La situazione atmosferica che stiamo vivendo in questo periodo è, a voler essere onesti, davvero intricata. Guardando le mappe e i modelli matematici, ci si accorge che fermarsi alla superficie non basta più, soprattutto se vogliamo capire quanto peseranno le correnti oceaniche nei prossimi giorni. Diciamo le cose come stanno, a pochi passi da casa nostra abbiamo una riserva di freddo che ricorda molto da vicino il clima del Canada.

Eppure basterebbe un semplice spostamento delle correnti da nord,est per far piombare l’Italia in quello che potremmo definire un Gelo siderale. Non è un’esagerazione. Guardando le foto che arrivano dal Mar Baltico, si vede chiaramente che la superficie è completamente ghiacciata, con le persone che ci camminano sopra come se fosse asfalto. Anche i fiumi nell’Europa orientale sono blocchi di ghiaccio immobili.
L’influenza dell’Atlantico e le sorprese da est
In questo scenario così variabile, l’oceano Atlantico cercherà di dire la sua. Porterà probabilmente altre nevicate abbondanti tra la Polonia e l’Ucraina, mitigando solo per un momento le temperature, ma il freddo da est non resterà a guardare. Anzi, tornerà a farsi strada prepotentemente, richiamato da una instabilità crescente nel bacino del Mediterraneo. Qui, il rischio di precipitazioni nevose improvvise, magari sotto forma di rovesci brevi ma intensi, inizia a diventare una possibilità concreta. In effetti, siamo entrati in quella che possiamo definire la terza fase della stagione invernale, quella che ci accompagna verso la fine di Febbraio. È un momento critico, lo sappiamo bene, perché quando il quadro generale è così frammentato, gli sbalzi termici diventano considerevolissimi e colpiscono senza preavviso.
Basta guardare cosa succede nell’America del Nord. A New York, una città che si trova alla medesima latitudine di Napoli, le temperature sono crollate di numerosi gradi sotto la media. Durante le prossime ore si toccheranno punte di 18°C sottozero, dopo che nella giornata di Sabato 7 la massima non ha superato i 10°C sotto lo zero. È un valore ragguardevole, insomma, che dimostra quanto la geografia possa poco quando l’aria fredda decide di scendere senza freni. Queste dinamiche hanno riflessi pesanti anche in Europa, dove la formazione di cicloni dalla forza inaudita ha già flagellato la Penisola Iberica, portando danni che in Spagna e Portogallo non si vedevano da tempo immemore.

Eventi estremi tra Roma e il Nord Italia
Non è andata meglio nella Spagna meridionale, colpita da temporali violenti e venti che hanno toccato i 150 chilometri orari. Ma torniamo all’Italia. Avete visto cos’è successo a Roma nella giornata di Sabato? Una grandinata furibonda ha imbiancato la capitale, un fenomeno decisamente fuori stagione nato dal mix esplosivo tra l’aria mite che risale dal sud e il freddo che resiste in quota. Queste situazioni sono figlie dirette di quel Meteo Estremo che, d’ora in avanti, diventerà la nostra nuova normalità. Anche al Nord Italia, dove per ora tutto sembra tranquillo, quasi parcheggiato in un’attesa immobile, le cose stanno per cambiare.
Il freddo di cui parlavamo si sta avvicinando pericolosamente. Tra le Isole Britanniche e la Francia si formerà a breve un’area di Alta Pressione, una configurazione che spingerà l’aria gelida dal Mar Baltico e dalle regioni scandinave dritto verso il cuore del Mediterraneo. Cosa dobbiamo aspettarci? Un abbassamento della temperatura diffuso su tutta la penisola e la possibilità di Neve a quote molto basse. Prevedere la neve in Pianura Padana è sempre un esercizio difficile, ma i modelli del centro meteo europeo iniziano a mostrare segnali per la metà del mese di Febbraio, con possibili fiocchi anche su Milano.
Vortice Polare e il rischio di un colpo di coda
Andiamo incontro a una fase del tutto nuova, più articolata e difficile da inquadrare con precisione. Questa variabilità estrema avrà quasi un sapore di Primavera per quanto riguarda l’energia in gioco, ma non certo per le temperature. Se di giorno vedremo dei picchi, la sera il termometro scenderà drasticamente e tornerà la nebbia. La vera Primavera è ancora lontana, probabilmente dovremo aspettare Marzo inoltrato, sempre che non ci siano colpi di coda invernali. D’altronde, con un Vortice Polare così instabile, tutto può succedere. Se non fosse “impazzito”, non vedremmo la neve a Tokyo, una metropoli che, nonostante la sua enorme Isola di Calore, si è risvegliata sotto un manto bianco.
L’Isola di Calore, ovvero quel calore urbano generato dall’asfalto e dai riscaldamenti, è un fattore che muta il clima delle nostre città, da Milano a Roma. Eppure, nemmeno questo scudo basta quando le correnti cambiano. Si parla molto di Stratwarming in questi giorni, un riscaldamento della stratosfera che potrebbe presentare il conto a Marzo. Insomma, il Vortice Polare è il vero regista di questo caos atmosferico nel nostro emisfero. Le correnti africane, dal canto loro, non portano un caldo duraturo ma si limitano a fornire l’umidità necessaria per alimentare tempeste e contrasti termici violenti. In Italia, specie al centro e al sud, vedremo ancora valori sopra la media, ma sarà un tepore illusorio destinato a scontrarsi con il gelo che preme da nord. I modelli cambieranno ancora, ne sono certo, perché la variabilità attuale, unita alla maggiore radiazione solare tipica del periodo, creerà scintille meteorologiche imprevedibili.
Credit
- World Meteorological Organization
- European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
- National Oceanic and Atmospheric Administration
- Nature Climate Change
- NASA Global Climate Change
