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Meteo, Marzo accelera: l’Italia entra nella fase “da maniche corte”, ecco le REGIONI più esposte

Perché marzo può fare così: promontorio subtropicale, getto più alto e aria mite che risale dal Mediterraneo

Angelo Ruggieri di Angelo Ruggieri
09 Feb 2026 - 16:00
in A La notizia del giorno, Alla Prima Pagina Meteo, Meteo News
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In Italia il primo vero “respiro” di caldo primaverile non è una data fissa, ma il risultato di un equilibrio delicato tra dinamica atmosferica e fattori locali.

 

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(METEOGIORNALE.IT) In media, le prime giornate con massime diffusamente oltre 20°C iniziano a comparire tra la seconda metà di marzo e aprile, con un Sud spesso in anticipo e un Nord che arriva più tardi, soprattutto se persistono correnti atlantiche o infiltrazioni fredde.

 

Quando però parliamo di “primo caldo” in senso pieno — cioè le prime punte oltre 25°C, con sensazione già quasi estiva — entrano in gioco meccanismi più selettivi. In altre parole: non basta che il sole sia più alto e le giornate più lunghe. Serve una configurazione sinottica precisa.

 

Il ruolo decisivo degli anticicloni: chi “vince” tra Azzorre e Africa

Il primo fattore è la natura dell’alta pressione.

Un anticiclone delle Azzorre può portare tempo stabile e temperature gradevoli, ma spesso con aria ancora relativamente fresca in quota: il risultato è un caldo “pulito”, raramente estremo.

 

Diverso è il caso del promontorio subtropicale nord-africano, che trasporta isoterme più alte in quota e consente alle massime di impennarsi rapidamente, soprattutto su Sud, Isole e versanti tirrenici.

 

Quando il promontorio si “aggancia” a un blocco anticiclonico (wave breaking anticiclonico), la fase calda diventa anche più duratura: non solo un picco di 24 ore, ma un episodio strutturato.

 

NAO, AO e scambi meridiani: perché alcuni anni il caldo arriva tardi

A scala emisferica, la data del primo caldo è fortemente modulata dagli indici di circolazione:

  • con NAO positiva o neutra, le perturbazioni scorrono più a nord e il Mediterraneo può entrare più facilmente in una fase stabile e mite;
  • con NAO negativa e AO negativa, aumenta la probabilità di discese fredde, saccature mediterranee e tempo instabile: il caldo vero tende a slittare.

In primavera, basta anche un singolo affondo freddo ben piazzato per “resettare” le temperature e rimandare di 7–10 giorni il primo episodio caldo.

 

Il sole cambia tutto: a fine marzo l’atmosfera risponde più in fretta

Un anticiclone a fine marzo scalda molto più di uno a fine febbraio, anche se le masse d’aria sono simili. Questo perché:

  • l’irraggiamento è nettamente superiore,
  • il suolo si riscalda più rapidamente,
  • la durata del giorno aumenta e favorisce massime più alte.

Se inoltre l’aria è secca e il cielo resta sereno, il riscaldamento diurno diventa estremamente efficiente.

 

Mare, città e trend climatico: il “pavimento” si è alzato

Negli ultimi anni, un elemento sempre più importante è il contesto di fondo: temperature medie più alte e mari mediamente più caldi. Questo non significa che il caldo debba arrivare sempre prima, ma aumenta la probabilità che una singola rimonta subtropicale produca valori notevoli già tra fine marzo e aprile.

 

In parallelo, le isole di calore urbane fanno percepire il primo caldo in modo più precoce e intenso nelle grandi città rispetto alle aree rurali.

 

In sintesi

Il primo caldo primaverile in Italia dipende soprattutto da:

  • traiettoria del getto e onde di Rossby;
  • presenza e tipo di anticiclone (azzorriano vs africano);
  • fase NAO/AO e scambi meridiani;
  • irraggiamento crescente stagionale;
  • stato del Mediterraneo e trend climatico di fondo.

 

È proprio questa combinazione a spiegare perché alcuni anni “sembra maggio” già a marzo, mentre in altri si resta in giacca fino ad aprile inoltrato.

 

Credit: questo articolo è stato realizzato analizzando i dati dei modelli matematici ECMWF e Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, UKMO per le previsioni meteorologiche. (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: caldo anomalo italiacaldo anticipatocaldo marzoprevisioni marzo
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Angelo Ruggieri

Angelo Ruggieri ha acquisito la certificazione di Tecnico Meteorologo Dekra nel 2019 e nel 2020 è entrato a far parte di AMPRO (Associazione Meteo Professionisti) in qualità di Meteorologo. Si occupa di previsioni meteorologiche da oltre 25 anni. Ha redatto rapporti di eventi e studi climatologici sul proprio territorio regionale. Si occupa saltuariamente di presentazione di previsioni meteorologiche all'interno di rubriche televisive. Ha pubblicato nel 2017 un'opera dal titolo "La neve a Lanciano dal 1836 al 2016". Pubblica quotidianamente previsioni ed analisi meteorologiche su diversi siti meteo. Ha diverse specializzazioni conseguite negli anni in: 'Meteorologia di base', 'Meteorologia avanzata', 'Meteorologia in mare' presso il Centro Epson Meteo.

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