So molto bene che si rischia di essere ripetitivi. Vi abbiamo parlato oggi di un evento atmosferico in alta quota che potrebbe determinare una situazione meteo capace di rovinare le condizioni meteorologiche del mese di Marzo. Se dovesse avvenire un vero e proprio split del Vortice Polare e questo andasse poi a influenzare la troposfera in Europa, arriverebbe aria molto fredda proveniente dalla Siberia. E tutto questo succederebbe a Marzo, tra l’altro già inoltrato di qualche giorno, probabilmente subito dopo la prima decade.
Nel frattempo, osservando i modelli matematici, non si vede tanto l’influenza di questo forte Riscaldamento della Stratosfera a livello troposferico, quanto piuttosto l’instaurarsi di una nuova circolazione atmosferica invernale sull’Europa e, in particolare, sull’Italia. Una situazione che, peraltro, favorirebbe precipitazioni anche sulle regioni settentrionali, con temperature decisamente sotto la norma.
A questo punto viene davvero da chiedersi se Marzo, primo mese della primavera meteorologica, potrà regalarci fioccate o addirittura episodi di neve persino in Pianura Padana. Sì, potrebbe succedere. Lo evidenziano, ad esempio, le proiezioni più recenti emesse dal Centro Meteo Europeo ECMWF, che mostrano una chiara anomalia meteorologica. Un’anomalia che diventa anche climatica, perché l’inverno, in teoria, dovrebbe essere ormai concluso.
Con l’avvicinarsi di Marzo, le temperature erano cresciute su gran parte dell’Europa occidentale, complice un anticiclone di matrice nordafricana. Tutto questo mentre vi abbiamo raccontato più volte della fortissima tempesta di neve che sta colpendo il nord-est degli Stati Uniti, in particolare New York, dove si registra una delle nevicate più intense degli ultimi 10-15 anni. Certo, lì il clima è diverso e differente è anche la dinamica atmosferica.
Tuttavia, anche oltreoceano la situazione è anomala: si è formato un nuovo ciclone bomba, come accaduto di recente. Un ciclone bomba è una bassa pressione che vede crollare il valore barico nel suo minimo di circa 24 hPa in 24 ore, generando non solo maltempo ma anche venti violentissimi. Il nord-est degli Stati Uniti è sotto una vera e propria tempesta, con raffiche impetuose e precipitazioni intense, in una situazione di emergenza.
In Europa, al momento, non abbiamo una bomba meteo così profonda. Quello che emerge dal modello matematico europeo è una prima decade di Marzo che segna il declino del meteo primaverile affermatosi a fine Febbraio. È un controsenso, perché ci si aspetta che, con l’avanzare della stagione e l’allungarsi delle giornate, il clima diventi progressivamente più mite. Invece sembrerebbe accadere il contrario: maggiore presenza di sole ma temperature in calo.
Proprio nei primi giorni di Marzo è atteso un abbassamento termico anche significativo. Dai valori decisamente superiori alla media si potrebbe passare a temperature inferiori alla norma, con aria fredda proveniente da est. Si potrebbe infatti formare un’area di bassa pressione capace di convogliare verso l’Italia correnti fredde orientali, in un contesto instabile e perturbato.
In questo scenario, le precipitazioni in Pianura Padana arriverebbero dall’Adriatico. L’aria fredda non sarebbe ostacolata dall’arco alpino, come accaduto per gran parte dell’inverno, ma entrerebbe proprio dal corridoio adriatico, il canale più favorevole alle ondate di freddo. Dopo aver transitato sul mare, l’aria raggiungerebbe la terraferma senza trovare sbarramenti e verrebbe intrappolata tra Alpi e Appennini, formando una sacca fredda nei bassi strati. L’umidità dell’Alto Adriatico alimenterebbe le precipitazioni, attese tra poco più di una settimana, che potrebbero assumere carattere nevoso a quote basse e, localmente, persino in pianura.
