
(METEOGIORNALE.IT) Non è uno scherzo, è la pura verità. Stanno per arrivare fino a due metri di neve localmente sulle Alpi. Non possiamo comunque parlare di condizioni meteo direttamente invernali, perché non farà veramente freddo per il periodo. Ma stavolta ci sono delle aree geografiche che verranno molto più interessate rispetto agli ultimi periodi.
Le due regioni più colpite
Senza ombra di dubbio la Valle d’Aosta e il settore occidentale del Piemonte, con una fase meteo veramente molto turbolenta. Si tratta di nevicate che superano ampiamente la norma stagionale. A partire da ieri sera (martedì 10) e fino a sabato 14 ci aspettiamo vere e proprie tormente di neve.
E grazie a un noto fenomeno meteorologico che si possono verificare certe cose. Si chiama stau. Masse d’aria umida provenienti (in questo caso) da ovest, trovandosi bloccate dalle Alpi, sono costrette a sollevarsi con molta forza.
In realtà, tale risalita forzata provoca una condensazione molto rapida, dando origine a precipitazioni estremamente abbondanti. L’aspetto più rilevante è che, in questa circostanza, la neve non resterà confinata alle alte quote. Pur non raggiungendo la pianura, in tali casi è possibile che la Dama Bianca arrivi tranquillamente fin sul Fondovalle.
Attenzione poi tra giovedì e venerdì
Come se non bastasse, dopo una breve tregua prevista per mercoledì sera, la situazione è destinata a peggiorare ulteriormente. Giovedì pomeriggio è infatti atteso l’arrivo di una seconda perturbazione, ancora più violenta, che colpirà le stesse aree e successivamente gran parte dell’arco alpino, seppur con distribuzione meno uniforme.
Ne consegue che, nelle zone oltre i 1300-1700 metri molto ben esposte ai tesi flussi da ovest e ovest-nord-ovest, si potrebbero davvero superare i 200 cm di neve. Come scritto nel titolo, si tratta di due metri! Un valore davvero ragguardevole!

Qualcosa di eccezionale?
Per la Valle d’Aosta in sé e per sé no. Piuttosto diventa abbastanza fuori periodo per essere febbraio. Ricordiamo che, in linea di principio, per l’estremo nord-ovest italiano il periodo tra gennaio e febbraio corrisponde a una sorta di minimo pluviometrico invernale. E talvolta addirittura annuale. Ecco perché avere questo tipo di condizioni meteo è piuttosto inusuale per essere la fine dell’inverno.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
