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Vagonate di perturbazioni sull’Italia: Domenica 15 SVOLTA meteo, badilate di NEVE

Tra mercoledì e sabato tre cicloni sui nostri mari: piogge, vento forte e nuove criticità soprattutto sui versanti occidentali

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
10 Feb 2026 - 11:30
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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L’Atlantico continua a dettare legge sul Mediterraneo e, nei prossimi giorni, lo farà con un ritmo quasi “da catena di montaggio”.

 

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(METEOGIORNALE.IT) Fronti in rapida sequenza, minimi ciclonici che si formano e si trasferiscono in poche ore, e una ventilazione destinata a diventare un elemento centrale della previsione. Il risultato sarà una settimana dinamica, con un’alternanza serrata tra fasi piovose, brevi pause e nuove ripartenze del maltempo.

 

Tre cicloni in pochi giorni: perché succede

L’elemento chiave è un flusso atlantico teso e continuo, capace di generare ciclogenesi ripetute sul bacino ligure e sui mari italiani. Entro sabato, lo scenario atteso prevede tre distinti vortici depressionari, ognuno associato a un proprio sistema frontale.

 

Il primo minimo, collegato alla perturbazione in transito entro mercoledì, tenderà a formarsi sul Golfo Ligure per poi trasferirsi rapidamente verso l’Adriatico centrale entro sera. Si tratta di una dinamica tipica: il minimo nasce sul lato sopravento dell’Appennino e poi “scivola” verso est seguendo la curvatura del getto.

 

A ruota, tra la notte di mercoledì e giovedì, una seconda depressione si svilupperà nuovamente sul Golfo Ligure, con un’evoluzione ancora più rapida verso il basso Adriatico nel corso della giornata.

 

Il terzo ciclone, infine, è quello più interessante in chiave evolutiva: atteso tra venerdì e sabato, sempre con genesi sul Ligure, potrebbe accompagnare un temporaneo ingresso di aria più fredda da nord, segnando il primo vero tentativo di cambio di circolazione.

 

Vento: possibile criticità nella giornata di giovedì

Con tre minimi in sequenza, il gradiente barico orizzontale sarà marcato. Questo significa una cosa molto concreta: vento forte.

 

La giornata di giovedì appare la più delicata sul piano eolico, con condizioni favorevoli a venti di burrasca o burrasca forte soprattutto sui bacini di ponente e lungo le coste esposte. In parallelo, la disposizione delle isobare potrebbe innescare anche episodi di föhn al Nord-Ovest, con aria secca e raffiche improvvise nelle valli e sulle pianure sottovento.

 

Piogge più organizzate sui versanti occidentali

La traiettoria delle perturbazioni, a prevalente componente occidentale, concentrerà i fenomeni soprattutto lungo la fascia tirrenica: dal Levante ligure fino alla Sicilia settentrionale, passando per Toscana, Lazio e Campania. Saranno queste le aree più esposte a precipitazioni persistenti e strutturate, mentre altrove i fenomeni risulteranno più irregolari e intermittenti.

 

Sul fronte neve, fino a giovedì la massa d’aria resterà relativamente mite: la quota neve sull’Appennino tenderà quindi a rimanere alta, spesso oltre i 1500 metri, con condizioni più favorevoli solo alle cime.

 

Diverso il discorso sulle Alpi: i settori di confine tra Piemonte e Valle d’Aosta potranno ricevere nevicate anche abbondanti, con limite neve indicativamente tra 900 e 1200 metri, e nuovi apporti possibili anche con la terza perturbazione.

 

La possibile svolta tra sabato sera e domenica

Il passaggio più importante, se la tendenza verrà confermata, potrebbe arrivare tra sabato sera e domenica 15 febbraio. L’ipotesi è l’inserimento di un cuneo anticiclonico dall’Atlantico verso la Scandinavia, una configurazione capace di forzare la rotazione dei venti dai quadranti settentrionali e di avviare una diminuzione più marcata delle temperature su gran parte d’Italia.

 

In questo contesto, la quota neve — rimasta elevata per quasi tutta la settimana — potrebbe finalmente scendere, con i primi fiocchi a quote di bassa montagna o collinari sul versante adriatico centrale.

 

Sarebbe una vera discontinuità: non tanto un’ondata di gelo, quanto la fine del dominio delle correnti atlantiche temperate e piovose e l’apertura di una fase più invernale, più fredda e più favorevole a neve a quote inferiori.

 

Come sempre in questi casi, la conferma dipenderà dai dettagli della traiettoria del terzo ciclone e dalla solidità del promontorio anticiclonico verso nord: due elementi che, a 4–6 giorni di distanza, meritano ancora un monitoraggio passo passo.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: aria artico marittimamaltempo tirrenoneve alpineve appenniniperturbazioni atlantichetreno di perturbazioni
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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