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Isole Canarie, il deserto di Lanzarote diventa verde come l’Irlanda. Piogge mai viste

Lanzarote verde e piogge record: l'anomalia delle Canarie

Andrea Meloni di Andrea Meloni
10 Feb 2026 - 10:20
in A La notizia del giorno, Cronaca Meteo, Meteo News
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Lanzarote e Canarie piogge record. L’isola desertica diventa verdissima.

(METEOGIORNALE.IT) Avete presente quel paesaggio lunare, quasi marziano, che ci si aspetta di vedere atterrando a Lanzarote? Ebbene, dimenticatelo, almeno per ora. Negli ultimi mesi l’isola ha mostrato un volto che definirei quasi “impossibile”, con campi di lava e il celebre malpaís vulcanico che si sono tinti di un verde smeraldo intenso. Non è un filtro di Instagram e nemmeno un miraggio, ma la conseguenza diretta di una quantità di acqua che, diciamolo, da queste parti non si vedeva da un pezzo.

La stampa locale non usa mezzi termini e parla di accumuli davvero anomali. Per darvi un’idea concreta, secondo quanto riportato da La Voz de Lanzarote, tra l’inizio di Dicembre e il 5 Gennaio si sono riversati fino a 840 l/m² su alcune aree specifiche dell’isola. Un dato impressionante, comunicato dal Consorcio de Seguridad y Emergencias, che ci fa capire come il rubinetto del cielo sia rimasto aperto ben oltre il solito acquazzone passeggero.

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Una sorta di macchina atmosferica bloccata in Atlantico

Ma perché sta piovendo così tanto? La risposta va cercata guardando le mappe sinottiche, quelle che i meteorologi osservano con il caffè in mano al mattino. La chiave di tutto non è una semplice corrente, bensì una circolazione atmosferica che per settimane è rimasta come “incantata”, stazionaria sull’Atlantico. In pratica, un getto polare particolarmente intenso è stato costretto a scorrere a latitudini più basse del solito, aprendo, di fatto, un’autostrada per le borrasche atlantiche dirette verso la Penisola Iberica e le Isole Canarie.

L’agenzia meteorologica spagnola, AEMET, lo ha messo nero su bianco in un avviso speciale, parlando di un pattern persistente. Ma c’è di più. All’interno di questo schema si è verificato un innesto decisivo, quasi un “boost” di energia: alcune depressioni, come la tempesta Leonardo citata dagli esperti, sono riuscite a pescare e trascinare con sé masse d’aria di origine tropicale.

Parliamo di un contenuto di acqua precipitabile descritto come “particolarmente anomalo” per la stagione. In parole povere, non è solo che passano tante perturbazioni, il punto è che queste arrivano cariche di umidità, alimentate da quella che i media spagnoli chiamano “río atmosférico”, un vero e proprio fiume atmosferico. È un pennacchio di vapore che parte dai Caraibi o da latitudini molto basse e impatta con violenza, scaricando piogge diffuse e persistenti.

 

Un Gennaio da record per tutto l’arcipelago

Non pensiate che sia un fenomeno limitato al giardino di casa di qualcuno a Lanzarote. Il quadro generale delle Canarie certifica un Gennaio eccezionalmente bagnato. AEMET ha registrato una precipitazione media di 67,2 mm, che corrisponde al 186% di quello che ci si aspetterebbe guardando la media climatica tra il 1991 e il 2020. Siamo di fronte al quindicesimo mese di Gennaio più umido dal 1961. Insomma, non si tratta del classico temporale isolato, ma di una sequenza di fasi perturbate che ha coinvolto un’area vastissima.

Tuttavia, chi conosce la storia climatica di queste isole sa che non è una novità assoluta. La letteratura scientifica spagnola ci ricorda che l’arcipelago vive di eccessi, alternando lunghi periodi di siccità a episodi di piogge estreme. Basta spulciare gli archivi per ritrovare il famoso “aluvión” del 1826, o le inondazioni del 1957 a La Palma, fino al disastroso evento del 31 Marzo 2002 a Santa Cruz de Tenerife. Anche nel Marzo 1993 ci furono accumuli spaventosi sulle zone montuose.

La differenza, oggi, sta forse nella combinazione di fattori: la frequenza martellante degli impulsi, la persistenza su suoli ormai saturi e quell’alimentazione subtropicale ricca di vapore. È questo mix che spinge molti a parlare di eventi da record. In Spagna, testate come El País collegano queste piogge anche a una debolezza del “chorro polar”, il getto polare, che permetterebbe alle borrasche di seguire traiettorie insolite, quasi “pigre”, rifornendosi di umidità in un contesto di Riscaldamento Globale dove l’atmosfera può trattenere più vapore.

