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Colpo di coda invernale, eccolo subito a Marzo sorprenderà l’Italia che vive la Primavera d’Inverno

Federico De Michelis di Federico De Michelis
24 Feb 2026 - 18:37
in A Scelta dalla Redazione, Alla Prima Pagina Meteo
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Marzo, torna l’inverno

Primavera invernale

(METEOGIORNALE.IT) Eccomi qua a svelare che che avrete un bel caos nelle previsioni meteo dei vostri dispositivi mobili. Eh sì, le previsioni che potete consultare sui vostri smartphone dicono che ci sarà il sole e che di pioggia non ne cadrà. Ci sarà bel tempo per molti giorni, insomma: tutto sommato il meteo in questo momento è in vacanza. Belle giornate miti, esageratamente miti, nonostante sia Febbraio, nonostante sia ancora in inverno meteorologico.

 

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Domenica 1° Marzo avremo l’inizio della primavera meteorologica. Beh sì, quella primavera tanto decantata dai poeti, dai nostri padri della lingua italiana. Tante poesie che abbiamo imparato a scuola parlavano di primavera, la stagione più utilizzata nella terminologia poetica, spesso anche nelle canzoni. La primavera è rinascita, effettivamente, e il tempo che c’è fuori è proprio quello della rinascita.

 

Tranne alcune aree che, di botto che hanno visto arrivare la nebbia e sparire il sole. Sono aree del Nord Italia, in Pianura Padana, dove l’anticiclone inizia a fare i primi danni. Sapete cosa succede? Questa alta pressione è un’anomalia meteorologica estrema che non dovrebbe palesarsi in questo periodo dell’anno. Anche perché ci sono temperature che salgono ben oltre i 20°C in varie regioni italiane. Oggi in Sardegna si sono raggiunti anche i 24°C, e in altre regioni si sono registrati valori persino superiori.

 

Febbraio si è perso

Insomma, quello che avviene non è il tipico tempo di Febbraio. Volendo potrebbe sembrare qualche giornata di fine Marzo. Pensate un po’ come sono cambiate le cose, come si sta manifestando il clima, quanto sia diventato bizzarro. Poi leggete le notizie che arrivano dall’America.

 

Il meteo americano ci riguarda da vicino

Gli americani fanno sempre le cose in grande. Ci propongono migliaia di film e serie TV: se accendete la televisione, prevalentemente vedrete produzioni americane. Lavorano in grande, mostrano sempre fenomeni scenografici, stratosferici. Anche i film nelle sale cinematografiche sono spettacolari, “molto americani”, si dice. E questa non vuole essere una critica nei confronti degli americani, bensì un riferimento a uno stile.

Uno stile che si riflette anche in ambito meteorologico, perché lì vivono veri e propri eccessi che noi in Europa, per nostra fortuna, non sperimentiamo. Molti di voi avranno visto la tempesta di neve che si è abbattuta nella regione di New York. La città ha avuto la sua grande nevicata, ma tra i grattacieli l’isola di calore urbana ha attenuato in parte l’impatto. Si è vista comunque una nevicata fino a mezzo metro, ma all’esterno la tempesta è stata micidiale: anche 70 centimetri di neve nelle zone più esposte, con vento che ha superato i 100 chilometri orari.

Da noi fenomeni simili avvengono a volte nelle zone montane più esposte. Possono capitare nei crinali alpini, nell’Appennino, talvolta durante ondate di freddo particolari. In passato succedevano anche in alcune aree del nord-est, come Trieste e le coste adriatiche, oppure in Sardegna sui monti esposti. Ma vedere bufere di neve come quelle americane, da noi, è una rarità sotto ogni aspetto.

E oltretutto negli Stati Uniti d’America tutto questo meteo estremo non è finito. New York vedrà nuove nevicate nei prossimi giorni. Nel cuore degli Stati Uniti si formerà un anticiclone mostruoso, più aggressivo di quello attualmente presente in Europa, mentre sulla costa orientale transiterà un’altra tempesta, con differenze di pressione esagerate tra alta e bassa pressione. Questo spingerà venti fortissimi dal Canada verso la costa nord-orientale: aria fredda, tempeste di neve, meteo estremo. Il meteo americano, sostanzialmente.

 

Noi in Europa non staremo a guardare l’America

Noi in Europa non abbiamo quegli eccessi, ma abbiamo altre criticità. I climatologi hanno definito la nostra vecchia Europa un hotspot dei cambiamenti climatici, perché ci stiamo avvicinando a dinamiche estreme. E riflettendoci bene, anche il meteo americano è diventato più estremo rispetto al passato.

