORNALE.IT) Vi ricordate l’estate 2022? Quella della terrificante siccità? Ecco, non è stato un caso. Sebbene sia stata qualcosa a livello continentale e non globale, diversi segnali meteo climatici suggeriscono che, proprio da quell’anno, ci sia stato un cambiamento. Nonostante la presenza di fattori teoricamente raffreddanti, come La Niña e una PDO-, le temperature globali hanno continuato a salire.
Come si spiega
Con un ruolo molto particolare degli oceani. L’energia in eccesso accumulata nelle nostre enormi masse d’acqua esercita una forza sempre più dominante. Essi, agendo come enorme serbatoio termico, assorbono gran parte del surplus di calore legato ai gas serra, rilasciandolo gradualmente all’atmosfera.
Se nemmeno fasi oceaniche (relativamente) fredde riescono a contenere la crescita delle temperature, significa che l’inerzia del sistema è ormai orientata verso un equilibrio più caldo. E questo è un grandissimo problema. Il problema che verrà sempre più fuori nelle stagioni calde del futuro.
Verso una fase di El Niño
Le proiezioni indicano inoltre un possibile passaggio a condizioni di El Niño tra estate e autunno 2026. Dopo una fase (seppur molto debole) di La Niña, spesso considerata un fattore moderatamente raffreddante, l’ingresso in Niño tende ad amplificare il segnale termico globale. Il riscaldamento anomalo del Pacifico equatoriale modifica la circolazione tropicale e produce effetti che si propagano fino alle medie e alte latitudini.
E questo è un altro grosso problema. Perché già è una teleconnessione che implica un caldo superiore alla media. In più se nemmeno nelle fasi di freddo riusciamo ad avere un clima meno caldo, va da sé che le prossime estati potrebbero risultare veramente un problema.
Un possibile punto di non ritorno?
È quello che gli scienziati chiamano Tripping Point. L’estate 2026 e in generale i prossimi anni potrebbero risultare una sorta di punti di svolta. Non si tratterebbe soltanto di stabilire eventuali nuovi record qua e là, cosa pertanto altamente probabile, ma di constatare che il sistema climatico sta andando verso il non ritorno.
Diciamo che, senza troppi giri di parole, il clima planetario si sta dirigendo verso un nuovo stato di equilibrio meteo climatico, caratterizzato da temperature più alte e da una diversa distribuzione delle masse d’aria su scala globale. Anche questo febbraio 2026, così mite ma estremamente piovoso, altro non è che un nuovo ed ennesimo esempio.
Credits
Global Forecast System del NOAA,
IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)
Copernicus Climate Change Service (C3S)
