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Inverno 2026: storia di una stagione dal meteo stravolto, cosa sta accadendo in Italia

Davide Santini di Davide Santini
10 Feb 2026 - 11:00
in A Scelta dalla Redazione, Ad Premiere, Meteo News
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(METEOGIORNALE.IT) Non manca molto alla fine dell’inverno meteorologico. E anche stavolta le condizioni meteo non sono state tante invernali. Sì è vero, abbiamo avuto un buon mese di gennaio, con diverse nevicate a quote di pianura e tante precipitazioni. Ma questo è semplicemente un accontentarsi del clima attuale.

 

Freddo spesso latitante

Quante volte i modelli hanno calcolato una possibilità di irruzione fredda che poi è stata molto meno forte del previsto? Le irruzioni di aria artica, ad esempio, mostrano sempre maggiori difficoltà nel loro movimento verso le basse latitudini, restando spesso confinate a nord o esaurendosi (almeno in parte) prima di raggiungere il Mediterraneo.

 

Parallelamente, le figure anticicloniche tendono a occupare spazi sempre più ampi. Certo, quest’anno abbiamo avuto davvero poche anticicloni, e questo probabilmente è un bene. Ma il prezzo da pagare è quello di avere precipitazioni incessanti. E questa cosa non è certo un bene.

 

Freddo che è stato spesso latitante, o comunque relegato alle latitudini più alte.

 

Vortice polare a tratti

È vero che un vortice debole non è garanzia di gelo in Italia. L’avevamo scritto in un articolo che vi invitiamo a leggere. Ma è pur vero che con un vortice così debole si fatica lo stesso ad avere irruzioni di aria gelida.
Come se non bastasse, a tutto questo si aggiunge un Mediterraneo sempre ostinatamente più caldo, capace di alimentare fasi perturbate intense e talvolta estreme.

 

Il ciclone Harry non sarebbe stato possibile di tale intensità, fino a pochi anni fa, nel cuore di gennaio. E anche il lunghissimo periodo che stiamo vivendo, con precipitazioni fuori scala, non è affatto tipico della seconda metà dell’inverno.

 

Parte la primavera?

In questo contesto, chi apprezza temperature gradevoli e le prime vere giornate a maniche corte potrebbe trovare motivi di soddisfazione. Viceversa, per gli amanti del freddo e della neve, invece, resta l’amarezza per un’ennesima occasione sfumata e la crescente percezione di un inverno mediterraneo in evidente difficoltà.

 

Ma più che illusioni dobbiamo pensare davvero che il clima non è più quello di una volta. Sicuramente le condizioni meteo potranno essere ancora di stampe invernale. Ma non più per due o tre mesi. Semmai solo per qualche settimana. Esattamente come successo in questo inverno 2026, con le prime due settimane di gennaio molto fredde e poi basta.

 

Mappa meteorologica del modello GFS per gli ultimi giorni del mese di febbraio. È solo una tendenza Ma si notano figure di alta pressione che cominciano a salire di latitudine.

 

Credits

ECMWF, Global Forecast System del NOAA, ICON, AROME, ARPEGE, Copernicus (METEOGIORNALE.IT)

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Tags: alta pressioneanticicloneAROMEARPEGEcambiamento climaticoCiclone HarrycopernicusECMWFeventi meteorologici estremifreddo latitantegfsICONinverno 2026irruzioni articheMediterraneo caldometeo Italianeve a bassa quotaprecipitazioniprevisioni meteoprimavera anticipatavortice polare
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Davide Santini

Davide Santini

Davide Santini, laureato magistrale in Fisica. Ha effettuato una tesi triennale con il professor Vincenzo Levizzani sui temporali, sulla loro suddivisione e sui fenomeni più violenti. Ha poi approfondito la tesi magistrale, con il professor Maugeri e il professor Miglietta, analizzando la correlazione tra aumento termico della temperatura estiva e probabilità di promontori di alta pressione di matrice subtropicale. Ha collaborato e collabora tuttora con Nimbus, la rivista di meteorologia italiana. Collabora dal 2018 per diverse testate meteorologiche italiane (5 in totale) e in particolare ha una esperienza quinquennale con il sito web Meteo Giornale. Tratta numerose tematiche, tra le quali previsioni a breve, medio e lungo termine; climatologia; cambiamenti climatici; etica ambientale. È esperto di analisi modellistica, di tendenze a lungo termine e analisi di radiosondaggi e profili termici verticali dell'atmosfera. È inoltre insegnante rinomato, dove prepara gli studenti delle superiori e dell'università, idoneo a trattare concorsi pubblici e privati, con professionalità e impegno.

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