Se guardiamo al passato, però, non si può parlare di una vera anomalia. Anche in altri anni Marzo ha regalato nevicate copiose. Non è un mese pienamente primaverile, ma un periodo di transizione tra inverno e primavera, che mediamente si afferma tra metà Aprile e Maggio. Già a Maggio, tuttavia, si iniziano a registrare i primi 20°C diffusi.
Con il Cambiamento Climatico, però, tutto appare più estremo. Le irruzioni fredde diventano più violente e tardive, così come quelle calde risultano più intense e precoci. L’ondata attuale, ad esempio, vedrà il 24 Febbraio picchi di 20°C in Val Padana, valori elevatissimi per il periodo. Non si tratta di effetto favonico, ma di un vero episodio caldo legato a un Heat Dome, una compressione dell’aria nei bassi strati dovuta a un’alta pressione intensa sia al suolo sia in quota.
In Francia, fino a poco tempo fa in pieno inverno, si registravano precipitazioni abbondantissime di origine oceanica. Anche Parigi ha visto due nevicate significative, così come Londra nel Regno Unito. L’intero settore dell’Europa occidentale ha sperimentato piogge copiose, un altro volto del meteo estremo.
E ora questo meteo estremo sembra voler bussare anche a Marzo, ma con caratteristiche invernali. Proprio nel momento in cui l’inverno dovrebbe chiudersi, potrebbe tornare con venti da est, da dove nasce il grande freddo europeo, accompagnato da precipitazioni.
Non sarebbe una novità assoluta. Ricordo bene l’Aprile 1985, la Pasquetta, con nevicate abbondanti sull’Appennino centro-meridionale a quote collinari. Eventi estremi, certo, ma oggi la differenza è che l’estremizzazione appare quasi quotidiana. A Febbraio abbiamo avuto due perturbazioni violentissime sul Mediterraneo, con raffiche fino a 180 km/h. A Gennaio, un’altra tempesta ha provocato danni ingenti, soprattutto sulle coste orientali della Sardegna e su quelle ioniche.
L’inverno era iniziato con un altro evento da est: sul Piemonte occidentale, a Prato Nevoso, si sono registrati circa 300 centimetri di neve in un’unica nevicata. Quantitativi eccezionali, che hanno fatto il giro del mondo. Non erano immagini generate dall’intelligenza artificiale, ma un evento reale.
Il vento da est è insidioso in Italia: colpisce le regioni adriatiche, quelle ioniche, la Sardegna orientale, ma può essere pericoloso anche in Piemonte, dove può favorire alluvioni o nevicate intense per effetto stau contro l’arco alpino. In uno scenario simile, non si escludono nuove abbondanti nevicate sulle Alpi piemontesi e sulla Valle d’Aosta orientale.
Vi ho parlato di una primavera anticipata che rischia di perdere i suoi boccioli, perché l’inverno sembra voler dire ancora la sua, proprio nei primi giorni di Marzo. Se lo split del Vortice Polare dovesse compiersi, la situazione diventerebbe complessa. Ondate di freddo tardive si sono già verificate in passato, anche in Aprile, con danni agricoli e disagi diffusi.
C’è poi il tema del riscaldamento domestico: in molte città italiane lo spegnimento dei termosifoni è previsto già a Marzo, mentre nel nord Italia la data ufficiale è il 15 Aprile. In passato alcuni sindaci hanno dovuto emanare ordinanze per riattivarli fino ai primi di Maggio, a causa di nevicate tardive.
Il meteo estremo è questo. La primavera sembra sempre più compressa tra colpi di coda invernali e anticipi estivi. Dura meno, appare schiacciata. È ciò che emerge dalle ultime elaborazioni dei modelli matematici. Parliamo, naturalmente, di proiezioni fino a due settimane: scenari possibili, non certezze.
Ma l’ipotesi che Marzo possa offrire poca primavera e molto inverno, oggi, è tutt’altro che remota.
Crediti
Dati e proiezioni: ECMWF – European Centre for Medium-Range Weather Forecasts
Approfondimenti climatici: NOAA – National Oceanic and Atmospheric Administration