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      Home ยป Ma davvero rischiamo la neve a Marzo? Vediamo come stanno le cose
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      Ma davvero rischiamo la neve a Marzo? Vediamo come stanno le cose

      Split del Vortice Polare a marzo: cosa puรฒ succedere all'Italia con freddo tardivo, neve e meteo estremo

      Federico De Michelis
      Federico De Michelis
      Pubblicato: 03/03/2026
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      11 Min Lettura
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      Contents
      • Split del Vortice Polare a marzo: cosa puรฒ succedere allโ€™Italia nelle prossime settimane
        • Cosโ€™รจ lo split del Vortice Polare e perchรฉ se ne parla di nuovo
        • Alta pressione africana, temperature anomale e instabilitร  in agguato
        • Lo scenario freddo, ipotesi di colpo di coda dellโ€™inverno
        • Il clima che era e quello che รจ diventato
        • Anticiclone, la sua possibile fine
        • Amplificazione artica e meteo estremo: sempre dietro lโ€™angolo
        • In sintesi
      Split Vortice Polare.

      Split del Vortice Polare a marzo: cosa puรฒ succedere allโ€™Italia nelle prossime settimane

      In questi giorni sentirete parlare parecchio di un fenomeno atmosferico che avviene a 30 km sopra le nostre teste โ€“ anzi, sta accadendo proprio adesso. Si chiama split del Vortice Polare. Questo evento atmosferico, di cui abbiamo parlato piรน volte durante la stagione invernale, non รจ comune che si verifichi durante il mese di marzo โ€“ in questo caso nei primissimi giorni โ€“ e devo dire che sia la data sia le eventuali conseguenze potrebbero davvero incidere in modo significativo, anche se la stagione invernale vera e propria potrebbe ormai considerarsi conclusa.

      In questo momento abbiamo sempre piรน ore di luce e, addirittura, intorno al 21 marzo avremo esattamente 12 ore di sole. La radiazione solare sta crescendo, quindi la stagione avanza verso non solo la primavera, ma addirittura verso quella estiva: da aprile in poi avremo piรน ore di luce rispetto a quelle di buio. Questa tendenza vede gradualmente scomparire le condizioni meteorologiche invernali, ma resta ancora parecchio tempo in cui si possono verificare situazioni atmosferiche definite estreme, soprattutto caratterizzate da freddo e maltempo โ€“ in particolare freddo.

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      Cosโ€™รจ lo split del Vortice Polare e perchรฉ se ne parla di nuovo

      Lo split del Vortice Polare non รจ altro che una sua scissione. Si parla di un vortice polare in stratosfera: ricordo che la stratosfera รจ quellโ€™area dellโ€™atmosfera posta in alta quota, dove lโ€™aria รจ piuttosto rarefatta, a circa 30 km sopra il livello del mare. A quelle altezze non si verificano i fenomeni atmosferici che conosciamo โ€“ perturbazioni, piogge o nevicate โ€“ ma si registrano temperature molto rigide e, tuttavia, possono avvenire improvvisi e fortissimi riscaldamenti di vaste aree, che mettono in crisi la circolazione atmosferica in quota.

      Quando si verifica uno split del Vortice Polare, in alcuni casi gli effetti si trasmettono anche alle quote inferiori. Al momento, i modelli matematici perรฒ non tengono conto di una sua eventuale influenza. Questo non significa che non ci sarร : anzi, capita che lโ€™influenza del Vortice Polare sia improvvisa e venga rilevata dai modelli solo con pochi giorni di anticipo, quando cominceranno a mostrarne gli effetti. Effetti che ora non conosciamo; sappiamo soltanto quali potrebbero essere.

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      Alta pressione africana, temperature anomale e instabilitร  in agguato

      Soprattutto in questa primissima fase, avremo lโ€™alta pressione africana, che perรฒ andrร  a indebolirsi progressivamente. Ne abbiamo giร  parlato in altri articoli: esiste la possibilitร  di avere instabilitร  atmosferica, anche perchรฉ le temperature sono salite in modo molto precoce questโ€™anno. Quando questo รจ capitato in passato, si sono verificati improvvisi temporali e precipitazioni, persino in presenza di alte pressioni.

