
(METEOGIORNALE.IT) Siamo in un periodo dal meteo particolarmente dinamico. Da diverse settimane, infatti, le perturbazioni in arrivo dall’oceano dominano lo scenario italiano e non solo. Ce ne accorgiamo anche con le fortissime ondate di maltempo che si sono susseguite ad esempio in Spagna.
Non fa freddo!
Manca però il freddo, quello vero. Solo alcune aree del Nord-Ovest riescono ancora a sperimentare condizioni pienamente invernali, grazie a una combinazione favorevole di orografia e geomorfologia grazie alla quale si trattiene il freddo. Si tratta però di situazioni limitate, legate a microclimi locali, perché altrove il clima rimane pressoché primaverile.
Di fatti, sul resto della Penisola prevalgono correnti meridionali, che trasportano aria più mite e umida. Questo pattern meteo mantiene le temperature su valori piuttosto elevati per il periodo, come si può notare dall’immagine allegata. Le precipitazioni non mancano e risultano spesso abbondanti, anche fin troppo, ma la neve continua a interessare quasi esclusivamente le zone montuose, a quote medio-alte.
Gelo lontano
Con il continuo susseguirsi di perturbazioni atlantiche dirette verso il Mediterraneo, miti e umide, appare piuttosto difficile ipotizzare, almeno nel breve periodo, l’arrivo di masse d’aria molto fredde di origine artica o, peggio ancora, continentale.
Ma attenzione che ci potrebbe essere qualche sorpresa interessante. In particolare, nel fine settimana compreso tra il 14 e il 15, l’Artico potrebbe tornare protagonista, favorendo una discesa di aria fredda verso l’Europa meridionale. Sarà coinvolta anche l’Italia? Scopriamolo nel prossimo paragrafo.
Ma potrebbe cambiare
Questa tendenza è attualmente supportata dai principali modelli previsionali, i quali ipotizzano una possibile espansione dell’alta pressione delle Azzorre sull’Atlantico orientale. Tale configurazione è tipica dell’arrivo di masse d’aria di origine nord-occidentale, portatrici di clima più freddo e di precipitazioni nevose a quote un po’ più interessanti, soprattutto nelle regioni meridionali italiane.
Concludiamo dicendo che si tratta ancora di una proiezione meteo a 6/7 giorni. Pertanto, giova ricordare che saranno necessari aggiornamenti modellistici per sapere se effettivamente la situazione andrà in porto. Ricordiamo che alcuni dettagli si possono studiare solo a poche ore dall’evento in questi casi.

Credits
L’articolo è stato redatto analizzando attentamente i run dei modelli meteo seguenti e rieditati dall’autore: ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE (METEOGIORNALE.IT)
