
(METEOGIORNALE.IT) È una figura affascinante quanto statica, che continua a dettare legge non solo sulla nostra Penisola, ma su quasi tutta l’Europa occidentale.
Spesso sentiamo parlare di tempo ideale, di bel tempo, ma da osservatori più che da meteorologi troviamo che questa stabilità forzata non sia l’ideale, quando si è ancora tra la stagione invernale e quella primaverile.
Ovviamente tutto ha una fine e guardando bene le mappe meteo, fortunatamente, si notano già le prime crepe tra le maglie dell’anticiclone, quei segnali di invecchiamento che si manifestano attraverso un vortice ciclonico in risalita dal nord Africa.
Questo disturbo sta già favorendo le prime deboli piogge, in particolar modo sulle due Isole Maggiori, quasi a ricordarci che l’atmosfera, pur all’apparenza statica, non si addormenta mai davvero.
Nel corso dei prossimi giorni, infatti, le regioni nord-occidentali e la Liguria inizieranno a respirare un’aria leggermente diversa, più umida e grigiastra, con qualche timido fiocco di neve che potrebbe imbiancare le vette alpine a quote elevate. Nulla di particolare, sia chiaro, ma sono comunque piccoli segnali di un “gigante” che sta perdendo colpi.

A volte ci chiediamo quanto possano essere resilienti queste strutture anticicloniche; spesso i principali centri di calcolo intravedono “crepe” che poi l’atmosfera rimargina con una rapidità sorprendente, lasciandoci stupefatti.
Eppure, per il momento, il copione sinottico sembra abbastanza lineare: avremo un weekend ancora mite e gradevole, disturbato solo sulle Isole Maggiori da una perturbazione che proverà a bussare da ovest portando qualche rovescio sparso.
La vera svolta meteo, quella capace di scardinare finalmente questa situazione di stallo, sembrerebbe saltar fuori con una certa insistenza entro la fine della seconda decade di Marzo.
Ovviamente stiamo parlando di un orizzonte temporale che lascia ancora un certo margine di incertezza, anche perché prevedere il crollo definitivo di un muro di alta pressione così robusto a dieci giorni di distanza richiede sempre una buona dose di prudenza.
I modelli fisico-matematici sembrano però piuttosto convinti: proprio in quel periodo l’anticiclone dovrebbe abdicare, permettendo l’ingresso di perturbazioni atlantiche molto più organizzate e incisive. Naturalmente la speranza è che queste proiezioni a medio termine possano essere confermate, non tanto per disfattismo, ma perché un ricambio d’aria è esattamente ciò di cui il nostro territorio ha bisogno in questo momento.
Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO, GEM per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)