      Siamo proprio sotto lโ€™alta pressione ed รจ essa stessa a generare le temperature sopra la media, che nei prossimi giorni โ€“ forse per tutta la settimana โ€“ si manterranno abbondantemente oltre i valori stagionali, nonostante non siano attesi richiami di masse dโ€™aria calda dallโ€™Africa. Non sono previste temperature stratosferiche, ma localmente potrebbero verificarsi picchi termici anche importanti: questo tipo di alta pressione tende a comprimere lโ€™aria nei bassi strati, un meccanismo di cui abbiamo parlato innumerevoli volte e che, durante la stagione estiva, genera le grandi ondate di calore.

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      Lo scenario freddo, ipotesi di colpo di coda dellโ€™inverno

      I modelli matematici europeo e americano prevedono unโ€™irruzione di aria fredda diretta verso la Turchia โ€“ non eccezionalmente rigida verso il sud del continente. Ma se il Vortice Polare dovesse influenzare la troposfera, le cose cambierebbero radicalmente: le correnti atmosferiche si disporrebbero da est verso ovest e quel freddo intenso proveniente dalla Siberia si metterebbe in moto verso occidente. Pur riscaldandosi gradualmente nel tragitto โ€“ normale, trattandosi di terre non innevate e con temperature ben superiori a quelle siberiane โ€“ comporterebbe comunque un abbattimento considerevole delle temperature e condizioni favorevoli anche alle nevicate.

      Nevicate che potrebbero raggiungere anche lโ€™Italia: e sappiate che in passato sono avvenute persino in aprile. Posso ricordare, ad esempio, lโ€™ondata di freddo dellโ€™aprile 2003, che portรฒ nevicate sulla costa adriatica e a quote basse anche sulle regioni centrali italiane, in alcune aree del Nord Italia, in Sardegna e in Sicilia. Quellโ€™anno che poi diede avvio alle stagioni estive torride che ormai tutti ricordano con apprensione โ€“ perchรฉ le estati come le conoscevamo, caratterizzate dallโ€™alta pressione delle Azzorre e da picchi raramente superiori ai 30 ยฐC, sono ormai un ricordo.

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      Il clima che era e quello che รจ diventato

      Le estati di un tempo โ€“ e lo ricordo ai piรน giovani โ€“ erano caratterizzate dalla presenza dellโ€™alta pressione delle Azzorre. Le temperature non superavano frequentemente i 30 ยฐC durante i picchi stagionali, valori che si raggiungevano soprattutto nelle zone interne, distanti dal mare. Sulle coste, i 30 ยฐC non erano affatto un valore comune. Se andiamo a guardare le medie di quegli anni, prima degli anni 2000, alcune localitร  nel mese piรน caldo registravano medie massime di 28 ยฐC โ€“ temperature che oggi, nelle giornate caldissime della stagione estiva che viviamo, si sfiorano anche di notte. Si tratta di un cambiamento epocale, dovuto proprio allโ€™anticiclone africano, lo stesso che in questi giorni staziona sullโ€™Italia e parte dellโ€™Europa.

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      Anticiclone, la sua possibile fine

      Lโ€™anticiclone ci sta proteggendo sia da eventuali irruzioni dโ€™aria fredda da est sia dal maltempo dellโ€™Oceano Atlantico, creando una situazione di โ€“ blocco -. Tuttavia, anche i modelli matematici iniziano a intravederne la fine, collocandola su un orizzonte di circa 7-10 giorni โ€“ il che significa che si tratta di previsioni a lungo termine, ancora da confermare.

