
(METEOGIORNALE.IT) Quando tutto sembrava orientarsi in direzione dell’Alta Pressione, ecco il cambiamento. Quando i primi, sostanziali tepori primaverili prendevano il sopravvento ecco la svolta. Un vero e proprio ribaltone che, lo ripetiamo, trae spunto dallo split del Vortice Polare e dal conseguente terremoto barico che sta coinvolgendo l’emisfero settentrionale
Dobbiamo dirlo: nel corso dell’Inverno avevamo avuto condizioni estremamente propizie alla rottura del Vortice Polare, ma il tutto s’era risolto in un nulla di fatto. Promesse mai mantenute, perlomeno alle nostre latitudini, laddove come ben sappiamo è stato l’Atlantico a dominare la scena per un mese e mezzo.
Tuttavia, non scordiamolo, l’intensa attività depressionaria oceanica scaturiva dalle incredibili ondate di gelo che nel frattempo stavano strapazzando gli USA orientali, provocando un gradiente termico talmente enorme – con le vicine coste atlantiche – che l’attività depressionaria era appunto costantemente alimentata.
Siamo così giunti a Marzo, anzi prima ancora a metà Febbraio e abbiamo avuto un cambiamento – sostanziale – del tempo. Il ritorno dell’Alta Pressione, in grande stile, aveva anticipato l’arrivo della Primavera. Temperature subito su, decisamente. Anomalie termiche positive imponenti, che come al solito approfittavano delle prime giornate di sole per ricordarci che il cambio stagione era ormai imminente.
Ma ora che siamo giunti a metà Marzo e che la Primavera astronomica è ormai imminente, ecco il cambio di guardia. Un cambio di guardia che rischia, seriamente, di compromettere non soltanto la seconda metà mensile ma addirittura anche la prima decade di Aprile. Perché diciamolo, quando il Vortice Polare va in split le ripercussioni possono protrarsi a lungo.
Anche perché, altro elemento non trascurabile, da qui in poi non avrà più la possibilità di riprendersi perché stiamo andando incontro a quel processo di naturale smantellamento stagionale che porta alla creazione dell’Anticiclone Polare. Ed ecco quindi che mai come quest’anno il passaggio potrebbe essere davvero turbolento.
Il freddo arriverà a metà settimana ma poi potrebbe esserci un altro nucleo artico-continentale con traiettoria sì più settentrionale – oltre le Alpi – ma in grado di innescare complicazioni cicloniche pesanti sull’Europa occidentale. Anche sulla Penisola Iberica, andando a quel punto a coinvolgere probabilmente le nostre regioni.
Ed ecco quindi che nel corso dell’ultima decade di Marzo il tempo potrebbe mantenersi fortemente instabile, forse addirittura perturbato e con temperature inferiori alle medie stagionali o comunque mai orientate verso nuove anomalie termiche positive. Ed è davvero una novità importante, perché la Primavera a questo punto sarà costretta ad attendere tempi migliori. (METEOGIORNALE.IT)
