
(METEOGIORNALE.IT) Cari lettori, dopo tanta acqua e ventilazione sostenuta nonché freddo, ci siamo. Le condizioni meteo dovrebbero evolvere finalmente verso una fase più stabile e soleggiata per tutti. Nessuno escluso. Senza contare il fatto che le temperature saliranno al di sopra delle medie tipiche di riferimento.
Prima però di arrivarci, dobbiamo andare per gradi. Non è che da domani il tempo è subito stabile. Bisognerà aspettare ancora alcuni giorni. In questo articolo analizziamo attentamente tutto quello che accadrà nella prossima settimana e eventuali sorprese per quella dopo.
L’evoluzione
Dopo il passaggio del ciclone atteso tra martedì 31 e giovedì 2 aprile, un evento piuttosto intenso che potrebbe davvero portare scompiglio su diverse regioni, l’atmosfera potrà farci un nuovo regalo. Non si tratta, sia chiaro, solo di una lettura puntuale e isolata dei modelli matematici.
Sono già un paio di giorni che guardiamo con una certa apprensione questa eventualità. E a nostro aiuto è arrivata la media degli scenari, il cosiddetto “ensemble”. Ciò ci suggerisce con insistenza una finestra stabile anche di diversi giorni.
E poi c’è anche l’esperienza climatologica a darci manforte. Dopo un vortice così energico e profondo, capace di rimescolare l’intera colonna d’aria, la rimonta di un promontorio anticiclonico è un’evoluzione non solo probabile, ma altamente possibile.
Ecco perché arriva l’anticiclone
Ma cerchiamo di capire cosa succede tecnicamente, senza però addentrarci troppo in cose tecniche. Il sistema depressionario investirà l’Italia tra martedì 31 e giovedì 2. Facciamo un’analisi. Proviamo ad andare per metafore e analogie. Ci sarà aria decisamente più secca in quota e una circolazione generale che diventerà via via più favorevole alla risalita di un robusto campo di alta pressione, proveniente direttamente dal Mediterraneo occidentale.
Quali sono i fattori che sostengono con forza questa evoluzione? In primo luogo, abbiamo la subsidenza, cioè una sorta di compressione dell’aria dopo che la pressione in quota aumenta in maniera netta. Ma non è tutto. A questo si aggiunge un deciso rialzo dei geopotenziali sul Mediterraneo centrale, segno inequivocabile che l’anticiclone sta mettendo radici ben salde sopra le nostre teste.
Le correnti torneranno a essere più miti e occidentali, un cambio di marcia che riporterà le temperature su valori decisamente consoni alla stagione, se non addirittura gradevoli dopo il fresco del Ciclone. Ultimo, ma non meno importante: il fatto che non si vedono profondi minimi di bassa pressione né saccature poderose che potrebbero scompigliare e sconquassare l’atmosfera per giorni. Come vedete, cari lettori, sono davvero tante le ipotesi a suffragio.

Pasqua e Pasquetta: cosa aspettarci
Dunque, andiamo al sodo: che tempo farà concretamente durante le festività? Ebbene sì, perché non è da subito tutto quello che abbiamo detto. La tendenza attuale, forte di una notevole concordanza modellistica, indica due giornate, Domenica di Pasqua e Lunedì dell’Angelo (Pasquetta), prevalentemente soleggiate sull’intero territorio.
Dalle vette delle Alpi fino alle coste della Sicilia, l’anticiclone dovrebbe garantire una stabilità diffusa. Per la verità, potrebbero esserci davvero locali eccezioni, ma si tratterebbe di qualcosa di fortemente marginale che non dovrebbe rovinare i piani a nessuno. Qualche cumulo e qualche refolo freddo non possiamo escluderlo. Ma stiamo trattando comunque di un pattern meteo che dovrebbe volgere in maniera indiscussa al bel tempo.
Entriamo nei dettagli
Ecco un quadro verosimile: cieli che saranno sereni o al più poco nuvolosi su gran parte del Paese per praticamente tutto il weekend festivo. Potremmo avere dei residui annuvolamenti solo all’estremo Sud, specie tra la Calabria e la Sicilia orientale. Sarebbero solo delle nubi che risulterebbero l’eredità del Ciclone. Ma si tratterà di cumuli innocui, senza fenomeni rilevanti associati. Potrebbe magari cadere qualche goccia di pioggia, oppure qualche veloce piovasco. Ma nulla di eccezionale.
Le temperature saranno in deciso rialzo, portandosi finalmente in linea con le medie della prima decade di aprile, o addirittura leggermente superiori nelle aree urbane più interne. Potremmo quindi aspettarci valori prossimi ai 20, con qualche punta persino superiore. Sembrerà di respirare aria calda in confronto al freddo di questi giorni. Ma in realtà non ci dobbiamo attendere un periodo pasquale così mite. È ora che siamo ben al di sotto delle medie.
Le minime, invece, resteranno frizzanti, specialmente nelle vallate alpine ed appenniniche superiori dove, grazie alle inversioni termiche notturne favorite dal cielo sereno e dall’assenza di vento. L’aria sarà anche piuttosto secca, pertanto potrebbero esserci importanti escursioni termiche.
Al mattino presto si farà sentire un po’ di freddo, ma senza rischio di gelo in pianura. Esattamente come è successo invece negli ultimi due giorni. Potremmo definirlo quindi una sorta di quadro di primavera “classica”. Quella dove si può stare all’aria aperta nelle ore centrali senza sudare o senza scottarsi, potremmo anche cominciare a prendere le prime tintarelle a viso e braccia, e al tempo stesso verso sera avere ancora qualche giacchino. Il classico tempo che chiunque di noi vorrebbe avere.