      Dobbiamo comunque tenere conto dello split del Vortice Polare e valutare se ci saranno influenze nella bassa atmosfera. La veritร  la conosceremo piรน avanti: al momento, lโ€™unica certezza รจ quella che ci offrono le proiezioni valide per i prossimi giorni. Il resto perde attendibilitร  mano a mano che ci si allontana nel tempo, soprattutto nelle stagioni intermedie come la primavera meteorologica, iniziata con lโ€™avvento di marzo, in cui la variabilitร  atmosferica รจ per natura piรน elevata.

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      Amplificazione artica e meteo estremo: sempre dietro lโ€™angolo

      Dobbiamo considerare anche lโ€™accentuarsi dellโ€™influenza dellโ€™amplificazione artica che, rispetto al passato e a causa del cambiamento climatico, assume una rilevanza crescente. Questo fenomeno tende ad accentuare gli estremi: sia il persistere di queste alte pressioni africane che portano siccitร  e anomalie termiche, sia le condizioni favorevoli ad alluvioni, ondate di freddo e maltempo intenso.

      Ne รจ un esempio quanto sta avvenendo sulla Penisola Iberica, dove รจ attesa una nuova situazione di โ€“ Dana -, mentre sulle Isole Canarie si stanno verificando condizioni di maltempo anomalo. Non si tratta di piogge continue, ma di situazioni fuori dalla norma: sul vulcano Teide, anche sotto i 2.000 m, รจ nuovamente caduta la neve, e si รจ registrata una vera e propria tempesta di vento con raffiche che hanno superato i 100 km/h. Le tempeste di vento sulle Canarie sono divenute ormai piuttosto frequenti. Anche Madeira, isola dallโ€™Oceano Atlantico dal clima subtropicale, ha visto la neve fino a 1.300 m di quota โ€“ mentre in Italia non ne regge la tenuta nemmeno a quella quota. Sulle Azzorre, la neve รจ caduta addirittura a quote ancora inferiori.

      Tutte queste situazioni sono estremamente anomale e ci devono far riflettere: il meteo estremo รจ sempre dietro lโ€™angolo, anche in marzo inoltrato o in aprile. Cosรฌ come possono verificarsi improvvise e violente ondate di calore, con temperature fino a 15 ยฐC sopra la media โ€“ valori vicini ai 30 ยฐC in alcune localitร  โ€“ grazie proprio allโ€™amplificazione artica e al cambiamento climatico in corso.

      Per concludere con il punto riassuntivo: ora dobbiamo attendere e cercare di capire quale influenza avrร  questo straordinario fenomeno atmosferico chiamato split del Vortice Polare.

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      In sintesi

      • Split del Vortice Polare (in stratosfera): รจ una scissione del vortice a ~30 km di quota; puรฒ alterare la circolazione in quota e, a volte, โ€œtrasmettersiโ€ anche alla troposfera influenzando il meteo europeo.
      • Tempistiche e incertezza: lโ€™eventuale impatto al suolo non รจ immediato nรฉ garantito; spesso diventa riconoscibile nei modelli solo a ridosso degli eventi (pochi giorni), quindi gli scenari restano probabilistici.
      • Scenario attuale: persistenza di alta pressione africana con anomalie termiche e possibili episodi dโ€™instabilitร /temporali anche in contesto anticiclonico, specie con energia solare in aumento a marzo.
      • Scenario freddo alternativo: se lo split condiziona la troposfera, possono attivarsi correnti da est e afflussi piรน freddi continentali, con calo termico marcato e rischio di nevicate tardive (localmente anche a quote basse).
      • Contesto climatico: amplificazione artica e cambiamento climatico aumentano la frequenza/intensitร  degli estremi (ondate di caldo precoci, fasi fredde improvvise, piogge intense), rendendo la primavera una stagione ancora piรน โ€œvolatileโ€.

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      Credit:

      • ECMWF โ€“ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
      • NOAA โ€“ National Oceanic and Atmospheric Administration
      • Copernicus Climate Change Service (C3S)
      • NCEP โ€“ National Centers for Environmental Prediction
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      TAG:amplificazione articaAnticiclone africanocambiamento climaticofreddo marzometeo estremonevicate tardivesplit vortice polare
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