Mentre l’Italia fa i conti con fredde correnti orientali, che hanno catapultato tante città di nuovo in pieno inverno, dall’altra parte dell’oceano subentrano condizioni meteo da piena estate. Nell’estremo nord America, non nuovo ad episodi del genere, l’inverno sembra già essersi fatto da parte grazie ad una clamorosa ondata di caldo fuori stagione. Non parliamo di temperature primaverili, bensì di autentiche temperature da piena estate, che in verità sarebbero troppo alte anche a luglio o agosto.
Caldo estremo in America
In queste ore, infatti, diverse aree tra Stati Uniti e Canada stanno registrando anomalie termiche impressionanti, con scarti positivi che localmente superano anche i +20°C rispetto alle medie del periodo. Ciò significa che territori ancora normalmente immersi in un contesto tardo invernale si ritrovano improvvisamente proiettati in uno scenario quasi estivo, con temperature che in alcuni casi sfiorano o superano i 30°C anche a latitudini elevate.
Le zone più colpite dal caldo
- California interna, Nevada e Arizona con picchi fino a 40-43°C
- città come Phoenix fino a 41°C, Los Angeles attorno ai 32°C
Le temperature più alte le registreremo a breve tra California interna, Nevada e Arizona, dove si toccheranno i 40-43°C. Sono temperature esorbitanti per il mese di marzo, anche in un territorio estremo come quello nord americano.
Caldo in espansione verso nord
Sabato 21 marzo il caldo si estenderà fino a Canada, Minnesota, Iowa, Missouri ed Arkansas, con anomalie che potrebbero raggiungere i 22-24°C sopra media. Vale a dire temperature di ben 24°C superiori alle medie tipiche del periodo.
Un evento davvero eccezionale per la stagione, che evidenzia una forte anomalia nella distribuzione delle masse d’aria sull’emisfero boreale.
Cosa sta succedendo
Alla base di questa situazione troviamo una configurazione ben precisa e ormai sempre più frequente negli ultimi anni: la presenza di un robusto promontorio anticiclonico di origine subtropicale, alimentato da masse d’aria molto miti provenienti dalle basse latitudini, che si spinge con decisione verso nord.
Questo tipo di struttura, spesso definita “cupola di calore” (heat dome), agisce intrappolando l’aria calda nei bassi strati e favorendo un ulteriore aumento delle temperature al suolo.
Il ruolo del vortice polare e del final warming
Dal punto di vista dinamico, tutto ciò è strettamente collegato al comportamento del getto polare. Quando il flusso del jet stream subisce forti ondulazioni, si creano profonde risalite di aria calda verso nord alternate a discese fredde verso sud.
È proprio questo meccanismo che spiega perfettamente il contrasto attuale tra Europa e nord America:
- Europa sotto correnti fredde orientali
- nord america sotto una potente cresta anticiclonica
Un ruolo importante può essere giocato anche dal final warming stratosferico, che contribuisce a destabilizzare il vortice polare, favorendo configurazioni bloccate e anomalie termiche marcate.
La mano ingombrante del cambiamento climatico
Non va poi dimenticata la mano pesante del cambiamento climatico, che agisce come amplificatore di questi eventi estremi. L’aumento delle temperature globali rende più probabili e più intensi gli episodi di caldo anomalo, soprattutto quando si instaurano configurazioni atmosferiche favorevoli come quella attuale.
Questi episodi, per quanto spettacolari, non sono del tutto nuovi per il nord America, ma la loro frequenza e intensità sembrano in aumento. Eventi simili si sono già verificati negli ultimi anni, spesso accompagnati da record storici di temperatura e da impatti significativi sugli ecosistemi, sull’agricoltura e sulla gestione delle risorse idriche.
