
(METEOGIORNALE.IT) Ci si domanda, in questo 2026, se un evento meteo di freddo molto tardivo busserà improvvisamente alle nostre porte. Diciamolo, l’anomalia climatica degli ultimi mesi ha spiazzato un po’ tutti, anche i centri di calcolo più all’avanguardia.
Eppure, proprio ora, potrebbe prendere forma una configurazione atmosferica del tutto inaspettata. Guardando le mappe, la sinottica parla chiaro. Masse d’aria gelida arrivano lentamente in marcia da est verso l’Europa. Un travaso freddo capace di far crollare i termometri. Ma arriveranno in Italia? Analizziamo la statistica.
Febbraio saltato
Durante il mese appena trascorso, ci sono state due figure meteo. La prima è stata un’enorme quantità di perturbazioni durante una ventina di giorni. La seconda una coriacea alta pressione, che a fine mese ha dominato incontrastata. Un anticiclone anomalo, gonfio di aria mite. Ha regalato alla Francia e alla Spagna valori record da maniche corte. Roba di quasi 30 gradi a fine febbraio!
L’inverno si è insomma chiuso con un bilancio decisamente sopra le righe. Non è una primizia degli ultimi anni, certo. La cosa curiosa, se vogliamo, è che molti indici climatici, compreso l’andamento del Vortice Polare, suggerivano un trimestre decisamente più crudo. E invece è andata com’è andata.
Il freddo intrappolato a nord
Il gelo vero, in realtà, c’è stato. Ha paralizzato la Scandinavia con temperature siderali e ha stretto in una morsa di ghiaccio gran parte dell’Europa orientale e centrale. L’Italia, però, è rimasta a guardare. Il freddo ci ha sfiorato, ha lambito i confini alpini coprendo i rilievi per svariati metri di quota, ma non ha mai sferrato l’attacco decisivo.
Ci è rimasto qualche assaggio effimero, un pallido ricordo. Come la nevicata della Befana; ma nulla di più. Se andiamo a scavare nella memoria a breve termine, ricordiamo l’irruzione fredda dalla valle del Rodano in tardo autunno, con la neve scesa in Sardegna, o quel respiro siberiano precoce di Ottobre.
Le insidie nascoste delle correnti retrograde
Le basse pressioni si stanno rintanando a sud, sul bacino del Mediterraneo, mentre a nord si gonfiano massicce aree di alta pressione. Sarebbe sulla carta una manovra perfetta. Appunto: sulla carta. Perché in teoria ci potrebbe essere un richiamo di aria direttamente da Russia e Siberia, spingendo refoli pungenti che ricordano la spietata tramontana invernale.
Cosa significa tutto questo per noi? Rischiamo uno o più colpi di coda invernali. Parliamo di correnti retrograde, venti ostinati che viaggiano contromano rispetto al consueto flusso da ovest verso est.
Concludiamo dicendo che
Per ora restiamo nel campo delle ipotesi, ma l’esperienza insegna a non sottovalutare questi pattern. Un ritorno del freddo adesso, a primavera meteorologica ormai avviata, troverebbe una natura già risvegliata dai tepori anomali. E non sarebbe la prima volta che accade.
Le fioriture anticipate, ingannate da un falso tepore, rischiano di essere bruciate dal ghiaccio. Un ribaltamento stagionale, in definitiva, che potrebbe costare carissimo alle nostre campagne. Purtroppo, un evento meteo simile è capitato nel 2017. Chi ci impedisce che possa recapitare?