Una tregua preziosa
Possiamo dirlo. La fase perturbata di metà settimana, che si preannuncia piuttosto intensa, lascerà spazio a un intervallo anticiclonico che, salvo clamorose sorprese dell’ultima ora, dovrebbe garantirci un periodo piuttosto sta. Una pausa, questa, che potremmo definire utile non solo per chi viaggerà o trascorrerà la Pasqua all’aperto, magari per il classico picnic della Pasquetta, ma anche e soprattutto per il territorio stesso.
Ricordiamo che vi sono alcune regioni che sono stremate dalla quantità di acqua. Stiamo parlando in primis di alcune aree della Calabria e della Sicilia. Letteralmente bersagliate e perseguitate da una furia incredibile di cicloni.
Stiamo davvero superando il limite di sopportazione non solo per gli esseri umani Ma anche proprio per la natura in sè. Vi invitiamo a leggere con attenzione questo nostro utile e interessante approfondimento. Risulta quindi veramente essenziale che ci sia uno stop a questo treno.
L’evoluzione dopo la Pasqua
Diventa sempre più interessante. In questi casi, lo sguardo si sposta nuovamente verso ovest: l’anticiclone potrebbe vincere il flusso atlantico. Quest’ultimo, infatti, parrebbe intenzionato a penetrare sul suolo europeo, ma solo a latitudini piuttosto alte.
Questo vorrebbe dire che con assoluta certezza non pioverebbe nelle regioni meridionali. E questo è già un punto a favore. Sappiamo che però queste tendenze meteo possono variare di qualche centinaia di chilometri e quindi resta il punto interrogativo se venga coinvolto o meno il settentrione.
Ricordiamo che quest’ultimo, soprattutto nel Triveneto, non ha vissuto periodi di piogge eccezionali. L’unica area subissata da precipitazioni è stato il Piemonte. Che però ha avuto già la sua tregua. Quindi non sarebbe un problema se riprendesse a piovere da metà aprile.

Clima più mite?
Dopo un lungo periodo comandato dalle correnti orientali e settentrionali, quelle che ci hanno fatto rispolverare i cappotti, in Italia potrebbero tornare le miti e (a tratti) umide correnti oceaniche. Cosa comporterebbe questo cambio di guardia?
Al Centro e al Sud il tempo rimarrebbe decisamente stabile e gradevole, grazie a una parziale protezione offerta dai rimasugli dell’anticiclone. Al Nord, invece, potrebbero arrivare alcune precipitazioni, ma solo se il flusso atlantico riuscirà a vincere l’anticiclone.
Ricordiamo che si potrebbe aprire una stagione dove l’Italia rimarrebbe divisa in due. Facilmente stabile e soleggiato al Sud (e penso che sia gradito da tutti voi), incerto e più capriccioso al Nord. Non a caso, giova ricordare, che è proprio in questo periodo che iniziano le discrepanze.
Non esistono dei periodi di latitanza di piogge per molte aree settentrionali, dovrebbe piovere in tutti i mesi caldi, almeno con una certa regolarità. Ecco perché le condizioni meteo di tempo capriccioso, tra aprile e maggio, non devono assolutamente essere viste come un’anomalia.
