
(METEOGIORNALE.IT) Quando l’Inverno ha deciso di abdicare, lasciandosi dietro più che altro un’eredità pluviometrica insolita, la speranza era che la Primavera potesse in qualche modo regalarci un po’ di bel tempo e temperature gradevoli. Ad onor del vero c’è stato un tentativo proprio in concomitanza del passaggio di testimone, a cavallo tra fine Febbraio e inizio Marzo. Considerando, ovviamente, la stagione dal punto di vista meteorologico
Poi però è cambiato qualcosa. Anzi, possiamo tranquillamente affermare che è cambiato un mondo. Perché lo split del Vortice Polare ha creato uno sconquasso atmosferico non indifferente ed è a quel punto che iniziammo a dubitare seriamente sull’andamento delle prime fasi meteo climatiche primaverili.
Dubbi nati dalla conoscenza di certe dinamiche bariche, di come un fenomeno così potente come lo split del Vortice Polare potesse condizionare pesantemente il trend evolutivo delle settimane successive. Si parlava di segnali invernali, di dinamiche pienamente invernali che avrebbero potuto condizionare la seconda metà di Marzo e addirittura la prima metà di Aprile.
Bene, ora che siamo prossimi alla chiusura mensile e che Pasqua è ormai alle porte quelle dinamiche sono ampiamente confermate. Anzitutto dai fatti, visto e considerato che l’irruzione artica delle ultime ore è stata davvero notevole. Ma sono ampiamente confermate anche dalle proiezioni modellistiche osservabili attualmente, indirizzate alla prosecuzione di un trend pienamente invernale almeno sino al 10 Aprile.
E’ giusto evidenziare un aspetto: invernali non significa necessariamente freddo anche sulle nostre regioni. Per invernali intendiamo dirvi che a livello continentale permarranno strutture anticicloniche ad alte latitudini così come permarrà una tendenza meridiana dell’Alta Pressione attualmente posizionata sull’Europa occidentale.
E’ evidente, quindi, che il profilo termico sul nostro Paese dipenderà dalla traiettoria di ulteriori irruzioni artiche, ma stante quanto accaduto di recente – e stante quanto accadrà nel corso della prossima settimana – le probabilità che il freddo possa nuovamente coinvolgerci direttamente sono piuttosto alte.
Non è un caso, quindi, che le proiezioni modellistiche a più lungo raggio confermino temperature spesso e volentieri inferiori alle medie stagionali fino a metà Aprile. O comunque fino al termine della prima decade mensile, quindi altre 2 settimane durante le quali sarà molto più probabile avere un profilo termico invernale piuttosto che primaverile.
Nulla di cui stupirsi o meglio, c’è da stupirsi considerando quanto accaduto negli ultimi anni, allorquando il tema dominante era rappresentato più che altro da temperature superiori alle medie stagionali. Ma questo è un altro discorso, ogni anno va diversamente e il 2026 rischia seriamente di passare alla storia come l’anno degli estremi. Anche perché quando arriverà il caldo, quello vero, potrebbe risultare davvero violento. (METEOGIORNALE.IT)
