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Per la primavera c’è ancora molto da aspettare: è proprio questo il responso definitivo degli ultimi aggiornamenti dei principali centri meteo, anche dei più rinomati del mondo come GFS ed ECMWF. Le conseguenze del Final Warming arrivato ad inizio marzo si paleseranno nella seconda metà di marzo e nei primi giorni di aprile, determinando condizioni meteo estremamente turbolente e fin troppo pazzerelle. Insomma, per l’alta pressione sarà davvero vita dura.

Da qui alla fine di marzo sicuramente ci saranno alcune giornate belle soleggiate e anche molto miti. Del resto l’alta pressione subtropicale comincia a riscaldare i motori e basterà davvero poco affinché una parte di quest’aria calda nordafricana riesca a raggiungere le nostre regioni, soprattutto al sud, facendo impennare la colonnina di mercurio verso l’alto.

 

Ultimi colpi di coda dell’inverno, torna il freddo

Tuttavia i tepori primaverili dovranno vedersela con le ultime ondate di freddo in circolazione sull’emisfero boreale, oltre che con le numerose perturbazioni atlantiche che non hanno alcuna intenzione di arrendersi dopo un dominio durato diversi mesi.

Nel corso della prossima settimana linverno potrebbe completamente risvegliarsi su tutto lo stivale dopo essersi concesso una pausa tra fine febbraio e inizio marzo. Già nel corso di questo weekend, tra il 14 e il 15 marzo, l’alta pressione si farà definitivamente da parte e lascerà campo libero a un’ondata di maltempo nord-atlantica, capace di far precipitare le temperature su molte regioni, soprattutto sul nord-ovest e sulle isole maggiori.

 

Ritorna il freddo la prossima settimana

Durante la prossima settimana che ci accompagnerà all’equinozio di primavera, pare proprio che occorreranno abiti più pesanti e da pieno inverno.

Le alte pressioni prediligeranno i territori dell’Europa centro-settentrionale, una situazione piuttosto plausibile in presenza di un vortice polare letteralmente in crisi.

Con le alte pressioni situate a nord dell’Italia, ne approfitterebbero:

  • correnti fredde artiche
  • correnti continentali provenienti dall’est Europa

Queste masse d’aria fredda troverebbero la strada spianata per raggiungere i Balcani e anche l’Italia, riportando un clima decisamente più invernale.

 

Temperature in netto calo tra il 17 e il 21 marzo

Gli ultimi aggiornamenti mostrano un deciso calo delle temperature soprattutto tra il 17 e il 21 marzo.

In molte città, in particolare tra centro e nord Italia, si potrebbero registrare:

  • temperature massime non oltre i 12 o 13 °C
  • temperature notturne vicine o inferiori allo zero

Durante le ore notturne la colonnina di mercurio potrebbe infatti portarsi al di sotto dello zero, favorendo fenomeni come brinate e gelate tardive, assolutamente deleterie in questo periodo dell’anno soprattutto per il comparto agricolo.

 

L’arrivo di nuove perturbazioni invece è ancora tutto da delineare, ma appare sempre più probabile che la seconda metà di marzo risulti caratterizzata da frequenti cambi di scenario, con rapide alternanze tra brevi fasi miti e nuovi ritorni di aria fredda.

In altre parole, il tempo primaverile stabile potrebbe ancora farsi attendere, mentre l’atmosfera continuerà a mostrare tutta la dinamicità tipica della fine dell’inverno.

 

Per questa analisi sull’arrivo del freddo nella seconda metà di marzo sono stati consultati gli ultimi aggiornamenti dei principali modelli meteorologici globali, tra cui il Global Forecast System (GFS) del NOAA e il modello europeo ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni a Medio Termine disponibile su ecmwf.int, fondamentali per monitorare l’evoluzione della circolazione atmosferica sull’Europa e sul Mediterraneo.

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