
(METEOGIORNALE.IT) Basta dare una rapida e attenta occhiata alle mappe sinottiche dello scenario meteo attuale per rendersi immediatamente conto dell’eccezionalità assoluta della situazione che stiamo attraversando. Quasi tutta l’Europa Centro-Occidentale, fatta eccezione per la Spagna, risente di temperature notevolmente sopra la media. La causa la troviamo in un vasto anticiclone di blocco, dal cuore caldo, che si allunga dal Mediterraneo fino al Mare del Nord e al Baltico.
I termometri segnano costantemente valori che fino a qualche decennio fa sarebbero stati considerati pura fantascienza per l’inizio del mese di marzo. Basti pensare che erano stati sfiorati, nella scorsa settimana, i 30 gradi sulla Francia pirenaica. L’aria ci appare immobile, ferma, stagnante e persino pesante da respirare nelle caotiche aree urbane. Le polveri sottili e il fastidioso smog si accumulano senza alcuna pietà nei bassi strati dell’atmosfera. La Val Padana è fra le zone inevitabilmente più colpite.
Porta chiusa alle perturbazioni
Questo vero e proprio mostro di alta pressione sta deviando, come uno scudo inscalfibile, tutte le umide perturbazioni atlantiche verso le altissime latitudini. Un vortice prova ad entrare dalla Penisola Iberica al Mediterraneo Centrale ed avrà modo di influenzare marginalmente parte dell’Italia, ma l’anticiclone riuscirà a contenere l’assalto.
Sembra davvero che la stagione fredda abbia gettato la spugna con troppo anticipo, non trovate? Eppure, chi conosce bene i capricci e le complesse dinamiche della meteorologia sa perfettamente che queste gigantesche bolle di calore anomalo sono spesso fragili come castelli di carte. Basta poco per un crollo rovinoso al primo vero sbuffo di aria instabile proveniente da nord.
I segnali di un prossimo collasso atmosferico
Osservando con occhio critico le ultime corse dei potenti supercalcolatori matematici, si nota un fermento deciso e oltremodo preoccupante nei piani più alti dell’atmosfera terrestre. Il possente Vortice Polare sta iniziando a dare evidenti e marcati segni di cedimento strutturale.
Il muro invalicabile eretto dal possente Anticiclone africano, per quanto massiccio e granitico possa apparire oggi ai nostri occhi, comincerà a mostrare delle evidenti e profonde crepe a partire indicativamente dal 12 Marzo. Assisteremo a un lento ma inesorabile deterioramento della struttura anticiclonica. Il decadimento pressorio aprirà così la strada la strada a correnti molto più vivaci, fresche e instabili di origine prettamente nord-atlantica. Sarà un cambiamento graduale, che poi si tramuterà in una vera e propria doccia fredda per una natura che si era spinta, ingannata dal calore costante, decisamente troppo in avanti con il suo delicato orologio biologico.
Il crollo termico e il violento ritorno delle precipitazioni
Il vero, attesissimo e forse temuto colpo di scena è calcolato proprio in prossimità della metà del mese. Lo spartiacque temporale è fissato intorno al 15 Marzo. In quelle fatidiche e concitate giornate, l’aria fredda di estrazione polare marittima potrebbe trovare un varco naturale per irrompere prepotentemente sui nostri mari. I flussi freddi potrebbero incanalarsi attraverso la porta del Rodano o valicando le vette orientali con i gelidi e tesi venti di bora, tuffandosi letteralmente a capofitto sul Mediterraneo.
Questo scontro epico, quasi titanico, tra l’aria preesistente, caldissima e ormai satura di vapore acqueo latente, e le più fredde correnti in rapida discesa dal nord, innescherà una violenta ed estesa fase di marcata instabilità ben più organizzata. A conti fatti, non parliamo certo di deboli e insignificanti pioviggini primaverili capaci solo di bagnare l’asfalto, ma di rovesci intensi, raffiche di vento burrascose e temporali carichi di energia elettrica che spazzeranno via l’afa anomala in un istante, restituendoci un meteo decisamente più consono al periodo.
Questo articolo è stato realizzato consultando i più recenti aggiornamenti degli autorevoli modelli proposti da ECMWF (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts) ed il Global Forecast System (GFS) per le previsioni meteo. (METEOGIORNALE.IT)
