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Marzo pieno di NEVE? Non sarebbe un paradosso: ecco perché

Davide Santini di Davide Santini
20 Feb 2026 - 11:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Marzo è da sempre un mese dalle condizioni meteo pazze per eccellenza. Non a caso, anche in passato si poteva passare, in pochi giorni, da un assaggio di primavera, con temperature miti e giornate luminose, a improvvisi ritorni d’inverno, con freddo pungente e scenari quasi da piena stagione fredda.

 

Un approfondimento

Nel corso degli anni, volendo vedere nemmeno tanto in là nel tempo, non sono mancate annate in cui marzo si è distinto per caratteristiche decisamente invernali. In alcune occasioni è stato addirittura rigido, con temperature gelide e nevicate frequenti.

 

E non si trattava soltanto delle aree montane, dove la neve in questo periodo è del tutto normale. Anche le zone di pianura, che solitamente iniziano a percepire i primi segnali di una primavera in graduale affermazione, potevano ritrovarsi imbiancate. Sembra così strano parlare di neve, ora che arriva un promontorio subtropicale particolarmente esteso.

 

Una domanda puntigliosa

Con tutta onestà. Chi avrebbe scommesso su una quasi totale assenza dell’alta pressione in buona parte dell’inverno? Probabilmente nessuno. Questa stagione fredda, nonostante non sia stata ovviamente rigidissima, ha stupito molti, soprattutto perché alcuni segnali emersi in autunno lasciavano presagire scenari ben diversi. Stop improvviso di precipitazioni e alta pressione infinita.

 

Guardiamo al Vortice Polare

Affinché marzo possa riservare ulteriori sorprese, sarà determinante lo stato del Vortice: dovrà restare debole o comunque incapace di reagire con efficacia ai disturbi provenienti dalla troposfera. È vero che i modelli matematici prospettano anche evoluzioni differenti e, dopo mesi caratterizzati da abbondanti precipitazioni, una fase più stabile e soleggiata non dispiacerebbe.

 

Un anticipo primaverile non sarebbe certo un evento inedito. Ciò non toglie che, analizzando le possibilità, comunque marzo possa essere ricco di episodi nevosi, almeno a quote interessanti. Sarebbe già successo più volte…

 

Vortice polare che, dopo una prima fase di accelerazione, potrebbe ritornare a essere particolarmente debole. Questo vorrebbe dire un mese di marzo molto vivace per quanto riguarda le piogge.

 

Una discussione

Non sorprende, quindi, che alcuni modelli intravedano, seppur rimanendo nel range probabilistico, di nuove spinte anticicloniche verso nord, tali da configurare blocchi capaci di convogliare masse d’aria fredda verso latitudini più basse.

 

In passato, proprio a marzo, tali dinamiche hanno dato origine a ondate di gelo. Abbiamo recentemente trattato dell’episodio del 2005. Ricapiterà? Ovviamente è impossibile dirlo con precisione. Stiamo andando in un range climatico dove il freddo arriva col contagocce e il caldo domina. Ma è proprio qui che sta l’apparente paradosso. Fa meno freddo di un tempo, ma nessuno ci dice che le ondate di gelo siano sparite.

 

E se fossero proprio in marzo? Comunque sia, mal che vada, ricordiamoci che le Alpi saranno interessate da vere e proprie tempeste di neve, per lo meno in quota. Bastano delle semplici condizioni meteo di stampo primaverile per far arrivare la Dama Bianca sulle nostre montagne.

 

Marzo mese della neve? Sicuramente per le montagne si. Cortesia di Natalia_Kollegova, pixabay.

 

Credits

ECMWF

Global Forecast System del NOAA, 

ICON

AROME

ARPEGE

IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change)

Copernicus Climate Change Service (C3S)

NASA Goddard Institute

American Meteorological Society

JMA –

WMO – World Meteorological Organization (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alpialta pressioneanticipo di primaverablocchi anticiclonicicambiamento climaticocondizioni meteo pazzeepisodio marzo 2005Masse d’Aria Freddameteo marzomodelli matematicinevicate in pianuraondate di geloprecipitazioni abbondantiprevisioni meteo marzoPromontorio subtropicalerange climatico attualeritorno dell’invernotempeste di nevevariabilità climaticavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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