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FREDDO protagonista dal 10 Febbraio in Europa: gli scenari meteo in Italia

Siamo immersi, ancora una volta, in condizioni meteo piuttosto autunnali che invernali. Da un paio di settimane c'è un flusso atlantico

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Siamo immersi, ancora una volta, in condizioni meteo piuttosto autunnali che invernali. Da un paio di settimane c’è un flusso atlantico particolarmente vigoroso, con forte maltempo e clima Decisamente non freddo. Ma potrebbe cambiare tutto. Usiamo ovviamente il condizionale perché siamo provando a spiegare qualcosa di grosso. In questo articolo proviamo a fare chiarezza.

Stratwarming

In questo senso, assume un ruolo centrale il possibile riscaldamento stratosferico atteso entro il 10 febbraio, un fenomeno che, qualora riuscisse a propagarsi efficacemente verso i piani più bassi dell’atmosfera, sarebbe in grado di modificare in maniera sostanziale tutte le dinamiche a livello continentale.

Chiariamo subito il concetto. Gli eventuali effetti non sarebbero immediati. La finestra temporale più interessante si collocherebbe tra la metà e la fine di febbraio. Con possibile freddo tardivo anche nei primi giorni di marzo. Avevamo trattato questa eventualità in un nostro approfondimento che vi invitiamo a leggere.

Possibile riscaldamento stratosferico entro il 10 del mese. È un’eventualità da tenere in conto, ma ciò non toglie che sussistono ancora grosse incertezze sul fatto che il gelo possa effettivamente arrivare sul bacino del Mediterraneo.

Cosa accadrebbe

In tale fase, l’Europa potrebbe entrare in una configurazione più movimentata e decisamente più fredda. Masse d’aria artiche Potrebbero farci visita con maggiore possibilità. I segnali ci sono. Dopo un lungo periodo dominato da una zonalità persistente, ovvero il continuo susseguirsi di perturbazioni Da ovest verso e, si intravedono segnali di un indebolimento del getto atlantico.

Questa non è cosa da poco. Ciò potrebbe favorire un progressivo cambio della circolazione. Addirittura con la concreta possibilità di masse d’aria retrograde. L’abbiamo trattato in un altro articolo. E l’immagine che vi proponiamo qui sotto spiega tutto.

Vortice polare molto incerto fino a marzo. Questo vuol dire che il mese di febbraio potrebbe rivelarci comunque delle grosse sorprese, ma seguiranno importanti aggiornamenti per capire effettivamente se il gelo arriverà a casa nostra o meno.
Vortice polare molto incerto fino a marzo. Questo vuol dire che il mese di febbraio potrebbe rivelarci comunque delle grosse sorprese, ma seguiranno importanti aggiornamenti per capire effettivamente se il gelo arriverà a casa nostra o meno.

Cambiamenti dal 10 in poi

La previsione meteo, fermo restando che si tratta comunque di scenari, resta però tutt’altro che semplice. L’Atlantico continua a presentarsi molto energico, e questo non è qualcosa di buono per chi ama gelo e neve. Ciò significa che le correnti molto forti continueranno a interessare una parte dell’Europa.

Il fattore potenzialmente in grado di innescare lo stravolgimento atmosferico è il seguente. Un probabile e improvviso riscaldamento stratosferico, che potrebbe disturbare o frammentare il vortice stesso, favorendo irruzioni fredde verso le medie latitudini.

Ma solo sotto opportune considerazioni, che andranno confermate e riviste di volta in volta. Tutto dipenderà dalla capacità di questo impulso di propagarsi verso la troposfera. Ricordiamo una cosa importante. Senza tale condizione, le conseguenze resterebbero limitate. O addirittura nulle!

Le conclusioni

L’inverno potrebbe non aver ancora esaurito le sue cartucce e le probabilità di un cambio di pattern, seppur non elevate, non sono da cestinare. Ma attenzione come sempre in questi casi che la cautela è d’obbligo. Stiamo sempre parlando di scenari meteo a lungo termine; è facile che la colata gelida ci sia, ma non riesca a prendere in pieno il nostro Paese. Quindi invitiamo I lettori a non illudersi e a seguire attentamente i nostri aggiornamenti per capire l’evoluzione del tempo.

Reale possibilità di freddo dilagante dal 12 febbraio in poi. Serviranno comunque delle conferme per capire se questa evoluzione sarà effettivamente reale o meno.

Credits

L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE

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