
Analisi meteo a due settimane: anticiclone africano, perturbazioni in agguato e lโipotesi di un colpo di coda invernale
Lโanalisi meteo odierna, su una base previsionale intorno alle due settimane, non puรฒ che partire da quanto viene osservato dai principali modelli matematici. In questo articolo vedremo anche le eventualitร che potrebbero verificarsi e che, al momento, non sono prospettate con decisione dai modelli, anche perchรฉ dopo il quinto giorno di previsione la situazione diventa spesso molto caotica. Lo si nota in particolare nelle previsioni chiamate โ spaghetti -, ovvero lโinsieme di vari run del modello matematico: corse che delineano le linee di tendenza per diverse cittร italiane.
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Dai modelli matematici emerge un trend con temperature superiori alla media, in netto contrasto con quanto prospettato dal Centro Meteo Europeo nelle proiezioni a 46 giorni. Questo lo vediamo attraverso diverse emissioni, sia del Centro Meteo Europeo sia del centro meteo americano. Entriamo nel dettaglio.
Attualmente abbiamo unโalta pressione che si erge in quota dallโentroterra africano verso nord e che arriva addirittura a spingersi verso la Scandinavia. Questo grande anticiclone presenta perรฒ delle falle: la prima, a sud-ovest, verso la Penisola Iberica, dove si formerร unโarea ciclonica.
Ed รจ proprio qui che si inserisce una domanda legittima: come mai, con unโalta pressione cosรฌ potente, si formano nubi e localmente anche piogge? Innanzitutto perchรฉ non siamo in una stagione estiva e lโanticiclone africano, pur comprimendo lโaria verso i bassi strati dellโatmosfera, lascia margini di vulnerabilitร . Queste falle si manifestano nelle regioni dove si verificano addensamenti nuvolosi e precipitazioni. Va inoltre considerata una componente di instabilitร atmosferica dal Mar Mediterraneo, innescata da contrasti termici.
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Nella giornata di lunedรฌ 2 si sono verificati rovesci anche piuttosto consistenti in alcune localitร tra Lombardia e Veneto, oltre a piogge sullโItalia centrale. La novitร , perรฒ, รจ stata proprio la presenza di rovesci al Nord Italia, con un episodio temporalesco segnalato dalla caduta di un fulmine sulla Lombardia orientale, in prossimitร del Lago di Garda, dove si รจ registrato un violento scroscio. Nelle ultime 24 ore, invece, i temporali si sono concentrati soprattutto sul settore tirrenico, tra Toscana e Lazio settentrionale.
Nel complesso, lโattivitร temporalesca appare piuttosto assente su gran parte dellโEuropa, con unโeccezione rilevante: il Portogallo, dove nella giornata di lunedรฌ si sono verificati numerosi temporali anche di forte intensitร . Peraltro, alcuni fenomeni hanno interessato persino le Canarie e Madeira. Tra Madeira e Canarie รจ presente unโallerta meteorologica per eventi estremi, elemento che si collega bene al quadro precedente.
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Quando potrebbe cedere lโanticiclone
Con questa potente area di alta pressione in atto, la domanda รจ sempre la stessa: quando andrร a collassare? Per una previsione a una settimana la vediamo ancora attiva, ma dopo la fine della prima decade di marzo potrebbe perdere forza, perlomeno stando alle tendenze attuali.
Sembra infatti che possa essere โ attaccata โ da ovest: in prima battuta dalla bassa pressione citata in precedenza, quella spagnola, che potrebbe poi interessare le regioni tirreniche italiane. Successivamente, e sempre da ovest, potrebbe entrare in gioco una grossa bassa pressione oceanica, destinata a creare ulteriori perturbazioni.
Tuttavia, lโanticiclone appare ancora piuttosto vivo: ed รจ un aspetto negativo, perchรฉ siamo appena a marzo e avere unโalta pressione di matrice africana cosรฌ precoce รจ un segnale che, almeno sul piano climatico, comincia a essere preoccupante.
Verso metร mese potrebbero esserci infiltrazioni di aria oceanica e un cambio delle condizioni meteorologiche, con un calo piรน deciso delle temperature. Anche questo, perรฒ, รจ tutto da confermare: la presenza dellโalta pressione tende a smussare e rinviare molte evoluzioni.
Attenzione inoltre a un punto importante: al suolo i modelli matematici non rivelano temperature in Italia cosรฌ elevate. Sono sicuramente superiori alla media, il che non รจ una novitร , ma nel complesso non appaiono โ catastrofiche -, anche se localmente si registrano anomalie marcate. In termini stagionali, รจ come se fossimo ai primi di aprile.
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Est Europa in fermento e Vortice Polare in evoluzione
A est, tra area siberiana, Russia e Urali, la situazione resterร in fermento. Non solo: il Vortice Polare tenderร a spingere aria fredda verso sud, favorendo condizioni di freddo in discesa verso le regioni del Mar Nero.
Secondo le ultime previsioni dei modelli matematici, nei loro run ufficiali, lโItalia continuerร a essere protetta dallโanticiclone, che la terrร al riparo da incursioni fredde e da fasi di maltempo estremo.
Le tendenze su diverse cittร italiane, infatti, non mostrano grandi piogge, in particolare al Nord Italia. Ed รจ un dettaglio tuttโaltro che trascurabile: siamo a marzo, mese in cui ci si aspetterebbe una ripresa delle precipitazioni.