 

Il ruolo del Vortice Polare

C’entra davvero il Vortice Polare o l’Amplificazione Artica? Qui bisogna andarci coi piedi di piombo. Non possiamo attribuire ogni singola pioggia ai grandi cambiamenti climatici, ma il nesso fisico è plausibile. Un getto polare più ondulato favorisce i blocchi atmosferici, e in questo scenario le perturbazioni possono scivolare verso sud, insistendo per giorni sullo stesso settore, che in questo caso è l’area tra Iberia, Marocco e Canarie.

E la terra, come risponde? Lanzarote ha una capacità di reazione straordinaria. I suoi suoli, abituati alla sete, esplodono di vita non appena il bilancio idrico diventa positivo. Il verde che vediamo oggi non è altro che la risposta vegetativa effimera di piante annuali ed erbacee che, sentendo l’acqua, si affrettano a compiere il loro ciclo vitale. È la testimonianza visiva più potente del fatto che non ha piovuto forte per un giorno, ma che l’acqua è stata una compagna costante per settimane.

 

Fonti (METEOGIORNALE.IT)

  • NOAA – Understanding Atmospheric Rivers
  • WMO – State of the Global Climate
  • Met Office – What is the Jet Stream?
  • Copernicus Climate Change Service – Arctic Amplification explanation
  • IPCC – Sixth Assessment Report (Physical Science Basis)
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Tags: aemetanomalia atlanticoclima spagnafiume atmosfericometeo canariepiogge lanzarotevortice polare
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Andrea Meloni

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Sono fondatore, editore e responsabile di numerosi portali meteorologici, italiani e internazionali. Oltre che ti siti web di marketing e visibilità, blog personali di nicchia. La mia avventura nel mondo digitale è iniziata nel 1995, quando pubblicai i primi articoli meteorologici in lingua italiana sui portali dell’epoca. Per questo motivo sono stato definito tra i veterani del web. Dopo aver sfiorato l’ingresso all’Accademia Aeronautica, ho intrapreso un percorso formativo alternativo che mi ha permesso di costruire una solida competenza nel campo della meteorologia. Dal 2000 mi occupo di sviluppo di previsioni meteo, progettazione di servizi dedicati alla meteorologia e marketing. La mia formazione precedente mi ha inoltre consentito di acquisire una visione ampia e multidisciplinare. La scuola mi ha fornito strumenti importanti, ma quelli più validi si sono rivelati quelli acquisiti da autodidatta, grazie a un interesse costante per l’innovazione e per la creazione di soluzioni nuove ed esclusive. Ho fondato il primo giornale meteorologico online italiano, da qui anche altri, recensito alla fine degli anni Novanta nel CD Internet no problem de La Repubblica e citato anche da altre testate nazionali. Nel corso degli anni ho creato servizi meteorologici per realtà di rilievo, curando previsioni e analisi per gruppi editoriali e aziende di primo piano come RCS – Corriere della Sera, Libero Quotidiano, ENI Italgas, Siemens, TIM, Eutelia, società autostradali, aziende del settore delle energie rinnovabili, società di navigazione, istituti di ricerca di mercato, compagnie assicurative e molte altre realtà italiane ed estere. Creato le previsioni meteo per località per tutto Italia e tutto il Mondo assieme ad un programmatore nel 2000. Quindi, sviluppato con lui modelli matematici di previsione, e poi altri software non meteo, spesso dedicati al marketing delle Aziende. Mi sono occupato anche della gestione contrattuale e della realizzazione di siti web per i clienti, sviluppando, attraverso la mia agenzia web, le sezioni meteo dei principali quotidiani italiani, attività che dopo il 2013 ho deciso di non gestire più direttamente. Ho inoltre creato il servizio Report Grandine, un prodotto di alta qualità destinato ad aziende che hanno poi generato fatturati per decine di milioni di euro, sia in Italia sia all’estero. Ogni sito meteo da me fondato è di mia proprietà fin dall’inizio ed è stato gestito tramite aziende create appositamente, da solo o insieme a partner. Negli ultimi anni ho ampliato i miei interessi professionali, dedicandomi anche ai servizi per il turismo (da qui vari viaggi esplorativi), allo sviluppo software e alle strategie avanzate di SEO e SEM per imprese di diversi settori. Parallelamente, ho approfondito e applicato le potenzialità dell’intelligenza artificiale avanzata, ambito nel quale opero oggi come consulente e imprenditore. Attualmente sono impegnato nell’innovazione digitale e mi sto specializzando nella visibilità sul web, con una particolare attività di ricerca nel settore di Google Discover e il Mondo Google e dei Social Network. La mia propensione, tuttavia, resta quella di essere sempre attivo e creativo, senza limitare le mie attività e le mie ricerche a quanto qui esposto.

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