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Meteo, colpo di coda POLARE: la ‘Dama Bianca’ torna a quote incredibili

Neve a 600 metri: ecco le regioni più colpite tra il 18 e 19 Marzo

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
17 Mar 2026 - 14:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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Proprio quando avevamo iniziato a riporre i cappotti, convinti che il peggio fosse ormai alle spalle, ecco che il meteo decide di rimescolare le carte in tavola.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Sembrava quasi fatta, con quel tepore che ci aveva illuso di una primavera ormai padrona della scena, ma le previsioni per i prossimi due giorni parlano chiaro. Un brusco cambiamento è alle porte. Non si tratta di una semplice rinfrescata passeggera, bensì di un vero e proprio affondo di stampo invernale che promette di riportare la Neve a quote decisamente insolite per il periodo. Diciamolo chiaramente, il risveglio di metà settimana sarà per molti un ritorno traumatico ai rigori di Gennaio.

 

Tutto nasce da una massa di Aria Fredda proveniente dai Balcani, pronta a tuffarsi sul bacino del Mar Mediterraneo con una foga inaspettata. Questa dinamica, che in realtà mostra i primi segnali già da qualche ora, spazzerà via il mite respiro primaverile che ha caratterizzato la prima decade di Marzo.

 

L’ingresso di correnti così frizzanti determinerà un deciso calo termico, con il termometro destinato a crollare di diversi gradi in pochissimo tempo. In Italia, l’impatto sarà particolarmente avvertito lungo il versante adriatico, dove le correnti fredde, attraversando il mare e caricandosi di umidità, andranno a “cozzare” contro la dorsale appenninica.

 

È qui che i fenomeni si esalteranno. Tra Mercoledì 18 Marzo e Giovedì 19 Marzo, regioni come Marche, Abruzzo e Molise si troveranno sotto il tiro diretto delle precipitazioni. La quota neve subirà un tracollo verticale, spingendosi fin verso i 600 metri di altitudine.

 

Vedere i fiocchi imbiancare le colline mentre i mandorli sono già in fiore ha sempre un che di magico, ma anche di inquietante, se pensiamo alla fragilità dei cicli naturali. Insomma, la Neve marzolina non è solo un evento scenografico, è un promemoria di quanto l’atmosfera sappia essere imprevedibile.

 

Ma non finisce qui, perché il maltempo non risparmierà nemmeno il settentrione, seppur con tempistiche leggermente diverse. Durante il weekend, infatti, l’attenzione si sposterà sull’arco alpino. Sarà dapprima la zona occidentale a ricevere i primi fiocchi, per poi vedere un coinvolgimento totale delle Alpi orientali e delle Dolomiti.

 

Località rinomate come Bormio potrebbero vivere un fine settimana da cartolina invernale, garantendo un accumulo prezioso per le riserve idriche e per chi spera in un’ultima sciata prima della chiusura degli impianti. Certo, molto dipenderà dall’esatta posizione che assumerà il fronte depressionario, un dettaglio che i meteorologi monitorano con estrema attenzione in queste ore.

 

A ben guardare, ci si chiede quanto sia “normale” un evento del genere. La climatologia ci dice che la Neve a bassa quota in Marzo è possibile, ma resta un evento piuttosto raro per le nostre latitudini. Se guardiamo alla Pianura Padana, ad esempio, gli episodi di accumulo reale in questo mese si contano sulle dita di una mano nel corso di un intero decennio.

 

Spesso si tratta di brevi apparizioni, magari neve tonda o mista a pioggia, che fatica a resistere su un suolo che inizia già a scaldarsi sotto il sole più alto. Tuttavia, quando l’irruzione è massiccia, come quella prevista tra pochi giorni, il paesaggio può davvero trasformarsi in pochi minuti.

 

Oggi però dobbiamo fare i conti con un convitato di pietra, il Riscaldamento Globale. I dati mostrano come il manto nevoso in Europa sia mediamente in calo, sia per estensione che per durata temporale. Questo significa che, pur in presenza di ondate di freddo, è sempre più frequente che le precipitazioni si trasformino in pioggia invece che in cristalli di ghiaccio, specialmente nelle zone collinari.

 

Eppure, nonostante la tendenza generale volga verso un clima più caldo, il Vortice Polare riesce ancora a inviare i suoi messaggeri gelidi verso il cuore del continente, regalandoci sorprese che sanno di antico. Quando la dama bianca fa capolino sui prati verdi di Marzo, il tempo sembra quasi fermarsi, sospeso tra due stagioni che non vogliono smettere di rincorrersi.

 

Credit:

NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration
ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
Met Office – UK National Weather Service
Météo-France – Service météorologique national
WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: colpo di codacolpo di coda invernalecolpo di coda invernofreddo marzoinverno tardivoirruzione aria freddaneve marzoneve tardiva
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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