Al momento, le tendenze dei modelli sono queste: non possiamo inventarne altre. Tuttavia, la vulnerabilitร dellโalta pressione va considerata, perchรฉ come si รจ formata in modo esplosivo, allo stesso modo potrebbe ritirarsi rapidamente. ร una caratteristica di questi blocchi anticiclonici, che sembrano non avere fine. E questo crea un disagio enorme soprattutto per chi fa previsioni, perchรฉ diventa difficile tracciare linee di tendenza affidabili: si finisce spesso nel campo delle supposizioni.
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Due o tre aree di disturbo da monitorare
Le aree di disturbo in prossimitร di questa alta pressione sembrano essere due, e diventano rilevanti soprattutto da qui a una decina di giorni.
La prima รจ quella iberica: potrebbe interessare in parte Sardegna e Sicilia, ma al momento non sembra destinata a generare grandi eventi meteo.
Il disturbo maggiore, invece, potrebbe arrivare dallโOceano Atlantico, con basse pressioni in grado di invadere lโEuropa. Questo scenario chiuderebbe la strada alle irruzioni fredde siberiane verso ovest, ma allo stesso tempo le spinte fredde da est sembrano comunque trovare spazio sul settore orientale del continente, tanto da coinvolgere le regioni del Mar Nero e parte dei Balcani fino alla Turchia.
Se lโaria fredda da est riuscisse a espandersi nel momento in cui lโalta pressione cede, potrebbe colpire anche lโItalia. Se invece il cedimento avvenisse mentre le basse pressioni oceaniche si spingono verso est, avremmo un tempo piรน mite, un ritorno delle piogge e non del grande gelo.
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Marzo accelera verso la primavera, ma occhio ai colpi di coda
A marzo la radiazione solare aumenta rapidamente e tra meno di due settimane inizierร la vera e propria primavera astronomica. Eppure i colpi di coda invernali si sono visti anche in passato e, nonostante il cambiamento climatico, vanno tenuti in considerazione. In questo contesto entra in gioco la cosiddetta โ amplificazione artica -, che tende ad accentuare i fenomeni atmosferici, soprattutto quelli estremi.
Molti studi suggeriscono che lโamplificazione artica possa favorire non solo maggiori scambi di masse dโaria lungo i meridiani, ma anche la stazionarietร di certe configurazioni, come quella che stiamo vivendo. Questa alta pressione non rientra nella norma per questo periodo: non lo era a febbraio, e lo รจ ancora meno a marzo, perchรฉ in questo mese dovrebbero riprendere le piogge, soprattutto al nord.
Le precipitazioni sono fondamentali anche in ambito agricolo. E dovrebbero tornare anche nevicate abbondanti sullโarco alpino: oltre allโautunno, la prima parte della primavera รจ una fase spesso favorevole per la neve, preziosa poi in estate perchรฉ, sciogliendosi, alimenta i fiumi diretti verso la Pianura Padana.
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Split del Vortice Polare in atto: possibile collegamento, ma serve prudenza
Cโรจ poi un elemento importante: stiamo vivendo un evento atmosferico di non poco conto, lo split del Vortice Polare, giร in atto ma a circa 30 chilometri di altitudine. Non sappiamo se avrร effetti nella troposfera, cioรจ nella parte dellโatmosfera dove avvengono i fenomeni meteorologici.
Se dovesse avere ripercussioni tra circa due settimane, allora potrebbe aprirsi in Europa una porta da est, favorendo un flusso dโaria fredda dalle regioni siberiane e quindi unโondata di freddo tardiva anche sullโItalia. Ma qui serve la massima cautela: per parlare con cognizione di causa abbiamo bisogno delle proiezioni dei modelli matematici, non di supposizioni, nรฉ nostre nรฉ delle corse โ non ufficiali โ che divergono in evoluzioni molto diverse tra loro, arrivando a prevedere tutto e il contrario di tutto: freddo e caldo, alta pressione e bassa pressione.
Proprio per questo dobbiamo attenerci alle emissioni ufficiali dei modelli matematici.
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Per sintetizzare
- Scenario dominante: lโanticiclone di matrice africana resta protagonista sullโItalia ancora per diversi giorni, con temperature spesso sopra media e piogge generalmente scarse, soprattutto al Nord Italia.
- Instabilitร a tratti: nonostante lโalta pressione, sono possibili nubi e rovesci locali per โfalleโ anticicloniche e contrasti termici sul Mar Mediterraneo, piรน probabili tra versanti tirrenici e aree interne.
- Snodo temporale: dopo la prima decade di marzo aumenta lโincertezza โ possibile indebolimento del blocco con infiltrazioni oceaniche da ovest e ritorno di precipitazioni, ma serve conferma modellistica.
- Europa divisa: mentre lโovest potrebbe essere influenzato da perturbazioni atlantiche, lโest europeo (area Mar Nero, Balcani, Turchia) resta esposto a spinte fredde legate al Vortice Polare.
- Fattore chiave da monitorare: lo split del Vortice Polare in stratosfera potrebbe (non รจ certo) favorire, a distanza di circa due settimane, un afflusso freddo da est anche verso lโItalia โ contano le prossime emissioni ufficiali dei modelli.
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Credit:
- ECMWF โ European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- NOAA โ National Oceanic and Atmospheric Administration
- Copernicus Climate Change Service (C3S)
- NCEP โ National Centers for Environmental Prediction
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