Qui in Italia, ad esempio, le tempeste che si sono abbattute negli ultimi mesi al Sud non credo abbiano creato assuefazione: sono state vissute come fenomeni eccezionali. E con questa crescente eccezionalità cosa succede? Ci troviamo spiazzati anche dal punto di vista previsionale.

 

I modelli matematici in parte ci aiutano, ma dall’altra vanno in confusione. Proiettano cambiamenti che poi ritrattano, per poi riproporli. Tutto questo crea difficoltà enormi nel fare previsioni. L’alta pressione viene prevista, a giorni alterni, durare dieci giorni; altre emissioni modellistiche la riducono a pochi giorni, con un ritorno del meteo invernale.

L’impressione, osservando un insieme di modelli e altri parametri, è che questa alta pressione possa non durare così a lungo. Anzi, l’aria fredda presente nel nord-est europeo, ora sulla Scandinavia, potrebbe nuovamente avanzare verso sud. I modelli lo mostrano chiaramente: il Vortice Polare si rimette in moto e potrebbe richiamare aria fredda verso latitudini più basse.

 

C’è poi la questione del forte riscaldamento della stratosfera, il cosiddetto Stratwarming. Non sappiamo ancora quali effetti avrà. Non vorrei che si manifestasse ad Aprile: vorrei una primavera vera ad Aprile, non un colpo di coda invernale di due settimane. A un certo punto, le stagioni dovrebbero essere coerenti con il nome che portano.

 

Siamo in una fase di meteo estremo e di anomalie climatiche costanti. Non stiamo vivendo il clima secondo quello schema che chiamiamo medie climatiche. E c’è chi dice: “Ma in passato succedeva”. Certo, ma esistono archivi meteorologici che parlano chiaro. I numeri non si inventano: indicano temperature, piovosità, giorni nuvolosi o soleggiati. Le medie climatiche si calcolano su un trentennio, con dati raccolti quotidianamente.

 

Negli ultimi trent’anni il riscaldamento è diventato marcato, in modo evidente a partire dal 2003. In quell’anno si verificò un’ondata di calore eccezionale, che oggi viviamo quasi ogni estate, magari non con la stessa intensità assoluta, ma con similitudini evidenti. Eppure, nell’Aprile 2003, ci fu un’ondata di freddo che portò la neve sulle coste adriatiche. Pensate: neve sulle coste adriatiche in Aprile.

Oggi, invece, la neve sulle coste adriatiche non cade quasi più nemmeno in pieno inverno. Anche questo è meteo estremo. Le eruzioni di aria fredda, quest’anno, si sono fermate poco distante dall’Italia, hanno gelato fiumi e laghi altrove, ma non sono arrivate fin qui.

 

Marzo pessimo secondo il Centro Meteo Europeo

Il rischio è che possano farlo in primavera. Rischio non significa certezza, ma possibilità concreta. Il Centro Meteo Europeo ECMWF indica un mese di Marzo per l’Italia con temperature inferiori alla media climatica. Sono proiezioni a lungo termine, certo, ma aprono scenari interessanti.

 

Il Cambiamento Climatico ha cancellato la Primavera

Ci troviamo così a ipotizzare una primavera compromessa, non una vera stagione di mezzo. Ne ho parlato spesso: autunno e primavera stanno perdendo la loro identità, trasformandosi in un mix di caratteristiche estive e invernali.

Al momento non posso dire se nevicherà o meno. Posso dire che la prima decade di Marzo sembra orientata verso un deciso raffreddamento, con calo termico e ritorno della neve sui rilievi, a partire dalle Alpi. Poi vedremo, passo dopo passo, considerando la presenza dell’alta pressione e una situazione atmosferica molto anomala sul Nord America, che pur essendo distante esercita riflessi anche sull’Europa.

 

Crediti:
Dati e proiezioni modellistiche: ECMWF – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine
Analisi climatologiche internazionali: NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration (METEOGIORNALE.IT)

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Federico De Michelis

Libero professionista nel campo dei dati meteo e dell’Osservazione della Terra. Laurea in Ingegneria Spaziale (Brunel University London). Formazione avanzata in meteorologia in Europa e in Canada, con approfondimenti su modellistica numerica, telerilevamento e analisi dei dati ambientali. Cosa faccio Previsione operativa e analisi per settori meteo-sensibili (energia, outdoor, eventi, turismo) Interpretazione di prodotti satellitari e di modelli (EO/remote sensing) Assessment dei rischi meteo-climatici e reportistica Divulgazione e supporto a media e progetti educativi/R&D Lavoro all’intersezione tra scienza, tecnologia e decisioni concrete, con attenzione a qualità dei dati e comunicazione chiara. La meteorologia è la mia passione fin da bambino; dopo un anno di liceo all’estero mi sono trasferito a Londra dove ho conseguito la laurea alla Brunel University London.

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