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Home A Scelta dalla Redazione

Marzo promette fasi invernali: cosa emerge dalle tendenze meteo

Davide Santini di Davide Santini
28 Gen 2026 - 17:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Mancano ancora diverse settimane al mese di marzo. Però è opportuno fare un’analisi per capire se effettivamente dobbiamo aspettarci un periodo altamente dinamico. Gli scenari meteo a lunghissimo termine potrebbero infatti suggerire flussi di aria artica in grado di spingere le temperature a tratti al di sotto della media stagionale.

 

Sappiamo che a Oriente il serbatoio gelido sarà difficile da scalfire. Non è quindi esclusa un’eventuale discesa di masse d’aria gelida dall’Europa orientale, ovviamente non ancora predicibile adesso. Tale dinamica sarebbe legata a particolari oscillazioni del Vortice Polare, che potrebbero favorire l’estensione verso ovest di nuclei d’aria molto fredda, capaci di raggiungere il cuore dell’Europa centrale e, probabilmente, il Mediterraneo.

 

Nevicate tardive?

Se queste proiezioni dovessero essere confermate, sarebbe una prima parte del mese molto interessante. Le eventuali perturbazioni, associate approfondi minimi di bassa pressione in sede islandese e inglese, potrebbero generare nevicate abbondanti. Come è successo già diverse volte negli ultimi anni.

 

Le regioni del Nord Italia e le zone interne del Centro Italia potrebbero vedere fiocchi anche a quote modeste. Non possiamo certamente dire a che quota, né tantomeno se ci saranno. L’importante è che l’atmosfera resti particolarmente dinamica.

 

Sono ancora possibili nevicate anche abbondanti in montagna nel mese di marzo. Anzi, sulle Alpi è pure un mese più nevoso di quelli invernali.

 

Un marzo tra colpi di coda invernali e instabilità primaverile

Sappiamo che manca un mese e mezzo, ma le possibili tendenze suggeriscono che il primo mese della Primavera meteorologica potrebbe riservare molte sorprese. È possibile, di fatti, avere periodi freddi tardivi e, al tempo stesso, le prime risalite calde. Gli amanti della neve e del freddo potrebbero trovare spunti interessanti in questa evoluzione. Ciò che è chiaro è che parliamo solo di statistica e non di previsione.

 

D’altra parte, il passaggio tra inverno e primavera porta spesso a situazioni di forte variabilità, con periodi soleggiati alternati a improvvisi rovesci e temporali, magari pure con le prime grandinate. Non è escluso inoltre godere dei primi 20 gradi di stagione e il giorno dopo stare sotto i 10 di massima. È da sempre un mese pazzerello.

 

Andiamo per gradi

Ovviamente abbiamo mostrato una proiezione statistica, più che previsionale. Bisognerà andare molto con calma. Se queste proiezioni troveranno conferma nei prossimi giorni, potremo attenderci un finale di inverno abbastanza turbolento.

 

Fine gennaio e soprattutto febbraio potrebbero essere mesi diversi rispetto a quanto eravamo abituati negli ultimi anni. Che sia possibile che venga coinvolto anche il meteo di marzo? Staremo a vedere, sta di fatto che non si vedono lunghissime fasi di alta pressione. È già questo è un buon segnale, visti i tempi…

 

Ancora tanta neve sulle nostre montagne a marzo. Non sarebbe affatto anomalo, anzi è un mese utilissimo per le scorte idriche. Fonte immagine pixabay.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S) (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpiappenniniaria freddaAROMEARPEGEcambiamenti climaticiclimacolpi di coda invernalicopernicusdinamica atmosfericaECMWFEuropa Centralefreddo tardivogfsICONinstabilità atmosfericainvernoIPCCmarzomediterraneometeominimi di pressionenevenevicateperturbazioniprevisioni meteoprimaverascorte idrichetempo variabilevortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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